Gli Phthiraptera (comunemente chiamati pidocchi) sono insetti privi di ali, ectoparassiti obbligati che completano tutto il loro ciclo vitale sul corpo di un organismo ospite dove si nutrono principalmente di frammenti di penne, epidermide desquamata, sangue o secreti (Johnson & Clayton 2003). L’infestazione avviene in maniera opportunista soprattutto quando gli ospiti sono in stretto contatto, come ad esempio durante l’accoppiamento. Anche per questa ragione essi dimostrano un grado di ospite-specificità di gran lunga superiore alla maggior parte di altri parassiti metazoi (Marshall, 1981). Attualmente, in Italia, è stata riscontrata e segnalata la presenza di 267 specie di Phthiraptera (Manilla 2003), associate soprattutto ad uccelli ed in particolar modo a passeriformi. In questo articolo si desidera rendere note sei specie di mallofagi, non ancora segnalate in Italia, rilevate su uccelli consegnati a un centro di recupero animali selvatici (C.R.A.S.) o catturati tramite reti in centri di inanellamento autorizzati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nel periodo dal 2006 al 2012. Gli ectozoi sono stati raccolti grazie alla nebulizzazione di spray antiparassitario a base di piretroidi, attraverso una tecnica standardizzata. Il campione risulta quindi composto da 362 uccelli, di cui 38 positivi ad ectoparassiti della classe Insecta per un totale di 189 ectozoi raccolti appartenenti all’ordine Phthiraptera (62 Amblycera, 127 Ischnoera). Oltre ad altri parassiti già precedentemente segnalati nella checklist della fauna italiana (Manilla 2003) sono stati da noi raccolti: - Bruelia jacobi (1 ninfa) da merlo (Turdus merula) ; - Coloceras piageti (9 femmine, 8 maschi, 2 ninfe) da tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto); - Columbicola bacillus (20 femmine, 23 maschi, 8 ninfe) da tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto); - Hohorstiella modesta (1 ninfa) da tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto); - Menacanthus sinuatus (3 ninfe) da cinciallegra (Parus major); - Ricinus serratus (3 femmine) da allodola (Alauda arvensis). È stata inoltre riscontrata la presenza di una larva appartenente al genere Menacanthus su di un esemplare di pettirosso (Erithacus rubecula), associazione non ancora nota a livello mondiale (Price et al. 2003). Quest’ultima segnalazione necessita però di ulteriori approfondimenti poiché, al momento, non è possibile escludere una cross-infestazione accidentale (ad esempio attraverso i contenitori utilizzati per il trasporto dalle reti di cattura al centro di inanellamento). La presente pubblicazione vuole dare un piccolo contributo allo studio degli Phthiraptera in Italia, ampliando le conoscenze acquisite da importanti studi precedenti (Simonetta 1882; Picaglia 1885 a-b; Berlese 1894-1895; Conci 1940 a-b-c; Manilla & Cicolani 1983; Martin-Mateo & Manilla 1988) riguardo a un ordine di ectoparassiti che può di certo essere sfruttato per la sua peculiare valenza ecologica.

Nuove specie di mallofagi (Insecta: Phthiraptera) per l'avifauna italiana / S. Giacomelli, D. Gallazzi, G. Grilli, M. Pozzi, S. Scebba, M. Soprano, Z. Vas. - 52(2013), pp. 182-183. ((Intervento presentato al 52. convegno Convegno annuale SIPA tenutosi a Forlì nel 2013.

Nuove specie di mallofagi (Insecta: Phthiraptera) per l'avifauna italiana

D. Gallazzi;G. Grilli;
2013

Abstract

Gli Phthiraptera (comunemente chiamati pidocchi) sono insetti privi di ali, ectoparassiti obbligati che completano tutto il loro ciclo vitale sul corpo di un organismo ospite dove si nutrono principalmente di frammenti di penne, epidermide desquamata, sangue o secreti (Johnson & Clayton 2003). L’infestazione avviene in maniera opportunista soprattutto quando gli ospiti sono in stretto contatto, come ad esempio durante l’accoppiamento. Anche per questa ragione essi dimostrano un grado di ospite-specificità di gran lunga superiore alla maggior parte di altri parassiti metazoi (Marshall, 1981). Attualmente, in Italia, è stata riscontrata e segnalata la presenza di 267 specie di Phthiraptera (Manilla 2003), associate soprattutto ad uccelli ed in particolar modo a passeriformi. In questo articolo si desidera rendere note sei specie di mallofagi, non ancora segnalate in Italia, rilevate su uccelli consegnati a un centro di recupero animali selvatici (C.R.A.S.) o catturati tramite reti in centri di inanellamento autorizzati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nel periodo dal 2006 al 2012. Gli ectozoi sono stati raccolti grazie alla nebulizzazione di spray antiparassitario a base di piretroidi, attraverso una tecnica standardizzata. Il campione risulta quindi composto da 362 uccelli, di cui 38 positivi ad ectoparassiti della classe Insecta per un totale di 189 ectozoi raccolti appartenenti all’ordine Phthiraptera (62 Amblycera, 127 Ischnoera). Oltre ad altri parassiti già precedentemente segnalati nella checklist della fauna italiana (Manilla 2003) sono stati da noi raccolti: - Bruelia jacobi (1 ninfa) da merlo (Turdus merula) ; - Coloceras piageti (9 femmine, 8 maschi, 2 ninfe) da tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto); - Columbicola bacillus (20 femmine, 23 maschi, 8 ninfe) da tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto); - Hohorstiella modesta (1 ninfa) da tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto); - Menacanthus sinuatus (3 ninfe) da cinciallegra (Parus major); - Ricinus serratus (3 femmine) da allodola (Alauda arvensis). È stata inoltre riscontrata la presenza di una larva appartenente al genere Menacanthus su di un esemplare di pettirosso (Erithacus rubecula), associazione non ancora nota a livello mondiale (Price et al. 2003). Quest’ultima segnalazione necessita però di ulteriori approfondimenti poiché, al momento, non è possibile escludere una cross-infestazione accidentale (ad esempio attraverso i contenitori utilizzati per il trasporto dalle reti di cattura al centro di inanellamento). La presente pubblicazione vuole dare un piccolo contributo allo studio degli Phthiraptera in Italia, ampliando le conoscenze acquisite da importanti studi precedenti (Simonetta 1882; Picaglia 1885 a-b; Berlese 1894-1895; Conci 1940 a-b-c; Manilla & Cicolani 1983; Martin-Mateo & Manilla 1988) riguardo a un ordine di ectoparassiti che può di certo essere sfruttato per la sua peculiare valenza ecologica.
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