Objectives. After a brief review of the causes, pathophysiology, and clinical presentation of sialolithiasis, the authors examine the main treatment protocols currently used to treat this condition. They also analyze their own experience in the surgical treatment of submandibular salivary calculi with an intraoral approach. Materials and methods. The authors treated 53 patients with salivary calculi (5 to 35 mm in diameter) located in the Wharton duct. Treatment consisted in enucleation of the calculi, with or without sialodochoplasty. Results. In all cases, normal submandibular gland function was restored. Conclusions. This study shows that surgery is still the most reliable approach for removing intraductal submandibular calculi. This approach provides predictable results and low morbidity that cannot be achieved with other techniques, such as lithotripsy, CO 2 laser therapy, or operative fibroscopy.

Obiettivi. Gli autori descrivono, dopo una breve digressione sull’eziopatogenesie sull’inquadramento clinico, quali siano a oggi i principali protocolli chirurgici per il trattamentodellelitiasisalivari. Viene infine presentata l’esperienza clinica degli autori nel trattamento chirurgico delle sialolitiasi con approccio intraorale. Materiali e metodi. Sono stati trattati 53 pazienti affetti da calcoli salivari, di diametro compreso tra 5 e 35 mm, localizzati nel dotto di Wharton. Il trattamentoè consistito nell’enucleazione dei calcoli con o senza sialodocoplastica. Risultati. In 48 pazienti si è verificata la completa restitutio ad integrum della ghiandola e del dotto con assenza di complicanze sia a breve che a lungo termine. In tutti i pazienti trattati si è ottenuto il ripristino completo della funzionalità ghiandolare. Conclusioni. Questo studio conferma che il trattamento chirurgico è ancora la metodica più affidabile per la rimozione dei calcoli salivari, con una predicibilità e una morbilità che altre tecniche (quali il litotritore, il laser CO2, la fibroscopia operativa) attualmente non sono in grado di garantire.

Eziopatogenesi e modalità di trattamento delle litiasi salivari sottomandibolari / A. Rossi, L. Maccarini, L. Pozzobon, T. Anello, L. Tagliatesta, M. Chiapasco. - In: DENTAL CADMOS. - ISSN 0011-8524. - 79:5(2011), pp. 256-271.

Eziopatogenesi e modalità di trattamento delle litiasi salivari sottomandibolari

A. Rossi;MACCARINI, LUCA;POZZOBON, LUCA;T. Anello;TAGLIATESTA, LUIGI;M. Chiapasco
2011

Abstract

Obiettivi. Gli autori descrivono, dopo una breve digressione sull’eziopatogenesie sull’inquadramento clinico, quali siano a oggi i principali protocolli chirurgici per il trattamentodellelitiasisalivari. Viene infine presentata l’esperienza clinica degli autori nel trattamento chirurgico delle sialolitiasi con approccio intraorale. Materiali e metodi. Sono stati trattati 53 pazienti affetti da calcoli salivari, di diametro compreso tra 5 e 35 mm, localizzati nel dotto di Wharton. Il trattamentoè consistito nell’enucleazione dei calcoli con o senza sialodocoplastica. Risultati. In 48 pazienti si è verificata la completa restitutio ad integrum della ghiandola e del dotto con assenza di complicanze sia a breve che a lungo termine. In tutti i pazienti trattati si è ottenuto il ripristino completo della funzionalità ghiandolare. Conclusioni. Questo studio conferma che il trattamento chirurgico è ancora la metodica più affidabile per la rimozione dei calcoli salivari, con una predicibilità e una morbilità che altre tecniche (quali il litotritore, il laser CO2, la fibroscopia operativa) attualmente non sono in grado di garantire.
Salivary gland pain; Sialolithiasis; Structure of salivary stones; Submandibular gland; Wharton duct
Settore MED/28 - Malattie Odontostomatologiche
DENTAL CADMOS
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