1. La ventilazione meccanica è stata applicata ai pazienti affetti da ARDS fin dalla prima descrizione della patologia. L’evoluzione delle tecnologia e i risultati della ricerca sperimentale e clinica hanno condotto alla conclusione che la miglior ventilazione meccanica sia quella che garantisce adeguati scambi gassosi evitando l’insorgenza di VILI. 2. La pressione transpolmonare è la responsabile della distensione polmonare sia durante ventilazione meccanica chein respiro spontaneo. A parità di pressione delle vie aeree, le diverse caratteristiche meccaniche (i.e. elastanza) del sistema respiratorio e delle sue componenti sono responsabili di valori di pressione transpolmonare estremamente variabili. 3. La pressione transpolmonare rappresenta l’analogo dello “sforzo” applicato al polmone mentre la variazione di volume rapportata al volume polmonare a riposo rappresenta l’analogo della “deformazione”. La costante di proporzionalità è l’elastanza specifica. 4. Nella pratica clinica occorre caratterizzare correttamente lo stato del paziente studiandone gli scambi gassosi, la meccanica respiratoria partizionata e il potenziale di reclutamento polmonare. 5. Negli ultimi anni la comunità scientifica ha raggiunto pieno accordo che l’utilizzo di elevati volumi correnti siano dannosi. Per la pressione di plateau è stato suggerito un limite di 30 cmH2O, anche se successive analisi hanno dimostrato come valori più bassi possano essere comunque dannosi. Allo stato attuale non è ancora stato definito un metodo per settare correttamente la PEEP, tuttavia sembra che una PEEP più elevata si riveli efficace nei pazienti più gravi

La ventilazione meccanica nel paziente critico : cosa abbiamo imparato dai nostri errori e dove dobbiamo indirizzare la ricerca nei prossimi anni / L. Gattinoni. ((Intervento presentato al 15. convegno Annual meeting tuscany critical care group tenutosi a Firenze nel 2012.

La ventilazione meccanica nel paziente critico : cosa abbiamo imparato dai nostri errori e dove dobbiamo indirizzare la ricerca nei prossimi anni

L. Gattinoni
Primo
2012

Abstract

1. La ventilazione meccanica è stata applicata ai pazienti affetti da ARDS fin dalla prima descrizione della patologia. L’evoluzione delle tecnologia e i risultati della ricerca sperimentale e clinica hanno condotto alla conclusione che la miglior ventilazione meccanica sia quella che garantisce adeguati scambi gassosi evitando l’insorgenza di VILI. 2. La pressione transpolmonare è la responsabile della distensione polmonare sia durante ventilazione meccanica chein respiro spontaneo. A parità di pressione delle vie aeree, le diverse caratteristiche meccaniche (i.e. elastanza) del sistema respiratorio e delle sue componenti sono responsabili di valori di pressione transpolmonare estremamente variabili. 3. La pressione transpolmonare rappresenta l’analogo dello “sforzo” applicato al polmone mentre la variazione di volume rapportata al volume polmonare a riposo rappresenta l’analogo della “deformazione”. La costante di proporzionalità è l’elastanza specifica. 4. Nella pratica clinica occorre caratterizzare correttamente lo stato del paziente studiandone gli scambi gassosi, la meccanica respiratoria partizionata e il potenziale di reclutamento polmonare. 5. Negli ultimi anni la comunità scientifica ha raggiunto pieno accordo che l’utilizzo di elevati volumi correnti siano dannosi. Per la pressione di plateau è stato suggerito un limite di 30 cmH2O, anche se successive analisi hanno dimostrato come valori più bassi possano essere comunque dannosi. Allo stato attuale non è ancora stato definito un metodo per settare correttamente la PEEP, tuttavia sembra che una PEEP più elevata si riveli efficace nei pazienti più gravi
Settore MED/41 - Anestesiologia
La ventilazione meccanica nel paziente critico : cosa abbiamo imparato dai nostri errori e dove dobbiamo indirizzare la ricerca nei prossimi anni / L. Gattinoni. ((Intervento presentato al 15. convegno Annual meeting tuscany critical care group tenutosi a Firenze nel 2012.
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