Breast milk has always been the best source of nourishment for newborns. However, breast milk can carry a risk of infection, as it can be contaminated with bacterial or viral pathogens. This paper reviews the risk of acquisition of varicella-zoster virus (VZV) and cytomegalovirus (CMV), herpesviruses frequently detected in breastfeeding mothers, via breast milk, focusing on the clinical consequences of this transmission and the possible strategies for preventing it. Maternal VZV infections are conditions during which breastfeeding may be temporarily contraindicated, but expressed breast milk should always be given to the infant. CMV infection acquired through breast milk rarely causes disease in healthy term newborns; an increased risk of CMV disease has been documented in preterm infants. However, the American Academy of Pediatrics (AAP) does not regard maternal CMV seropositivity as a contraindication to breastfeeding; according to the AAP, in newborns weighing less than 1500 g, the decision should be taken after weighing the benefits of breast milk against the risk of transmission of infection. The real efficacy of the different methods of inactivating CMV in breast milk should be compared in controlled clinical trials, rigorously examining the negative consequences that each of these methods can have on the immunological and nutritional properties of the milk itself, with a view to establish the best risk-benefit ratio of these strategies before they are recommended for use in clinical practice.

Il latte materno rappresenta da sempre il migliore alimento per il neonato. Esso, tuttavia, può comportare un rischio infettivo, in quanto può essere contaminato sia da agenti batterici sia da agenti virali. Lo scopo di questa revisione è quello di descrivere lo “stato dell’arte” sul rischio di trasmissione con il latte materno degli herpesvirus di più frequente riscontro nella donna che allatta: varicella-zoster virus (VZV) e cytomegalovirus (CMV), sulle conseguenze cliniche di questa trasmissione e sulle possibili strategie di prevenzione. Per quanto riguarda l’infezione da VZV, le linee guida formulate per l’Unione Europea, che raccomandano di separare la madre con varicella in atto dal neonato durante la fase contagiosa, ma di alimentare sempre ed esclusivamente il neonato protetto con le immunoglobuline specifiche anti-VZV con il latte materno spremuto, appaiono appropriate, in quanto tengono in considerazione sia il rischio potenziale di acquisire una varicella postnatale sia gli innumerevoli benefici del latte materno. Per quanto riguarda l’infezione da CMV, allattare o no con latte materno i neonati prematuri nati da madre CMV-positiva rimane ad oggi una questione controversa. L’Accademia Americana di Pediatria considera la sieropositività materna per CMV come una condizione che non controindica l’allattamento materno, anche nei neonati prematuri. I diversi metodi di inattivazione del CMV nel latte umano dovrebbero essere confrontati in trials clinici controllati, valutando rigorosamente le ripercussioni negative che possono avere sulle proprietà immunologiche e nutrizionali del latte stesso, al fine di definire il rapporto rischio-beneficio prima di raccomandarne l’uso nella pratica clinica.

Herpesvirus e latte materno=Herpesviruses and breast milk / C. Pietrasanta, B. Ghirardi, M.F. Manca, S. Uccella, C. Gualdi, E. Tota, L. Pugni, F. Mosca. - In: PEDIATRIA MEDICA E CHIRURGICA. - ISSN 0391-5387. - 36:(2014), pp. 111-115. [10.4081/pmc.2014.5]

Herpesvirus e latte materno=Herpesviruses and breast milk

C. Pietrasanta
Primo
;
B. Ghirardi
Secondo
;
C. Gualdi;E. Tota;F. Mosca
Ultimo
2014

Abstract

Il latte materno rappresenta da sempre il migliore alimento per il neonato. Esso, tuttavia, può comportare un rischio infettivo, in quanto può essere contaminato sia da agenti batterici sia da agenti virali. Lo scopo di questa revisione è quello di descrivere lo “stato dell’arte” sul rischio di trasmissione con il latte materno degli herpesvirus di più frequente riscontro nella donna che allatta: varicella-zoster virus (VZV) e cytomegalovirus (CMV), sulle conseguenze cliniche di questa trasmissione e sulle possibili strategie di prevenzione. Per quanto riguarda l’infezione da VZV, le linee guida formulate per l’Unione Europea, che raccomandano di separare la madre con varicella in atto dal neonato durante la fase contagiosa, ma di alimentare sempre ed esclusivamente il neonato protetto con le immunoglobuline specifiche anti-VZV con il latte materno spremuto, appaiono appropriate, in quanto tengono in considerazione sia il rischio potenziale di acquisire una varicella postnatale sia gli innumerevoli benefici del latte materno. Per quanto riguarda l’infezione da CMV, allattare o no con latte materno i neonati prematuri nati da madre CMV-positiva rimane ad oggi una questione controversa. L’Accademia Americana di Pediatria considera la sieropositività materna per CMV come una condizione che non controindica l’allattamento materno, anche nei neonati prematuri. I diversi metodi di inattivazione del CMV nel latte umano dovrebbero essere confrontati in trials clinici controllati, valutando rigorosamente le ripercussioni negative che possono avere sulle proprietà immunologiche e nutrizionali del latte stesso, al fine di definire il rapporto rischio-beneficio prima di raccomandarne l’uso nella pratica clinica.
Breast milk has always been the best source of nourishment for newborns. However, breast milk can carry a risk of infection, as it can be contaminated with bacterial or viral pathogens. This paper reviews the risk of acquisition of varicella-zoster virus (VZV) and cytomegalovirus (CMV), herpesviruses frequently detected in breastfeeding mothers, via breast milk, focusing on the clinical consequences of this transmission and the possible strategies for preventing it. Maternal VZV infections are conditions during which breastfeeding may be temporarily contraindicated, but expressed breast milk should always be given to the infant. CMV infection acquired through breast milk rarely causes disease in healthy term newborns; an increased risk of CMV disease has been documented in preterm infants. However, the American Academy of Pediatrics (AAP) does not regard maternal CMV seropositivity as a contraindication to breastfeeding; according to the AAP, in newborns weighing less than 1500 g, the decision should be taken after weighing the benefits of breast milk against the risk of transmission of infection. The real efficacy of the different methods of inactivating CMV in breast milk should be compared in controlled clinical trials, rigorously examining the negative consequences that each of these methods can have on the immunological and nutritional properties of the milk itself, with a view to establish the best risk-benefit ratio of these strategies before they are recommended for use in clinical practice.
varicella-zoster virus; cytomegalovirus; breast milk; premature infant; very low birth weight infant
Settore MED/38 - Pediatria Generale e Specialistica
Article (author)
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
5-9-1-SM.pdf

accesso riservato

Tipologia: Publisher's version/PDF
Dimensione 116.72 kB
Formato Adobe PDF
116.72 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2434/290482
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? 1
  • Scopus 1
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact