Alessandro Baratta, fondatore – insieme a Franco Bricola – della rivista La Questione criminale e portavoce del movimento della Criminologia critica sviluppatosi in Italia a partire dalla metà degli anni ‘70 intorno a questo periodico, definisce tale corrente di pensiero come un campo vasto e non omogeneo di discorsi, che presentano come comune denominatore un modo nuovo di definire l'oggetto e i termini della questione criminale. Egli ravvisa alla base del pensiero criminologico critico una ragione critica, considerata quale punto di partenza della teoria. Secondo l’autore attraverso la ragione critica è possibile sottoporre ad un'analisi scientifica l'ideologia penale, scardinando l'immagine ideale che il sistema ha di sé stesso, a differenza invece della ragione tecnologica che, considerando le contraddizioni insite nel sistema penale come irrazionali, rimane inevitabilmente all'interno dell'ideologia della difesa sociale, senza riuscire a superarla. In virtù della natura non omogenea del movimento culturale della criminologia critica in Italia, e considerando come il gruppo di intellettuali riunitosi intorno a Baratta non abbia mai presentato un aspetto monolitico ma si sia sempre distinto per una profonda frammentazione e diversità di punti di vista, si è ritenuto di estremo interesse intervistare otto autori, protagonisti dell’impresa cominciata da Baratta con la fondazione nel 1975 della rivista La Questione criminale, confluita poi nell’attuale periodico Studi sulla questione criminale. Nuova serie di Dei delitti e delle pene. Ad ognuno di questi autori è stato chiesto che cosa intendesse per ragione critica come metodo di indagine e le risposte sono state molteplici. Il lavoro intende quindi fotografare – seppur parzialmente – il panorama criminologico critico dando particolare rilievo al discorso metodologico e al concetto di critica come interpretato da chi ha collaborato allo sviluppo della Criminologia critica in Italia, evidenziando differenze e similitudini tra i vari autori intervistati. Da ultimo, si comparerà il discorso critico dei criminologi critici a quello della cd. sociologia critica della scuola di Renato Treves al fine di individuarne gli aspetti comuni e gli elementi di divergenza.
Il metodo critico nella criminologia critica / C. Canziani. ((Intervento presentato al 10. convegno Seminario nazionale di Sociologia del diritto tenutosi a Capraia nel 2014.
Il metodo critico nella criminologia critica
C. Canziani
2014
Abstract
Alessandro Baratta, fondatore – insieme a Franco Bricola – della rivista La Questione criminale e portavoce del movimento della Criminologia critica sviluppatosi in Italia a partire dalla metà degli anni ‘70 intorno a questo periodico, definisce tale corrente di pensiero come un campo vasto e non omogeneo di discorsi, che presentano come comune denominatore un modo nuovo di definire l'oggetto e i termini della questione criminale. Egli ravvisa alla base del pensiero criminologico critico una ragione critica, considerata quale punto di partenza della teoria. Secondo l’autore attraverso la ragione critica è possibile sottoporre ad un'analisi scientifica l'ideologia penale, scardinando l'immagine ideale che il sistema ha di sé stesso, a differenza invece della ragione tecnologica che, considerando le contraddizioni insite nel sistema penale come irrazionali, rimane inevitabilmente all'interno dell'ideologia della difesa sociale, senza riuscire a superarla. In virtù della natura non omogenea del movimento culturale della criminologia critica in Italia, e considerando come il gruppo di intellettuali riunitosi intorno a Baratta non abbia mai presentato un aspetto monolitico ma si sia sempre distinto per una profonda frammentazione e diversità di punti di vista, si è ritenuto di estremo interesse intervistare otto autori, protagonisti dell’impresa cominciata da Baratta con la fondazione nel 1975 della rivista La Questione criminale, confluita poi nell’attuale periodico Studi sulla questione criminale. Nuova serie di Dei delitti e delle pene. Ad ognuno di questi autori è stato chiesto che cosa intendesse per ragione critica come metodo di indagine e le risposte sono state molteplici. Il lavoro intende quindi fotografare – seppur parzialmente – il panorama criminologico critico dando particolare rilievo al discorso metodologico e al concetto di critica come interpretato da chi ha collaborato allo sviluppo della Criminologia critica in Italia, evidenziando differenze e similitudini tra i vari autori intervistati. Da ultimo, si comparerà il discorso critico dei criminologi critici a quello della cd. sociologia critica della scuola di Renato Treves al fine di individuarne gli aspetti comuni e gli elementi di divergenza.| File | Dimensione | Formato | |
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