La spesa pensionistica più elevata d’Europa, limitate risorse destinate alla tutela delle famiglie, dei bambini e dei disoccupati, pochissime misure di contrasto alla povertà. Dopo due decenni di riforme lo sbilanciamento “funzionale” – verso il settore previdenziale – e la distorsione “distributiva” – a favore degli occupati/insider rappresentano ancora temi sensibili nell’attuale dibattito sulla riforma dello stato sociale in Italia. Ma quando è emerso l’assetto di welfare che è oggi sotto la lente dei policy-makers? Quali sono state le tappe fondamentali che hanno portato al consolidarsi del “welfare all’italiana”, e quali dinamiche e fattori ne hanno rappresentato la spinta propulsiva? A partire dagli anni Ottanta, un’articolata letteratura politologica e sociologica ha messo in luce le anomalie comparative del welfare “all’italiana”: manca però una sistematica ed analitica ricostruzione storica che chiarisca sia il timing preciso sia le ragioni genetiche di quella doppia distorsione che caratterizza il nucleo centrale del welfare all’italiana. In questa direzione, il volume mira a indagare, e successivamente interpretare, le radici del welfare state italiano tramite un’analisi storico-evolutiva dalla fine del XIX secolo agli anni Settanta del XX. Più in dettaglio, il presente lavoro si propone tre obiettivi: i) caratterizzare sulla base di dati quantitativi e qualitativi sia la natura che l’entità degli squilibri funzionali e distributivi; ii) tracciare la loro genesi nel tempo individuandone i fattori che ne sono stati responsabili; iii) formulare, sulla scorta di una discussione critica della letteratura comparata sullo sviluppo del welfare state, ipotesi esplicative, proponendo infine un’interpretazione in chiave storico-istituzionalista capace di rendere conto delle scelte effettuate dagli attori politici italiani negli snodi evolutivi in cui la doppia distorsione si è formata e consolidata. Il volume si articola su tre parti ed è composto da sette capitoli. Nella prima parte vengono poste le basi per l’analisi empirica sia mettendo a fuoco la peculiarità del welfare italiano in prospettiva comparata e tratteggiando il framework analitico (capitolo 1) sia illustrando le tappe di sviluppo della protezione sociale in Italia dalle origini alla II Guerra Mondiale (capitolo 2). La seconda e la terza parte sono invece dedicate allo studio del periodo che è considerato lo “snodo critico” per l’emersione del welfare all’italiana: gli anni Cinquanta (parte Due) e gli anni Sessanta (parte Tre). Entrambe le sezioni si aprono con l’analisi e l’interpretazione della traiettoria evolutiva del settore pensionistico e del Tfr (capitoli 3 e 5), per poi concentrarsi (cap. 4 e 6) sulla tutela della disoccupazione e i carichi famigliari, settori rimasti relativamente “atrofici”. Il capitolo 7 conclude. L’argomento centrale del volume è che, sullo sfondo di una policy legacy già favorevole all’emergere di squilibri funzionali e distributivi, fattori cognitivi e soprattutto le peculiari caratteristiche della competizione politica – nel contesto di “pluralismo polarizzato” e “democrazia bloccata” degli anni Cinquanta-Sessanta – abbiamo giocato un ruolo decisivo nell’orientare verso lo squilibrio il welfare state italiano.

Alle radici del welfare all'italiana : origini e futuro di un modello sociale squilibrato / M. Ferrera, V. Fargion, M. Jessoula. - Venezia : Marsilio, 2012 Nov. - ISBN 9788831714303. (COLLANA STORICA DELLA BANCA D'ITALIA. SERIE CONTRIBUTI)

Alle radici del welfare all'italiana : origini e futuro di un modello sociale squilibrato

M. Ferrera;M. Jessoula
2012-11

Abstract

La spesa pensionistica più elevata d’Europa, limitate risorse destinate alla tutela delle famiglie, dei bambini e dei disoccupati, pochissime misure di contrasto alla povertà. Dopo due decenni di riforme lo sbilanciamento “funzionale” – verso il settore previdenziale – e la distorsione “distributiva” – a favore degli occupati/insider rappresentano ancora temi sensibili nell’attuale dibattito sulla riforma dello stato sociale in Italia. Ma quando è emerso l’assetto di welfare che è oggi sotto la lente dei policy-makers? Quali sono state le tappe fondamentali che hanno portato al consolidarsi del “welfare all’italiana”, e quali dinamiche e fattori ne hanno rappresentato la spinta propulsiva? A partire dagli anni Ottanta, un’articolata letteratura politologica e sociologica ha messo in luce le anomalie comparative del welfare “all’italiana”: manca però una sistematica ed analitica ricostruzione storica che chiarisca sia il timing preciso sia le ragioni genetiche di quella doppia distorsione che caratterizza il nucleo centrale del welfare all’italiana. In questa direzione, il volume mira a indagare, e successivamente interpretare, le radici del welfare state italiano tramite un’analisi storico-evolutiva dalla fine del XIX secolo agli anni Settanta del XX. Più in dettaglio, il presente lavoro si propone tre obiettivi: i) caratterizzare sulla base di dati quantitativi e qualitativi sia la natura che l’entità degli squilibri funzionali e distributivi; ii) tracciare la loro genesi nel tempo individuandone i fattori che ne sono stati responsabili; iii) formulare, sulla scorta di una discussione critica della letteratura comparata sullo sviluppo del welfare state, ipotesi esplicative, proponendo infine un’interpretazione in chiave storico-istituzionalista capace di rendere conto delle scelte effettuate dagli attori politici italiani negli snodi evolutivi in cui la doppia distorsione si è formata e consolidata. Il volume si articola su tre parti ed è composto da sette capitoli. Nella prima parte vengono poste le basi per l’analisi empirica sia mettendo a fuoco la peculiarità del welfare italiano in prospettiva comparata e tratteggiando il framework analitico (capitolo 1) sia illustrando le tappe di sviluppo della protezione sociale in Italia dalle origini alla II Guerra Mondiale (capitolo 2). La seconda e la terza parte sono invece dedicate allo studio del periodo che è considerato lo “snodo critico” per l’emersione del welfare all’italiana: gli anni Cinquanta (parte Due) e gli anni Sessanta (parte Tre). Entrambe le sezioni si aprono con l’analisi e l’interpretazione della traiettoria evolutiva del settore pensionistico e del Tfr (capitoli 3 e 5), per poi concentrarsi (cap. 4 e 6) sulla tutela della disoccupazione e i carichi famigliari, settori rimasti relativamente “atrofici”. Il capitolo 7 conclude. L’argomento centrale del volume è che, sullo sfondo di una policy legacy già favorevole all’emergere di squilibri funzionali e distributivi, fattori cognitivi e soprattutto le peculiari caratteristiche della competizione politica – nel contesto di “pluralismo polarizzato” e “democrazia bloccata” degli anni Cinquanta-Sessanta – abbiamo giocato un ruolo decisivo nell’orientare verso lo squilibrio il welfare state italiano.
welfare state; pensioni; disoccupazione; assegni famigliari; Italia; evoluzione storica; Prima Repubblica; competizione politica; pluralismo polarizzato
Settore SPS/04 - Scienza Politica
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/collana-storica/alle-radici-del-welfare-all-italiana/index.html
Alle radici del welfare all'italiana : origini e futuro di un modello sociale squilibrato / M. Ferrera, V. Fargion, M. Jessoula. - Venezia : Marsilio, 2012 Nov. - ISBN 9788831714303. (COLLANA STORICA DELLA BANCA D'ITALIA. SERIE CONTRIBUTI)
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