Il diabete di tipo 2 è caratterizzato dalla progressiva disfunzione delle cellule beta, pertanto la comprensione dei meccanismi coinvolti nel danno beta-cellulare nel diabete mellito è fondamentale per lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate al ripristino di una normale funzione beta-cellulare. Abbiamo recentemente dimostrato che un eccesso di glutammato esercita un effetto tossico sulla cellula beta, un meccanismo mediato dall’attivazione di sistemi recettoriali del glutammato e da un aumento dello stress ossidativo. Un ruolo chiave nel controllo del glutammato extracellulare nell’isola e nell’integrità beta cellulare è svolto dal trasportatore del glutammato ad alta affinità GLT1, selettivamente localizzato sulla membrana plasmatica di cellule beta [1]. Dato il ruolo chiave di GLT1 nella funzionalità dell’isola pancreatica e la documentata alterazione di livelli di glutammato in pazienti affetti da diabete di tipo 2 [2], obiettivo del nostro lavoro è stato quello di valutare l’espressione e l’attività del trasportatore in condizioni diabetiche. A questo scopo abbiamo studiato tessuto pancreatico di 5 soggetti non-diabetici (età: 69±7 anni; M/F:3/2) e 8 diabetici di tipo 2 (DMT2 età: 67±8 anni; M/F:5/3). Abbiamo potuto verificare che l’espressione di GLT1 a livello dell’isola pancreatica è sempre di esclusiva pertinenza beta cellulare ma, a differenza dei soggetti controllo, in 5 degli 8 DMT2 pancreas il trasportatore non localizza sulla membrana plasmatica ma in compartimenti intracellulari. Per valutare i meccanismo alla base di questa rilocalizzazione, utilizzando due preparazioni differenti di isole isolate umane, abbiamo valutato l’effetto dell’iperglicemia cronica (16.7 mM glucosio per 3 giorni) e dell’esposizione a citochine infiammatorie (TNFalpha, ILbeta, INgamma) sull’espressione, attività e localizzazione del trasportatore GLT1 mediante studi di western blot, analisi al confocale e saggi di uptake. I nostri dati indicano che l’incubazione delle isole in alto glucosio non cambia l’espressione del trasportatore ma determina, in cellule insulino-positive, la rilocalizzazione di GLT1 dalla membrana plasmatica in un pool vescicolare intracellulare e la concomitante diminuzione dell’attività di trasporto (riduzione del 25±5%, p<0.05; n=2 in triplicato). L’incubazione con citochine infiammatorie determina una riduzione significativa dell’espressione del trasportatore (riduzione del 45±11% rispetto a isole non trattate, p<0,05; n=4). Stiamo ora valutando i meccanismi molecolari alla base di queste alterazioni. In conclusione, i risultati di questa ricerca suggeriscono che nelle cellule beta di soggetti diabetici il trasportatore non possa più svolgere adeguatamente la sua normale funzione di trasporto e che questo possa contribuire alla progressiva perdita beta cellulare. Pertanto trattamenti che upregolano l’attività/espressione di GLT1/EAAT2 in cellule beta potrebbero agire come farmaci citoprotettivi su cellule beta. [1] Di Cairano E.S., et al. (2011) J. Biol. Chem. 286(16):14007-14018. [2] Bao, Y., et al. (2009) J.Proteome Res. 8, 1623–1630

Espressione ed attività del trasportatore del glutammato GLT1/EAAT2 nel Diabete di Tipo 2 / C. Perego, M. Iaquinto, S. Moretti, E. Di Cairano, S. La Rosa, F. Bertuzzi, A. Davalli, F. Folli. ((Intervento presentato al 24. convegno Congresso Nazionale Società Italiana Diabete tenutosi a Torino nel 2012.

Espressione ed attività del trasportatore del glutammato GLT1/EAAT2 nel Diabete di Tipo 2

C. Perego
Primo
;
S. Moretti;E. Di Cairano;F. Folli
2012

Abstract

Il diabete di tipo 2 è caratterizzato dalla progressiva disfunzione delle cellule beta, pertanto la comprensione dei meccanismi coinvolti nel danno beta-cellulare nel diabete mellito è fondamentale per lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate al ripristino di una normale funzione beta-cellulare. Abbiamo recentemente dimostrato che un eccesso di glutammato esercita un effetto tossico sulla cellula beta, un meccanismo mediato dall’attivazione di sistemi recettoriali del glutammato e da un aumento dello stress ossidativo. Un ruolo chiave nel controllo del glutammato extracellulare nell’isola e nell’integrità beta cellulare è svolto dal trasportatore del glutammato ad alta affinità GLT1, selettivamente localizzato sulla membrana plasmatica di cellule beta [1]. Dato il ruolo chiave di GLT1 nella funzionalità dell’isola pancreatica e la documentata alterazione di livelli di glutammato in pazienti affetti da diabete di tipo 2 [2], obiettivo del nostro lavoro è stato quello di valutare l’espressione e l’attività del trasportatore in condizioni diabetiche. A questo scopo abbiamo studiato tessuto pancreatico di 5 soggetti non-diabetici (età: 69±7 anni; M/F:3/2) e 8 diabetici di tipo 2 (DMT2 età: 67±8 anni; M/F:5/3). Abbiamo potuto verificare che l’espressione di GLT1 a livello dell’isola pancreatica è sempre di esclusiva pertinenza beta cellulare ma, a differenza dei soggetti controllo, in 5 degli 8 DMT2 pancreas il trasportatore non localizza sulla membrana plasmatica ma in compartimenti intracellulari. Per valutare i meccanismo alla base di questa rilocalizzazione, utilizzando due preparazioni differenti di isole isolate umane, abbiamo valutato l’effetto dell’iperglicemia cronica (16.7 mM glucosio per 3 giorni) e dell’esposizione a citochine infiammatorie (TNFalpha, ILbeta, INgamma) sull’espressione, attività e localizzazione del trasportatore GLT1 mediante studi di western blot, analisi al confocale e saggi di uptake. I nostri dati indicano che l’incubazione delle isole in alto glucosio non cambia l’espressione del trasportatore ma determina, in cellule insulino-positive, la rilocalizzazione di GLT1 dalla membrana plasmatica in un pool vescicolare intracellulare e la concomitante diminuzione dell’attività di trasporto (riduzione del 25±5%, p<0.05; n=2 in triplicato). L’incubazione con citochine infiammatorie determina una riduzione significativa dell’espressione del trasportatore (riduzione del 45±11% rispetto a isole non trattate, p<0,05; n=4). Stiamo ora valutando i meccanismi molecolari alla base di queste alterazioni. In conclusione, i risultati di questa ricerca suggeriscono che nelle cellule beta di soggetti diabetici il trasportatore non possa più svolgere adeguatamente la sua normale funzione di trasporto e che questo possa contribuire alla progressiva perdita beta cellulare. Pertanto trattamenti che upregolano l’attività/espressione di GLT1/EAAT2 in cellule beta potrebbero agire come farmaci citoprotettivi su cellule beta. [1] Di Cairano E.S., et al. (2011) J. Biol. Chem. 286(16):14007-14018. [2] Bao, Y., et al. (2009) J.Proteome Res. 8, 1623–1630
Italian
mag-2012
Diabetes ; Glutamate ; glutamate transporter ; islet of Langerhans
Settore BIO/09 - Fisiologia
Settore MED/13 - Endocrinologia
Presentazione breve
Intervento richiesto
Comitato scientifico
Congresso Nazionale Società Italiana Diabete
Torino
2012
24
Convegno nazionale
C. Perego, M. Iaquinto, S. Moretti, E. Di Cairano, S. La Rosa, F. Bertuzzi, A. Davalli, F. Folli
Espressione ed attività del trasportatore del glutammato GLT1/EAAT2 nel Diabete di Tipo 2 / C. Perego, M. Iaquinto, S. Moretti, E. Di Cairano, S. La Rosa, F. Bertuzzi, A. Davalli, F. Folli. ((Intervento presentato al 24. convegno Congresso Nazionale Società Italiana Diabete tenutosi a Torino nel 2012.
Prodotti della ricerca::14 - Intervento a convegno non pubblicato
info:eu-repo/semantics/conferenceObject
none
Conference Object
8
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