In oltre il 35% dei soggetti che accusano dolore muscolo-scheletrico cervicale è identificabile una sindrome miofasciale che è definita come un insieme di sintomi causati dalla presenza di trigger point miofasciali. Attualmente, nel trattamento di alcune forme di dolore muscolo-scheletrico, trova indicazione la terapia con onde d'urto. In sintesi, si può dire che gli impulsi pressori prodotti dalle onde d'urto sono capaci d'indurre nei tessuti trattati una riduzione della flogosi locale, la neoformazione di vasi sanguigni e la riattivazione dei processi riparativi. Le alte energie sprigionate dagli jet stream cavitazionali sono responsabili di alterazioni biomolecolari che determinano nei tessuti risposte biologiche angiogenetiche, citotossiche e neuromodulanti. Sembra che il primum movens di questi fenomeni sia il nitrossido (NO). I suoi effetti analgesici, antinfiammatori e neoangiogenetici lasciano ipotizzare un razionale d'impiego nelle sindromi da trigger point miofasciali; ma mancano ancora in questo campo esperienze rilevanti in Italia. In questa sede proponiamo un protocollo di trattamento delle cervicalgie da attivazione di trigger point con onde d'urto focali. La terapia con onde d'urto focali è somministrata in tre sedute settimanali ed è eseguita una valutazione clinica alla prima seduta (T1) e dopo circa 30 giorni dall'ultima (T4). Le valutazioni hanno includono: Scala analogica visiva (VAS), Vernon Mior Cervical Spine Score e Neck Disability Index. Per la terapia è stato utilizzato un generatore di onde d'urto focali di tipo elettroidraulico con i seguenti parametri: profondità 5 mm, frequenza 4 Hz, colpi per seduta 400, flusso di energia 0,11 mJ/mm2, energia totale somministrata 7 J. Abbiamo inoltre identificato un'area di sicurezza per il puntamento, delimitata dalla retta che unisce l'apofisi spinosa di C7 e la metà della spina della scapola e la retta passante per la spina della scapola. I risultati ottenuti, statisticamente significativi, sono incoraggianti. Sulla base della nostra esperienza, possiamo affermare che le onde d'urto focali possono rappresentare una valida soluzione nei casi di cervicalgia da attivazione di trigger point miofasciali, anche a decorso cronico e recidivante.

Le onde d'urto focali nelle cervicalgie da trigger point / D. Golasseni, A.M. Previtera, G. Concardi. ((Intervento presentato al 110. convegno Congresso della Società Piemontese Ligure Lombarda di Ortopedia e Traumatologia tenutosi a Monza nel 2013.

Le onde d'urto focali nelle cervicalgie da trigger point

A.M. Previtera
Secondo
;
2013

Abstract

In oltre il 35% dei soggetti che accusano dolore muscolo-scheletrico cervicale è identificabile una sindrome miofasciale che è definita come un insieme di sintomi causati dalla presenza di trigger point miofasciali. Attualmente, nel trattamento di alcune forme di dolore muscolo-scheletrico, trova indicazione la terapia con onde d'urto. In sintesi, si può dire che gli impulsi pressori prodotti dalle onde d'urto sono capaci d'indurre nei tessuti trattati una riduzione della flogosi locale, la neoformazione di vasi sanguigni e la riattivazione dei processi riparativi. Le alte energie sprigionate dagli jet stream cavitazionali sono responsabili di alterazioni biomolecolari che determinano nei tessuti risposte biologiche angiogenetiche, citotossiche e neuromodulanti. Sembra che il primum movens di questi fenomeni sia il nitrossido (NO). I suoi effetti analgesici, antinfiammatori e neoangiogenetici lasciano ipotizzare un razionale d'impiego nelle sindromi da trigger point miofasciali; ma mancano ancora in questo campo esperienze rilevanti in Italia. In questa sede proponiamo un protocollo di trattamento delle cervicalgie da attivazione di trigger point con onde d'urto focali. La terapia con onde d'urto focali è somministrata in tre sedute settimanali ed è eseguita una valutazione clinica alla prima seduta (T1) e dopo circa 30 giorni dall'ultima (T4). Le valutazioni hanno includono: Scala analogica visiva (VAS), Vernon Mior Cervical Spine Score e Neck Disability Index. Per la terapia è stato utilizzato un generatore di onde d'urto focali di tipo elettroidraulico con i seguenti parametri: profondità 5 mm, frequenza 4 Hz, colpi per seduta 400, flusso di energia 0,11 mJ/mm2, energia totale somministrata 7 J. Abbiamo inoltre identificato un'area di sicurezza per il puntamento, delimitata dalla retta che unisce l'apofisi spinosa di C7 e la metà della spina della scapola e la retta passante per la spina della scapola. I risultati ottenuti, statisticamente significativi, sono incoraggianti. Sulla base della nostra esperienza, possiamo affermare che le onde d'urto focali possono rappresentare una valida soluzione nei casi di cervicalgia da attivazione di trigger point miofasciali, anche a decorso cronico e recidivante.
Trigger point; Onde d'urto; Cervicalgia
Settore MED/34 - Medicina Fisica e Riabilitativa
Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia
Società Piemontese Ligure Lombarda di Ortopedia e Traumatologia
Le onde d'urto focali nelle cervicalgie da trigger point / D. Golasseni, A.M. Previtera, G. Concardi. ((Intervento presentato al 110. convegno Congresso della Società Piemontese Ligure Lombarda di Ortopedia e Traumatologia tenutosi a Monza nel 2013.
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Descrizione: Programma del 110° Congresso della Società Piemontese Ligure Lombarda di Ortopedia e Traumatologia (8-9 novembre 2013)
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