Il saggio rincorre le varie forme circolari che percorrono l’"Ulisse" di James Joyce. Tra le innumerevoli forme geometriche che popolano il romanzo, il cerchio costituisce infatti un leitmotif che lega elementi apparentemente eterogenei del romanzo. Ogni oggetto, si tratti di una ruota, di un orologio, di un’ostia o di un bottone, costituisce un “nucleo tematico minimo” che si dirama in più direzioni simultanee, all’interno del testo, unendo gli angoli più lontani del paesaggio joyciano, ma anche al suo esterno, rimandando a moltissimi altri ipotesti. Il cerchio risulta così una forma elementare della sua memoria testuale. Accanto alle dimenticanze e ai tentennamenti di una memoria imperfetta, "Ulisse" è quindi percorso da tensioni opposte che attivano, pur indirettamente, una memoria custodita e stratificata in forme e oggetti che vengono via via presentandosi all’interno di una discorsività paratattica. Nel cerchio joyciano s’incontrano e finiscono così per incrociarsi forme arcaiche e brivido tecnologico, vita quotidiana e filosofia, cultura alta e popolare, passato medievale e presente avanguardista. Perfetto e sempre in movimento, il cerchio coagula una memoria che è personale ma anche collettiva, mitica ma allo stesso tempo non disgiunta dalla modernità.

Cerchi e cicli : sulle forme della memoria in "Ulisse" / M. Cavecchi. - Roma : Bulzoni editore, 2012. - ISBN 978-88-7870-723-8.

Cerchi e cicli : sulle forme della memoria in "Ulisse"

M. Cavecchi
Primo
2012

Abstract

Il saggio rincorre le varie forme circolari che percorrono l’"Ulisse" di James Joyce. Tra le innumerevoli forme geometriche che popolano il romanzo, il cerchio costituisce infatti un leitmotif che lega elementi apparentemente eterogenei del romanzo. Ogni oggetto, si tratti di una ruota, di un orologio, di un’ostia o di un bottone, costituisce un “nucleo tematico minimo” che si dirama in più direzioni simultanee, all’interno del testo, unendo gli angoli più lontani del paesaggio joyciano, ma anche al suo esterno, rimandando a moltissimi altri ipotesti. Il cerchio risulta così una forma elementare della sua memoria testuale. Accanto alle dimenticanze e ai tentennamenti di una memoria imperfetta, "Ulisse" è quindi percorso da tensioni opposte che attivano, pur indirettamente, una memoria custodita e stratificata in forme e oggetti che vengono via via presentandosi all’interno di una discorsività paratattica. Nel cerchio joyciano s’incontrano e finiscono così per incrociarsi forme arcaiche e brivido tecnologico, vita quotidiana e filosofia, cultura alta e popolare, passato medievale e presente avanguardista. Perfetto e sempre in movimento, il cerchio coagula una memoria che è personale ma anche collettiva, mitica ma allo stesso tempo non disgiunta dalla modernità.
James Joyce ; Ulisse ; cerchio ; memoria ; avanguardie artistiche; biciclette ; orologi ; pubblicità
Settore L-LIN/10 - Letteratura Inglese
Cerchi e cicli : sulle forme della memoria in "Ulisse" / M. Cavecchi. - Roma : Bulzoni editore, 2012. - ISBN 978-88-7870-723-8.
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