BACKGROUND: The use of ultrasound scanning in the early diagnosis of congenital hip dysplasia in infants within the first six months of life has become part of the routine in preventive medicine examinations. Ultrasound scanning makes it possible to monitor the development of the neonatal dysplasic hip at any moment and it also tells us whether or not it is responding to treatment and, if it is not, to modify the treatment in order to achieve cure. METHODS: The present study considers pathological hips studied echographically over 12 years in order to assess to what extent ultrasound controls during treatment have influenced the choices and modifications of treatment. The study employed different echographic equipment always with 5 or 7.5 MHz linear probes; the evaluation technique employed was that proposed by Graf. Echography evaluation was always proceded by clinical assessment and followed at the end of treatment by X-ray control of the pelvis. RESULTS: Of 17,938 hip cases assessed echographically from 1 January 1989 to 31 December 2000 (59.5% female and 40.5% male, average age 3 months 17 days) 1534 hips were pathological (IIC, IID, IIIA, IIIB); the prevalence of the condition in females and on the left-hand side was confirmed. In 35 cases (2.19%) the orthopaedic treatment approach undertaken at the beginning was changed on the basis of periodic scans. The normalisation of the alpha angle was achieved on average in 51 days of treatment with the harness; with a minimum time of 30 days in IIC type hips in patients below the age of three months and a maximum time of 98 days in hips of type IIIA in patients aged more than 120 days. CONCLUSIONS: The simplicity and ease of use of ultrasound scanning, its cheapness, rapidity, harmlessness and validity not to mention its sensitivity and specificity make it a reliable, safe instrumental examination that is indispensable in planning the treatment of this pathology.

Obiettivo. L'utilizzo dell'ecografia nella diagnosi precoce della displasia congenita d'anca (DCA) infantile entro i primi sei mesi di vita è sicuramente ormai entrato nella routine degli esami di medicina preventiva. L'ecografia consente di seguire, ad ogni momento, l'evolversi dello sviluppo dell'anca displasica neonatale, permettendo di dimostrare la sua responsività o meno al trattamento intrapreso, e in quest'ultimo caso di modificare il trattamento stesso al fine di giungere alla guarigione. Metodi. In questo studio sono state considerate le anche patologiche studiate ecograficamente in 12 anni, onde valutare quanto i controlli ecografici durante il trattamento abbiano influito sulle scelte e le modifiche di quest'ultimo. Per lo studio sono stati utilizzati differenti apparecchi ecografici sempre con sonde lineari da 5 o 7,5 MHz; la metodica di valutazione impiegata è stata quella proposta da Graf. La valutazione ecografica è sempre stata preceduta da quella clinica e seguita, a fine trattamento, da un controllo radiografico del bacino. Risultati. Di 17.938 anche valutate ecograficamente dal 1 gennaio 1989 al 31 dicembre 2000 (59,5% femmine e 40,5% maschi, età media 3 mesi e 17 giorni), si sono osservate 1534 anche patologiche (IIC, IID, IIIA, IIIB); si è confermata la prevalenza dell'affezione nel sesso femminile e al lato sinistro. In 35 casi pari al 2,19% si è modificato l'iter terapeutico ortopedico intrapreso all'inizio, sulla base dei controlli ecografici periodici eseguiti. La normalizzazione dell'angolo a si è ottenuta mediamente in 51 giorni di trattamento con divaricatore; con tempo minimo di giorni 30 nelle anche di tipo IIC in pazienti di età inferiore ai tre mesi e tempo massimo di giorni 98 nelle anche di tipo IIIA in pazienti di più di 120 giorni di vita. Conclusioni. La semplicità e facilità d'uso dell'ecografia, la sua economicità, rapidità, innocuità, e validità nonché sensibilità e specificità ne fanno un esame strumentale affidabile e sicuro, indispensabile nella pianificazione del trattamento di questa patologia.

Monitoraggio ecografico del trattamento ortopedico della displasia congenita d'anca infantile entro i primi 6 mesi di vita / R. Azzoni, P. Cabitza. - In: MINERVA PEDIATRICA. - ISSN 0026-4946. - 55:2(2003), pp. 143-148.

Monitoraggio ecografico del trattamento ortopedico della displasia congenita d'anca infantile entro i primi 6 mesi di vita

R. Azzoni;P. Cabitza
2003

Abstract

Obiettivo. L'utilizzo dell'ecografia nella diagnosi precoce della displasia congenita d'anca (DCA) infantile entro i primi sei mesi di vita è sicuramente ormai entrato nella routine degli esami di medicina preventiva. L'ecografia consente di seguire, ad ogni momento, l'evolversi dello sviluppo dell'anca displasica neonatale, permettendo di dimostrare la sua responsività o meno al trattamento intrapreso, e in quest'ultimo caso di modificare il trattamento stesso al fine di giungere alla guarigione. Metodi. In questo studio sono state considerate le anche patologiche studiate ecograficamente in 12 anni, onde valutare quanto i controlli ecografici durante il trattamento abbiano influito sulle scelte e le modifiche di quest'ultimo. Per lo studio sono stati utilizzati differenti apparecchi ecografici sempre con sonde lineari da 5 o 7,5 MHz; la metodica di valutazione impiegata è stata quella proposta da Graf. La valutazione ecografica è sempre stata preceduta da quella clinica e seguita, a fine trattamento, da un controllo radiografico del bacino. Risultati. Di 17.938 anche valutate ecograficamente dal 1 gennaio 1989 al 31 dicembre 2000 (59,5% femmine e 40,5% maschi, età media 3 mesi e 17 giorni), si sono osservate 1534 anche patologiche (IIC, IID, IIIA, IIIB); si è confermata la prevalenza dell'affezione nel sesso femminile e al lato sinistro. In 35 casi pari al 2,19% si è modificato l'iter terapeutico ortopedico intrapreso all'inizio, sulla base dei controlli ecografici periodici eseguiti. La normalizzazione dell'angolo a si è ottenuta mediamente in 51 giorni di trattamento con divaricatore; con tempo minimo di giorni 30 nelle anche di tipo IIC in pazienti di età inferiore ai tre mesi e tempo massimo di giorni 98 nelle anche di tipo IIIA in pazienti di più di 120 giorni di vita. Conclusioni. La semplicità e facilità d'uso dell'ecografia, la sua economicità, rapidità, innocuità, e validità nonché sensibilità e specificità ne fanno un esame strumentale affidabile e sicuro, indispensabile nella pianificazione del trattamento di questa patologia.
BACKGROUND: The use of ultrasound scanning in the early diagnosis of congenital hip dysplasia in infants within the first six months of life has become part of the routine in preventive medicine examinations. Ultrasound scanning makes it possible to monitor the development of the neonatal dysplasic hip at any moment and it also tells us whether or not it is responding to treatment and, if it is not, to modify the treatment in order to achieve cure. METHODS: The present study considers pathological hips studied echographically over 12 years in order to assess to what extent ultrasound controls during treatment have influenced the choices and modifications of treatment. The study employed different echographic equipment always with 5 or 7.5 MHz linear probes; the evaluation technique employed was that proposed by Graf. Echography evaluation was always proceded by clinical assessment and followed at the end of treatment by X-ray control of the pelvis. RESULTS: Of 17,938 hip cases assessed echographically from 1 January 1989 to 31 December 2000 (59.5% female and 40.5% male, average age 3 months 17 days) 1534 hips were pathological (IIC, IID, IIIA, IIIB); the prevalence of the condition in females and on the left-hand side was confirmed. In 35 cases (2.19%) the orthopaedic treatment approach undertaken at the beginning was changed on the basis of periodic scans. The normalisation of the alpha angle was achieved on average in 51 days of treatment with the harness; with a minimum time of 30 days in IIC type hips in patients below the age of three months and a maximum time of 98 days in hips of type IIIA in patients aged more than 120 days. CONCLUSIONS: The simplicity and ease of use of ultrasound scanning, its cheapness, rapidity, harmlessness and validity not to mention its sensitivity and specificity make it a reliable, safe instrumental examination that is indispensable in planning the treatment of this pathology.
ecografia ; anca infantile ; displasia anca ; DCA ; ultrasuoni
Settore MED/33 - Malattie Apparato Locomotore
http://www.minervamedica.it/it/riviste/minerva-pediatrica/articolo.php?cod=R15Y2003N02A0143
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