Con l'avvento della c.d. era digitale, il delicato bilanciamento tra privacy dei cittadini e sicurezza nazionale costituisce uno dei problemi costituzionali più significativi delle democrazie contemporanee. Nell’opinione pubblica internazionale particolare scalpore ha suscitato la predisposizione di programmi quali PRISM, o TEMPORA attraverso cui le agenzie di intelligence americane come l’NSA e l’FBI (ma anche la britannica GCHQ o la francese DGSE) hanno acquisito ed immagazzinato negli ultimi anni miliardi di informazioni digitali. A livello interno, altrettanto clamore ha suscitato la notizia delle autorizzazioni concesse al Governo americano dalle Corti speciali al fine di ottenere dalle principali compagni telefoniche i registri e i tabulati degli ultimi otto anni contenenti i c.d. metadati telefonici dei loro clienti. Nel sistema costituzionale americano, in particolare, tale problematica assume particolare rilevanza rispetto alla interpretazione del VI Emendamento della Costituzione. L'articolo analizza il problematico bilanciamento del diritto alla privacy con le ragioni legate alla sicurezza nazionale sotto il profilo del diritto costituzionale; analizzando in primo luogo lo sviluppo storico della interpretazione fornita dalla Corte suprema al IV emendamento, per poi verificare le soluzioni offerte dai giudici federali circa la legittimità degli attuali programmi governativi sulla raccolta dei metadati telefonici. L'analisi di questi ultimi casi mette in luce una diversa lettura delle clausole costituzionali, che sono interpretate ora per dichiarare l'incostituzionalità dei programmi governativi (Klayman v. Obama) ora per ammetterne la legittimità (ACLU v. Clapper). Le differenti soluzioni a cui sono giunti i due giudici federali testimoniano la delicatezza del problema, e le difficoltà interpretative legate alla applicazione di una clausola costituzionale (il Quarto emendamento) il cui ambito è stato fortemente condizionato dall’avvento dell’era digitale: come vedremo, infatti, l’inadeguatezza della giurisprudenza in materia rende complicato definire precisamente l’ambito di applicazione del diritto alla privacy nei casi in esame.

Il Quarto emendamento della Costituzione americana tra terrorismo internazionale e datagate : Security v. Privacy / L.P. Vanoni. - In: FEDERALISMI.IT. - ISSN 1826-3534. - 13:1(2015 Feb), pp. 1-37.

Il Quarto emendamento della Costituzione americana tra terrorismo internazionale e datagate : Security v. Privacy

L.P. Vanoni
Primo
2015

Abstract

Con l'avvento della c.d. era digitale, il delicato bilanciamento tra privacy dei cittadini e sicurezza nazionale costituisce uno dei problemi costituzionali più significativi delle democrazie contemporanee. Nell’opinione pubblica internazionale particolare scalpore ha suscitato la predisposizione di programmi quali PRISM, o TEMPORA attraverso cui le agenzie di intelligence americane come l’NSA e l’FBI (ma anche la britannica GCHQ o la francese DGSE) hanno acquisito ed immagazzinato negli ultimi anni miliardi di informazioni digitali. A livello interno, altrettanto clamore ha suscitato la notizia delle autorizzazioni concesse al Governo americano dalle Corti speciali al fine di ottenere dalle principali compagni telefoniche i registri e i tabulati degli ultimi otto anni contenenti i c.d. metadati telefonici dei loro clienti. Nel sistema costituzionale americano, in particolare, tale problematica assume particolare rilevanza rispetto alla interpretazione del VI Emendamento della Costituzione. L'articolo analizza il problematico bilanciamento del diritto alla privacy con le ragioni legate alla sicurezza nazionale sotto il profilo del diritto costituzionale; analizzando in primo luogo lo sviluppo storico della interpretazione fornita dalla Corte suprema al IV emendamento, per poi verificare le soluzioni offerte dai giudici federali circa la legittimità degli attuali programmi governativi sulla raccolta dei metadati telefonici. L'analisi di questi ultimi casi mette in luce una diversa lettura delle clausole costituzionali, che sono interpretate ora per dichiarare l'incostituzionalità dei programmi governativi (Klayman v. Obama) ora per ammetterne la legittimità (ACLU v. Clapper). Le differenti soluzioni a cui sono giunti i due giudici federali testimoniano la delicatezza del problema, e le difficoltà interpretative legate alla applicazione di una clausola costituzionale (il Quarto emendamento) il cui ambito è stato fortemente condizionato dall’avvento dell’era digitale: come vedremo, infatti, l’inadeguatezza della giurisprudenza in materia rende complicato definire precisamente l’ambito di applicazione del diritto alla privacy nei casi in esame.
privacy; security; sicurezza nazionale; metadati; snowden; datagate; IV emendamento; costituzione; diritti fondamentali; era digitale
Settore IUS/21 - Diritto Pubblico Comparato
https://www.federalismi.it/nv14/articolo-documento.cfm?Artid=28913
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