Candida lusitaniae è un patogeno emergente, causa di gravi infezioni nell’ospite immunocompromesso, e presenta una ridotta sensibilità all’amfotericina B. Una rapida e precoce identificazione di tale specie nei campioni clinici riveste, pertanto, una notevole importanza. L’utilizzazione di metodiche molecolari può costituire una valida alternativa ai convenzionali metodi colturali. Allo scopo sono stati utilizzati primers selezionati dalla regione costante del gene ERG11 di Candida albicans per amplificare un segmento di 350 bp dal DNA genomico di C. lusitaniae. L’amplicone ottenuto è stato clonato, sequenziato e comparato con le sequenze geniche di C. albicans, C. dubliniensis, C. glabrata, C. guillermondii, C. kefyr, C. krusei, C. parapsilosis e C. tropicalis, riscontrando un’omologia del 62% - 97%. L’amplicone è stato successivamente sottoposto a digestione (Restriction Enzyme Analysis) con le seguenti endonucleasi Sau3A, HincII e NotI, che in un precedente lavoro avevano consentito di differenziare le 7 principali specie patogene di Candida. I pattern elettroforetici ottenuti consentivano di differenziare C. lusitaniae dalle altre specie di Candida ad eccezione di C. glabrata, i cui pattern risultavano pressocchè identici. L’aggiunta di un quarto enzima di restrizione RsaI differenziava C. lusitaniae da C. glabrata. Sono attualmente in corso saggi di PCR su campioni simulati (urine e sangue) per valutarne l’eventuale utilizzazione diretta sui campioni clinici.

Identificazione molecolare di Candida lusitaniae / F. Sisto, M. Drago, M.M. Scaltrito, P. Stano, G. Morace - In: FIMUA, Federazione italiana micopatologia umana e animale : 8. Congresso nazionale : programma e volume degli atti : Firenze, 9-11 novembre 2006Firenze : PuntoStampa, 2006. - pp. 79-79 (( Intervento presentato al 8. convegno Congresso Nazionale FIMUA tenutosi a Firenze nel 2006.

Identificazione molecolare di Candida lusitaniae

F. Sisto;M. Drago;M.M. Scaltrito;P. Stano;G. Morace
2006

Abstract

Candida lusitaniae è un patogeno emergente, causa di gravi infezioni nell’ospite immunocompromesso, e presenta una ridotta sensibilità all’amfotericina B. Una rapida e precoce identificazione di tale specie nei campioni clinici riveste, pertanto, una notevole importanza. L’utilizzazione di metodiche molecolari può costituire una valida alternativa ai convenzionali metodi colturali. Allo scopo sono stati utilizzati primers selezionati dalla regione costante del gene ERG11 di Candida albicans per amplificare un segmento di 350 bp dal DNA genomico di C. lusitaniae. L’amplicone ottenuto è stato clonato, sequenziato e comparato con le sequenze geniche di C. albicans, C. dubliniensis, C. glabrata, C. guillermondii, C. kefyr, C. krusei, C. parapsilosis e C. tropicalis, riscontrando un’omologia del 62% - 97%. L’amplicone è stato successivamente sottoposto a digestione (Restriction Enzyme Analysis) con le seguenti endonucleasi Sau3A, HincII e NotI, che in un precedente lavoro avevano consentito di differenziare le 7 principali specie patogene di Candida. I pattern elettroforetici ottenuti consentivano di differenziare C. lusitaniae dalle altre specie di Candida ad eccezione di C. glabrata, i cui pattern risultavano pressocchè identici. L’aggiunta di un quarto enzima di restrizione RsaI differenziava C. lusitaniae da C. glabrata. Sono attualmente in corso saggi di PCR su campioni simulati (urine e sangue) per valutarne l’eventuale utilizzazione diretta sui campioni clinici.
Candida, diagnosi molecolare ; ERG 11
Settore MED/07 - Microbiologia e Microbiologia Clinica
Federazione Italiana Micopatologia Umana e Animale (FIMUA)
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