Le memorie di Simcha Rotem sulla rivolta del ghetto di Varsavia del 19 aprile 1943 non sono solo il racconto appassionante – scritto dall’ultimo testimone e protagonista ancora vivente – di un’impresa tragica e gloriosa, fatta di orgoglio e riscatto, ma offrono uno spaccato, aprono una straordinaria finestra su un periodo storico e su una vicenda di estremo interesse per la storia contemporanea dell’Europa Centrale. Ormai novantenne e vivente in Israele, Rotem (nato in Polonia col nome di Szymon Rotajzer e detto Kazik nel corso della lotta) narra i fatti, vissuti in prima persona, con un linguaggio limpido e quotidiano, con una scrittura agile e immediata, del tutto priva di enfasi o di ambiziosi intenti letterari, conducendo per mano il lettore nelle vicende che lo videro giovanissimo protagonista (diciannovenne) e organizzatore di quella resistenza, animata da duecento ragazzi armati solo di pistole, di bombe a mano e di molotov, tenere testa per tre settimane alla Wehrmacht e alle SS armate fino ai denti nel ghetto e dando vita, in seguito alla provocata esplosione di una mina collocata in un cunicolo sotto una colonna di soldati tedeschi, alla prima azione, ignorata dal mondo, di resistenza alle occupazioni e alle violente persecuzioni naziste in Europa.

La Shoah in me. Memorie di un combattente del ghetto di Varsavia di Simcha ROTEM / A. Vitale. - (2014 Nov 04).

La Shoah in me. Memorie di un combattente del ghetto di Varsavia di Simcha ROTEM

A. Vitale
2014

Abstract

Le memorie di Simcha Rotem sulla rivolta del ghetto di Varsavia del 19 aprile 1943 non sono solo il racconto appassionante – scritto dall’ultimo testimone e protagonista ancora vivente – di un’impresa tragica e gloriosa, fatta di orgoglio e riscatto, ma offrono uno spaccato, aprono una straordinaria finestra su un periodo storico e su una vicenda di estremo interesse per la storia contemporanea dell’Europa Centrale. Ormai novantenne e vivente in Israele, Rotem (nato in Polonia col nome di Szymon Rotajzer e detto Kazik nel corso della lotta) narra i fatti, vissuti in prima persona, con un linguaggio limpido e quotidiano, con una scrittura agile e immediata, del tutto priva di enfasi o di ambiziosi intenti letterari, conducendo per mano il lettore nelle vicende che lo videro giovanissimo protagonista (diciannovenne) e organizzatore di quella resistenza, animata da duecento ragazzi armati solo di pistole, di bombe a mano e di molotov, tenere testa per tre settimane alla Wehrmacht e alle SS armate fino ai denti nel ghetto e dando vita, in seguito alla provocata esplosione di una mina collocata in un cunicolo sotto una colonna di soldati tedeschi, alla prima azione, ignorata dal mondo, di resistenza alle occupazioni e alle violente persecuzioni naziste in Europa.
Shoah; genocidi; democidi; seconda guerra mondiale; Varsavia; Polonia; ghetto di Varsavia; Insurrezione di Varsavia
Settore SPS/04 - Scienza Politica
Settore M-GGR/02 - Geografia Economico-Politica
Settore M-STO/03 - Storia dell'Europa Orientale
http://aisseco.org/la-shoah-in-me/
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