Il Citomegalovirus è responsabile della più diffusa, ma poco conosciuta, infezione virale congenita (cCMV) nell’uomo. L’incidenza dell’infezione e quella degli eventuali danni ad essa correlati potrebbero essere ridotte rispettivamente mediante interventi di educazione sanitaria, volti a informare sulle semplici misure igieniche da adottare per prevenirla, e con uno screening neonatale per una identificazione precoce degli infetti per correggere, o addirittura risolvere, le eventuali sequele. In questo studio è stata verificata l’efficienza di un metodo innovativo per la diagnosi di infezione da CMV basato sulla ricerca del DNA virale in tamponi salivari, nella prospettiva di proporne l’impiego su tutti i nuovi nati. METODI: La saliva è stata raccolta in doppio con tamponi floccati (Copan) a 34 bambini (età: 1-12 mesi) in follow-up per cCMV (gruppo A, controlli) e a 49 bambini che frequentavano un asilo nido e 92 afferenti ad una scuola materna (età: 6 mesi - 5 anni, gruppo B). Dei due tamponi, uno era conservato tal quale a temperatura ambiente per almeno 24h (DSS, Dried Saliva Swab), l’altro (CSS, Classical Saliva Swab), veniva immerso in 1.5ml di terreno di trasporto virale al momento del prelievo come da protocollo diagnostico (metodo di riferimento). Il DSS è stato eluito con 100ìl di acqua: un’aliquota è stata sottoposta a vortex (DSS-v) e l’altra (DSS-st) anche a shock termico (70°C per 45’’, -80°C overnight). I CSS e DSS sono stati testati con nested-PCR in house. Negli asili è stata presentata una brochure informativa, sul CMV e sulle strategie di prevenzione dell’infezione, e un modulo per il consenso informato. Al termine dello studio condotto in cieco, i risultati aggregati sono stati esposti oralmente. Risultati. Sono risultati positivi 33/34 (97%) DSS nel gruppo A e 26/49 (53%) dei frequentanti l’asilo nido, in perfetta concordanza con il metodo di riferimento. Dei bambini frequentanti la scuola materna 8/92 (9%) sono risultati positivi sia su DSS-v che DSS-st, con una concordanza del 99% rispetto ai risultati ottenuti con il CSS (7/92, 8%). In entrambe le strutture scolastiche, più del 70% degli arruolati ha aderito allo studio. CONCLUSIONI: Il metodo proposto sembra essere efficiente per la diagnosi dell’infezione. La conferma di questi risultati su una casistica più ampia, permetterà di impiegarlo per lo screening di tutti i nuovi nati. Nello specifico, l’indagine negli asili ha registrato una grande partecipazione all’iniziativa da parte dei genitori e del personale. In linea con i dati di letteratura, è stato riscontrato un numero maggiore di infetti tra i bambini frequentanti l’asilo nido.

Il Citomegalovirus all'asilo / L. Bubba, S. Binda, M. Gambino, A. Mammoliti, L. Pellegrinelli, V. Primache, M. Barbi. - In: ANNALI DI IGIENE MEDICINA PREVENTIVA E DI COMUNITÀ. - ISSN 1120-9135. - 22:3, suppl.(2011), pp. 526-526. ((Intervento presentato al 12. convegno Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica tenutosi a Roma nel 2011.

Il Citomegalovirus all'asilo

L. Bubba;S. Binda;M. Gambino;A. Mammoliti;L. Pellegrinelli;V. Primache;M. Barbi
2011

Abstract

Il Citomegalovirus è responsabile della più diffusa, ma poco conosciuta, infezione virale congenita (cCMV) nell’uomo. L’incidenza dell’infezione e quella degli eventuali danni ad essa correlati potrebbero essere ridotte rispettivamente mediante interventi di educazione sanitaria, volti a informare sulle semplici misure igieniche da adottare per prevenirla, e con uno screening neonatale per una identificazione precoce degli infetti per correggere, o addirittura risolvere, le eventuali sequele. In questo studio è stata verificata l’efficienza di un metodo innovativo per la diagnosi di infezione da CMV basato sulla ricerca del DNA virale in tamponi salivari, nella prospettiva di proporne l’impiego su tutti i nuovi nati. METODI: La saliva è stata raccolta in doppio con tamponi floccati (Copan) a 34 bambini (età: 1-12 mesi) in follow-up per cCMV (gruppo A, controlli) e a 49 bambini che frequentavano un asilo nido e 92 afferenti ad una scuola materna (età: 6 mesi - 5 anni, gruppo B). Dei due tamponi, uno era conservato tal quale a temperatura ambiente per almeno 24h (DSS, Dried Saliva Swab), l’altro (CSS, Classical Saliva Swab), veniva immerso in 1.5ml di terreno di trasporto virale al momento del prelievo come da protocollo diagnostico (metodo di riferimento). Il DSS è stato eluito con 100ìl di acqua: un’aliquota è stata sottoposta a vortex (DSS-v) e l’altra (DSS-st) anche a shock termico (70°C per 45’’, -80°C overnight). I CSS e DSS sono stati testati con nested-PCR in house. Negli asili è stata presentata una brochure informativa, sul CMV e sulle strategie di prevenzione dell’infezione, e un modulo per il consenso informato. Al termine dello studio condotto in cieco, i risultati aggregati sono stati esposti oralmente. Risultati. Sono risultati positivi 33/34 (97%) DSS nel gruppo A e 26/49 (53%) dei frequentanti l’asilo nido, in perfetta concordanza con il metodo di riferimento. Dei bambini frequentanti la scuola materna 8/92 (9%) sono risultati positivi sia su DSS-v che DSS-st, con una concordanza del 99% rispetto ai risultati ottenuti con il CSS (7/92, 8%). In entrambe le strutture scolastiche, più del 70% degli arruolati ha aderito allo studio. CONCLUSIONI: Il metodo proposto sembra essere efficiente per la diagnosi dell’infezione. La conferma di questi risultati su una casistica più ampia, permetterà di impiegarlo per lo screening di tutti i nuovi nati. Nello specifico, l’indagine negli asili ha registrato una grande partecipazione all’iniziativa da parte dei genitori e del personale. In linea con i dati di letteratura, è stato riscontrato un numero maggiore di infetti tra i bambini frequentanti l’asilo nido.
Settore MED/42 - Igiene Generale e Applicata
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