L’Oltrepò pavese è uno dei territori italiani che ha maggiormente associato la propria identità al settore vitivinicolo. Il settore non solo traina da decenni l’economia dell’area, ma ha sedimentato un patrimonio di risorse materiali e immateriali locali che possono oggi essere messe a valore per la costruzione del territorio contemporaneo. L’articolo vuole seguire l’evoluzione di questo rapporto tra vino e territorio dalla fine dell’Ottocento fino ad oggi, evidenziandone i punti di forza e di debolezza, anche in prospettiva futura. L’Inchiesta agraria di fine Ottocento documenta la situazione della viticoltura nella zona dopo la crisi della fillossera e la nascita di una specifica area di produzione. Attraverso le indagini monografiche dedicate al settore è poi possibile leggere l’affermazione e il consolidamento del settore nel corso del Novecento, con una progressiva specializzazione e la creazione dell’area a “Denominazione di Origine Controllata” nel 1970. La situazione contemporanea appare caratterizzata dal tentativo di rispondere a un’accresciuta competizione internazionale attraverso due diverse strategie, anche potenzialmente complementari: da una parte la ricerca di un mercato estero, dall’altra la valorizzazione della qualità e della specificità locale. La valorizzazione della specificità locale sarà oggetto di un’attenzione particolare al fine di comprendere il ruolo svolto dal territorio nel rilancio del settore: in anni recenti si è assistito nell’area a interessanti dinamiche di valorizzazione del capitale territoriale locale, attraverso la reintroduzione di vitigni storici e la promozione di una viticoltura di qualità, multifunzionale, spesso connessa con l’economia e la società locale. I dati degli ultimi censimenti generali dell’agricoltura (2000, 2010) raccontano infatti di uno sviluppo significativo delle forme di agricoltura innovativa nell’area che rappresentano non solo un’interessante prospettiva per il settore, ma possono essere esempi di un nuovo rapporto, maggiormente integrato, tra centri urbani e aree rurali alla scala provinciale e regionale. Una particolare attenzione meritano in questo senso le reti sociali ed economiche locali che si stanno sviluppando nell’area intorno al settore vitivinicolo: negli ultimi anni, ad esempio, è stato istituito uno specifico distretto denominato “Distretto del vino dell'Oltrepò pavese - Bonarda e Pinot nero” volto proprio a valorizzare la viticoltura di qualità. L’analisi delle imprese innovative e delle reti avviate per favorire questo sviluppo locale permetterà di valutare la portata di questa innovazione e le potenzialità per il futuro.

La viticoltura nell’Oltrepò pavese : capitale territoriale, innovazione, sviluppo locale / V. Bini. - In: TERRITOIRES DU VIN. - ISSN 1760-5296. - 2014:6(2014 Mar 05).

La viticoltura nell’Oltrepò pavese : capitale territoriale, innovazione, sviluppo locale

V. Bini
2014

Abstract

L’Oltrepò pavese è uno dei territori italiani che ha maggiormente associato la propria identità al settore vitivinicolo. Il settore non solo traina da decenni l’economia dell’area, ma ha sedimentato un patrimonio di risorse materiali e immateriali locali che possono oggi essere messe a valore per la costruzione del territorio contemporaneo. L’articolo vuole seguire l’evoluzione di questo rapporto tra vino e territorio dalla fine dell’Ottocento fino ad oggi, evidenziandone i punti di forza e di debolezza, anche in prospettiva futura. L’Inchiesta agraria di fine Ottocento documenta la situazione della viticoltura nella zona dopo la crisi della fillossera e la nascita di una specifica area di produzione. Attraverso le indagini monografiche dedicate al settore è poi possibile leggere l’affermazione e il consolidamento del settore nel corso del Novecento, con una progressiva specializzazione e la creazione dell’area a “Denominazione di Origine Controllata” nel 1970. La situazione contemporanea appare caratterizzata dal tentativo di rispondere a un’accresciuta competizione internazionale attraverso due diverse strategie, anche potenzialmente complementari: da una parte la ricerca di un mercato estero, dall’altra la valorizzazione della qualità e della specificità locale. La valorizzazione della specificità locale sarà oggetto di un’attenzione particolare al fine di comprendere il ruolo svolto dal territorio nel rilancio del settore: in anni recenti si è assistito nell’area a interessanti dinamiche di valorizzazione del capitale territoriale locale, attraverso la reintroduzione di vitigni storici e la promozione di una viticoltura di qualità, multifunzionale, spesso connessa con l’economia e la società locale. I dati degli ultimi censimenti generali dell’agricoltura (2000, 2010) raccontano infatti di uno sviluppo significativo delle forme di agricoltura innovativa nell’area che rappresentano non solo un’interessante prospettiva per il settore, ma possono essere esempi di un nuovo rapporto, maggiormente integrato, tra centri urbani e aree rurali alla scala provinciale e regionale. Una particolare attenzione meritano in questo senso le reti sociali ed economiche locali che si stanno sviluppando nell’area intorno al settore vitivinicolo: negli ultimi anni, ad esempio, è stato istituito uno specifico distretto denominato “Distretto del vino dell'Oltrepò pavese - Bonarda e Pinot nero” volto proprio a valorizzare la viticoltura di qualità. L’analisi delle imprese innovative e delle reti avviate per favorire questo sviluppo locale permetterà di valutare la portata di questa innovazione e le potenzialità per il futuro.
Settore M-GGR/01 - Geografia
revuesshs.u-bourgogne.fr/territoiresduvin/document.php?id=1671
Article (author)
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2434/253218
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact