Things are not the same when, even remaining the same, they are placed on the right or on the left, above or below, in front or behind. In the concrete space of our daily experience, in the space of myths and religions, we are not confronted with a neutral, homogeneous, infinite and isotropic spatiality, indifferent to directions. On the contrary, the possibility of a meaningful movement in space, rooted in my own body and in its praxis (as Kant shows in his pre-critical and critical essays devoted to the space regions and to orientation), is assigned to the three main axes (above/below, right/left, front/behind) and their correspondent differences. The same applies for the space of images and pictures. The present issue of “Aisthesis” aims at exploring how the articulations above/below, right/left, front/behind produce a difference – syntactic, semantic, pragmatic and symbolic – in the iconic domain, and at investigating what theoretical models can be employed in order to understand such difference.

Non fa lo stesso se le cose, pur rimanendo le stesse, stanno a destra o a sinistra, sopra o sotto, davanti o dietro. Nello spazio vissuto della nostra esperienza quotidiana, nello spazio del mito e delle religioni, non ci troviamo di fronte a una spazialità neutra, omogenea, infinita e isotropa, cioè indifferente alla direzione. Al contrario, la possibilità di muoversi sensatamente nello spazio, radicata nel mio corpo proprio e nelle sue prassi (come Kant aveva ben visto nei saggi precritici e critici dedicati alle regioni dello spazio e all’orientamento), è affidata a quei tre assi principali e alle differenze da essi istituite. Lo stesso vale per lo spazio dell’immagine, intesa sia come image sia come picture. Vero e proprio campo energetico, la sua superficie è attraversata (come mostra tra i primi Kandinskij) da vettori dinamici e forze di resistenza che ne compongono, nella loro tensione più o meno armonica, la struttura. Questo numero di “Aisthesis” si propone di indagare come le articolazioni destra/sinistra, alto/basso, davanti/dietro facciano differenza – sintattica, semantica, pragmatica e simbolica – per l’immagine, e quali modelli teorici siano stati proposti (e a partire da quali presupposti, più o meno consapevolmente assunti) per comprendere tale differenza, allo scopo di contribuire a un capitolo decisivo della fenomenologia della sfera iconica. E della sua mitologia.

Editoriale - Per il verso giusto: destra/sinistra, alto/basso, davanti/dietro nell'immagine / A. Barale, A. Pinotti. - In: AISTHESIS. - ISSN 2035-8466. - 5:2(2012), pp. 3-9.

Editoriale - Per il verso giusto: destra/sinistra, alto/basso, davanti/dietro nell'immagine

A. Barale;A. Pinotti
Ultimo
2012

Abstract

Things are not the same when, even remaining the same, they are placed on the right or on the left, above or below, in front or behind. In the concrete space of our daily experience, in the space of myths and religions, we are not confronted with a neutral, homogeneous, infinite and isotropic spatiality, indifferent to directions. On the contrary, the possibility of a meaningful movement in space, rooted in my own body and in its praxis (as Kant shows in his pre-critical and critical essays devoted to the space regions and to orientation), is assigned to the three main axes (above/below, right/left, front/behind) and their correspondent differences. The same applies for the space of images and pictures. The present issue of “Aisthesis” aims at exploring how the articulations above/below, right/left, front/behind produce a difference – syntactic, semantic, pragmatic and symbolic – in the iconic domain, and at investigating what theoretical models can be employed in order to understand such difference.
Non fa lo stesso se le cose, pur rimanendo le stesse, stanno a destra o a sinistra, sopra o sotto, davanti o dietro. Nello spazio vissuto della nostra esperienza quotidiana, nello spazio del mito e delle religioni, non ci troviamo di fronte a una spazialità neutra, omogenea, infinita e isotropa, cioè indifferente alla direzione. Al contrario, la possibilità di muoversi sensatamente nello spazio, radicata nel mio corpo proprio e nelle sue prassi (come Kant aveva ben visto nei saggi precritici e critici dedicati alle regioni dello spazio e all’orientamento), è affidata a quei tre assi principali e alle differenze da essi istituite. Lo stesso vale per lo spazio dell’immagine, intesa sia come image sia come picture. Vero e proprio campo energetico, la sua superficie è attraversata (come mostra tra i primi Kandinskij) da vettori dinamici e forze di resistenza che ne compongono, nella loro tensione più o meno armonica, la struttura. Questo numero di “Aisthesis” si propone di indagare come le articolazioni destra/sinistra, alto/basso, davanti/dietro facciano differenza – sintattica, semantica, pragmatica e simbolica – per l’immagine, e quali modelli teorici siano stati proposti (e a partire da quali presupposti, più o meno consapevolmente assunti) per comprendere tale differenza, allo scopo di contribuire a un capitolo decisivo della fenomenologia della sfera iconica. E della sua mitologia.
Iconic space ; orientation ; above/below ; right/left ; front/behind
Settore M-FIL/04 - Estetica
2012
www.fupress.com/aisthesis
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