Il clisma ipertonico di sodio fosfato (NaP) è frequentemente utilizzato per il trattamento della stipsi in base alla caratteristica di iperosmolarità. Tuttavia, sono stati descritti casi di exitus correlati ad elevate concentrazioni ematiche di Na e P. Un uomo di 90 anni è stato ricoverato dapprima in Pronto Soccorso poi in Nefrologia per grave scompenso cardiaco congestizio e insufficienza renale (creatininemia, 3,7-5,6 mg/dL). In anamnesi, un pregresso intervento di prostatectomia radicale e radioterapia pelvica,by-pass aorto-coronarico e impianto di pace-maker. Terapia abituale: ACE inibitori, furosemide, aspirina, nitrato transdermico. In sesta giornata dal ricovero, a causa di stipsi ostinata veniva somministrato clisma evacuativo con NaP, 120 mL (2 dosi a distanza di 30 min), contenenti 19,2 gr di NaP monobasico e 7,2 g di bibasico. Nella notte vomito ripetuto e inserimento di un drenaggio naso-gastrico. Il mattino il paziente era ipoteso, disidratato, confuso e presentava ileo paralitico. Gli esami di laboratorio mostravano ipocalcemia [3,7 mg/dL (rif. 8,5-10.5)] calcio ionizzato 1,28 mg/dL, ipernatremia [l53 mmol/L (rif. 135-145)], ipokaliemia [2,7 mmol/L (rif. 3,5-5,O)J e iperfosfatemia (30 mg/dL, rif. 2,5-4,5)]. Nei limiti fisiologici cloro, bicarbonati e magnesio plasmatici. Infine, urea e creatinina plasmatiche di 233 mg/dL e 3,7/dL, rispettivamente. Venne praticata d'urgenza infusione endovena di calcio gluconato e programmata seduta di emodialisi. Un arresto cardiaco irreversibile portava a exitus, prima di poter iniziare la dialisi. Il paziente presentava alcuni fattori di rischio per intossicazione da NaP: insufficienza renale avanzata, età, ridotta motilità intestinale, sclerosi colon-pelvica post-radioterapia, scompenso cardiaco. Il massivo assorbimento intestinale di P era favorito dalla anomalia intestinale. Le alterazioni elettrolitiche a esito fatale, riportate anche in letteratura, consistevano in ipocalcemia, iperfosforemia severa, ipernatremia, ipokaliemia, associate a insufficienza renale e aggravate, per la prognosi infausta, dall'età avanzata. Il caso presentato conferma la necessità di osservare estrema cautela nel praticare clisma ipertonico NaP in pazienti con importanti fattori di rischio, quali quelli sopra descritti

Alterazioni elettrolitiche fatali dopo somministrazione di clisma opaco a base di sodio fosfato in un paziente anziano con insufficienza renale / A. Genderini, D. Szoke, A. Dolci, N. Landriani, F. Genderini, M. Heidemperger, M. Panteghini. ((Intervento presentato al 53. convegno Nazionale della Società Italiana Nefrologia tenutosi a Milano nel 2012.

Alterazioni elettrolitiche fatali dopo somministrazione di clisma opaco a base di sodio fosfato in un paziente anziano con insufficienza renale

A. Dolci;M. Panteghini
Ultimo
2012

Abstract

Il clisma ipertonico di sodio fosfato (NaP) è frequentemente utilizzato per il trattamento della stipsi in base alla caratteristica di iperosmolarità. Tuttavia, sono stati descritti casi di exitus correlati ad elevate concentrazioni ematiche di Na e P. Un uomo di 90 anni è stato ricoverato dapprima in Pronto Soccorso poi in Nefrologia per grave scompenso cardiaco congestizio e insufficienza renale (creatininemia, 3,7-5,6 mg/dL). In anamnesi, un pregresso intervento di prostatectomia radicale e radioterapia pelvica,by-pass aorto-coronarico e impianto di pace-maker. Terapia abituale: ACE inibitori, furosemide, aspirina, nitrato transdermico. In sesta giornata dal ricovero, a causa di stipsi ostinata veniva somministrato clisma evacuativo con NaP, 120 mL (2 dosi a distanza di 30 min), contenenti 19,2 gr di NaP monobasico e 7,2 g di bibasico. Nella notte vomito ripetuto e inserimento di un drenaggio naso-gastrico. Il mattino il paziente era ipoteso, disidratato, confuso e presentava ileo paralitico. Gli esami di laboratorio mostravano ipocalcemia [3,7 mg/dL (rif. 8,5-10.5)] calcio ionizzato 1,28 mg/dL, ipernatremia [l53 mmol/L (rif. 135-145)], ipokaliemia [2,7 mmol/L (rif. 3,5-5,O)J e iperfosfatemia (30 mg/dL, rif. 2,5-4,5)]. Nei limiti fisiologici cloro, bicarbonati e magnesio plasmatici. Infine, urea e creatinina plasmatiche di 233 mg/dL e 3,7/dL, rispettivamente. Venne praticata d'urgenza infusione endovena di calcio gluconato e programmata seduta di emodialisi. Un arresto cardiaco irreversibile portava a exitus, prima di poter iniziare la dialisi. Il paziente presentava alcuni fattori di rischio per intossicazione da NaP: insufficienza renale avanzata, età, ridotta motilità intestinale, sclerosi colon-pelvica post-radioterapia, scompenso cardiaco. Il massivo assorbimento intestinale di P era favorito dalla anomalia intestinale. Le alterazioni elettrolitiche a esito fatale, riportate anche in letteratura, consistevano in ipocalcemia, iperfosforemia severa, ipernatremia, ipokaliemia, associate a insufficienza renale e aggravate, per la prognosi infausta, dall'età avanzata. Il caso presentato conferma la necessità di osservare estrema cautela nel praticare clisma ipertonico NaP in pazienti con importanti fattori di rischio, quali quelli sopra descritti
Settore BIO/12 - Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica
Alterazioni elettrolitiche fatali dopo somministrazione di clisma opaco a base di sodio fosfato in un paziente anziano con insufficienza renale / A. Genderini, D. Szoke, A. Dolci, N. Landriani, F. Genderini, M. Heidemperger, M. Panteghini. ((Intervento presentato al 53. convegno Nazionale della Società Italiana Nefrologia tenutosi a Milano nel 2012.
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