Il sistema politico italiano viene ancora oggi interpretato, secondo molto scienziati della politica, in termini di una transizione incompiuta, sia dal punto di vista degli assetti istituzionali sia dal punto di vista del grado di strutturazione del sistema dei partiti. Il confronto politico attuale evidenzia profonde difficoltà di natura politica e culturale che attraversano il nostro sistema dei partiti non solo nell’attuale fase, ma lungo tutto l’arco temporale della Repubblica italiana. L’attuale discussione parlamentare è, anche a seguito della forte delegittimazione in corso del ceto politico, ancora oggi bloccata su ipotesi di modifica del vigente sistema bicamerale, della forma di governo (in direzione di un rafforzamento dei poteri dell’esecutivo), senza tuttavia trovare sbocco in una sufficiente condivisione fra i diversi partiti politici. La revisione della legge elettorale è a sua volta oggetto di profonde divisioni tra i partiti e all’interno degli stessi. Lo stesso confronto politico, apparentemente congelato dopo l’avvento del Governo Monti, mette in luce l’esistenza le profonde difficoltà di natura politica e culturale che attraversano il nostro sistema dei partiti non solo nell’attuale fase, ma lungo tutto l’arco temporale della Repubblica italiana. Le diverse culture politiche (e fratture socio-politiche) mettono in luce l’esistenza di nuove dinamiche nell’assestamento della domanda politica a fronte delle quali l’offerta politica non sembra essere sempre riuscita a realizzare un ancoraggio stabile. Di qui alcune domande di ricerca in ordine al tema della frammentazione/omogeneità del sistema partitico: - la frammentazione del sistema partitico rappresenta una caratteristica strutturale del sistema politico italiano (valendo a prescindere dai vincoli istituzionali, dalle forme di governo in riferimento alla modellistica costituzionale, dalle leggi elettorali ecc)? ovvero, - in che misura l'attuale sistema multipartitico - che nel corso della Seconda Repubblica è stato a lungo incapsulato in due coalizioni eterogenee e poco coese (dando luogo ad una competizione bipolare che ha generato alternanza ma non capacità di governo) - rappresenta un portato irriducibile della frammentazione partitica, ovvero un tratto peculiare e ineliminabile dell'articolazione in cleavages del sistema politico italiano? La frammentazione è la cifra fra Prima e Seconda Repubblica. E la recente costruzione di soggetti politici (PD e PDL) non è stata in grado di risolverla. La transizione incompiuta (o infinita?) cambia la configurazione del sistema di partito (aggregazioni di soggetti politici, formazione di nuovi soggetti, senza stabilizzazione del sistema dato che la frammentazione si riproduce anche all'interno delle nuove forze politiche), ma non permette l'approdo ad un bipolarismo maturo dell'alternanza, forse perché le fratture insite nella storia dell’Italia (ancora prima dell’esperienza repubblicana), impediscono tale dinamica politica. Nella prima parte del paper, si ricorre alle interpretazioni consolidate della letteratura politologica italiana (G. Sartori e il multipartitismo polarizzato versus G. Galli e il bipolarismo imperfetto; cfr. Lanzalaco, 2012) per capirne la portata attuale e gli eventuali sviluppi e limiti, alla luce dei principali cleavages tuttora presenti nel nostro Paese. Inoltre, è interessante provare ad analizzare il superamento della stessa dinamica di interpretazione della cosiddetta Seconda Repubblica in una nuova fase, come quella attuale, che sembra sempre più preludere ad una terza fase della nostra esperienza repubblicana se non a un ritorno a tratti caratteristici della cosiddetta Prima Repubblica. Nella seconda parte del paper, l’obiettivo è evidenziare come il sistema partitico italiano si pone nei confronti di alcune politiche pubbliche (bioetica e immigrazione), esaminate in maniera esemplare come contrassegno dell'irriducibile frammentazione intra e inter partitica. Posta la rilevanza di alcuni temi per i cittadini-elettori, le organizzazioni chiamate a creare consenso attorno alle proprie proposte politiche (i partiti) non possono ignorare alcune politiche pubbliche considerate scivolose (slippery slope). Come spesso accade, su tali temi, esistono sensibilità e posizioni diverse non solo tra i partiti, ma anche all’interno degli stessi. Quando un tema divide i diversi orientamenti della società, il sistema partitico tende a strutturarsi attraverso fratture socio-politiche (ad esempio stato chiesa, centro-periferia, capitale-lavoro, ecc.), le quali generano confini e appartenenze. Sulla base di questa riflessione, si intende indagare in che modo alcune policies strutturano il sistema partitico italiano, evidenziando le posizioni dei e nei partiti rispetto alle singole questioni.

FRAMMENTAZIONE DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO: CARATTERISTICA GENETICA? / L.M. Fasano, N. Pasini. ((Intervento presentato al XXVI. convegno CONVEGNO ANNUALE SISP tenutosi a ROMA nel 2012.

FRAMMENTAZIONE DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO: CARATTERISTICA GENETICA?

L.M. Fasano
Primo
;
N. Pasini
Ultimo
2012-09

Abstract

Il sistema politico italiano viene ancora oggi interpretato, secondo molto scienziati della politica, in termini di una transizione incompiuta, sia dal punto di vista degli assetti istituzionali sia dal punto di vista del grado di strutturazione del sistema dei partiti. Il confronto politico attuale evidenzia profonde difficoltà di natura politica e culturale che attraversano il nostro sistema dei partiti non solo nell’attuale fase, ma lungo tutto l’arco temporale della Repubblica italiana. L’attuale discussione parlamentare è, anche a seguito della forte delegittimazione in corso del ceto politico, ancora oggi bloccata su ipotesi di modifica del vigente sistema bicamerale, della forma di governo (in direzione di un rafforzamento dei poteri dell’esecutivo), senza tuttavia trovare sbocco in una sufficiente condivisione fra i diversi partiti politici. La revisione della legge elettorale è a sua volta oggetto di profonde divisioni tra i partiti e all’interno degli stessi. Lo stesso confronto politico, apparentemente congelato dopo l’avvento del Governo Monti, mette in luce l’esistenza le profonde difficoltà di natura politica e culturale che attraversano il nostro sistema dei partiti non solo nell’attuale fase, ma lungo tutto l’arco temporale della Repubblica italiana. Le diverse culture politiche (e fratture socio-politiche) mettono in luce l’esistenza di nuove dinamiche nell’assestamento della domanda politica a fronte delle quali l’offerta politica non sembra essere sempre riuscita a realizzare un ancoraggio stabile. Di qui alcune domande di ricerca in ordine al tema della frammentazione/omogeneità del sistema partitico: - la frammentazione del sistema partitico rappresenta una caratteristica strutturale del sistema politico italiano (valendo a prescindere dai vincoli istituzionali, dalle forme di governo in riferimento alla modellistica costituzionale, dalle leggi elettorali ecc)? ovvero, - in che misura l'attuale sistema multipartitico - che nel corso della Seconda Repubblica è stato a lungo incapsulato in due coalizioni eterogenee e poco coese (dando luogo ad una competizione bipolare che ha generato alternanza ma non capacità di governo) - rappresenta un portato irriducibile della frammentazione partitica, ovvero un tratto peculiare e ineliminabile dell'articolazione in cleavages del sistema politico italiano? La frammentazione è la cifra fra Prima e Seconda Repubblica. E la recente costruzione di soggetti politici (PD e PDL) non è stata in grado di risolverla. La transizione incompiuta (o infinita?) cambia la configurazione del sistema di partito (aggregazioni di soggetti politici, formazione di nuovi soggetti, senza stabilizzazione del sistema dato che la frammentazione si riproduce anche all'interno delle nuove forze politiche), ma non permette l'approdo ad un bipolarismo maturo dell'alternanza, forse perché le fratture insite nella storia dell’Italia (ancora prima dell’esperienza repubblicana), impediscono tale dinamica politica. Nella prima parte del paper, si ricorre alle interpretazioni consolidate della letteratura politologica italiana (G. Sartori e il multipartitismo polarizzato versus G. Galli e il bipolarismo imperfetto; cfr. Lanzalaco, 2012) per capirne la portata attuale e gli eventuali sviluppi e limiti, alla luce dei principali cleavages tuttora presenti nel nostro Paese. Inoltre, è interessante provare ad analizzare il superamento della stessa dinamica di interpretazione della cosiddetta Seconda Repubblica in una nuova fase, come quella attuale, che sembra sempre più preludere ad una terza fase della nostra esperienza repubblicana se non a un ritorno a tratti caratteristici della cosiddetta Prima Repubblica. Nella seconda parte del paper, l’obiettivo è evidenziare come il sistema partitico italiano si pone nei confronti di alcune politiche pubbliche (bioetica e immigrazione), esaminate in maniera esemplare come contrassegno dell'irriducibile frammentazione intra e inter partitica. Posta la rilevanza di alcuni temi per i cittadini-elettori, le organizzazioni chiamate a creare consenso attorno alle proprie proposte politiche (i partiti) non possono ignorare alcune politiche pubbliche considerate scivolose (slippery slope). Come spesso accade, su tali temi, esistono sensibilità e posizioni diverse non solo tra i partiti, ma anche all’interno degli stessi. Quando un tema divide i diversi orientamenti della società, il sistema partitico tende a strutturarsi attraverso fratture socio-politiche (ad esempio stato chiesa, centro-periferia, capitale-lavoro, ecc.), le quali generano confini e appartenenze. Sulla base di questa riflessione, si intende indagare in che modo alcune policies strutturano il sistema partitico italiano, evidenziando le posizioni dei e nei partiti rispetto alle singole questioni.
Sistema politico italiano; partiti e sistema di partito; politiche pubbliche.
Settore SPS/04 - Scienza Politica
FRAMMENTAZIONE DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO: CARATTERISTICA GENETICA? / L.M. Fasano, N. Pasini. ((Intervento presentato al XXVI. convegno CONVEGNO ANNUALE SISP tenutosi a ROMA nel 2012.
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