L'acne inversa (in passato chiamata anche idrosadenite flemmonosa, pyoderma fistulans sinifíca e idrosadenite suppurativa) è una malattia infiammatoria a eziopatogenesi in gran parte sconosciuta e ad andamento clinico cronico-recidivante. Dal punto di vista clinico-topografico, l'acne inversa è caratterizzata dallo sviluppo di ascessi, fistole e cicatrici localizzati alle ascelle e/o all'inguine, mono- o, più spesso, bilateralmente. Possono essere colpiti anche le pieghe sottomammarie, i genitali, i glutei, la piega interglutea, il perineo e l'ano. Eccezionalmente possono essere coinvolti anche il cuoio capelluto e il collo. 11 termine di follicular occlusion triad comprende la cellulite dissecante del capillizio, l'acne conglobata e l'idrosadenite. Il termine di acne tetrad si riferisce alla contemporanea presenza di cellulite dissecante del capillizio, acne conglobata, idrosadenite e cisti pilonidali. L'acne inversa non ha predilezione di razza, è più frequente nel sesso femminile e può comparire durante l'adolescenza; tuttavia, esordisce abitualmente nella 111 e IV decade. Pur non esistendo statistiche ufficiali, secondo molti dermatologi la malattia sarebbe più comune rispetto al passato. L'eziologia dell'acne inversa è nota solo in parte. Talvolta la malattia è familiare, raramente ereditaria (autosomica dominante). Inoltre, sarebbe più frequente negli obesi e nei fumatori. Il ruolo dei deodoranti e della depilazione è secondario. In passato si è a lungo ritenuto che l'acne inversa fosse causata da un'occlusione del dotto escretore delle ghiandole sudoripare apocrine, soprattutto per la caratteristica localizzazione della malattia in aree ricche di queste ghiandole. In seguito si è scoperto che l'acne inversa coinvolge primitivamente l'infundibulo dei follicoli piliferi, che va incontro a ipercheratinizzazione, e i tessuti adiacenti, e che l'interessamento delle ghiandole apocrine ed eccrine si osserva tardivamente e/o nelle forme gravi. La ritenzione del sudore è provocata da una fibrosi cicatriziale del connettivo che circonda i dotti escretori. Le sovrinfezioni batteriche [da Staphylococcus aureus, Streptococcus sp., Gram-negativi (Escherichia coli, Klebsiella sp., Proteus sp.)] sono costanti. La lesione iniziale dell'acne inversa è costituita da noduli ascessuali, di forma rotondeggiante od ovalare, di colore rosso vivo, di vari cm di diametro, spesso molto dolorosi. Questi noduli possono regredire spontaneamente oppure fistolizzare, drenando un secreto siero-purulento. La cronicizzazione di questo processo porta alla formazione di cicatrici, spesso retraenti e deturpanti. Come riferito precedentemente, le sovrinfezioni batteriche sono costanti. Le recidive, che compaiono senza una causa precisa, sono frequenti. L'acne inversa può talvolta essere associata ad altre malattie della pelle, come l'acathosis nigricans, la malattia di Dowling-Degos, la malattia di Fox-Fordyce, la pitiriasi rubra pilare, lo steatocistoma, e a malattie sistemiche, come l'acromegalia, la colite ulcerosa, il diabete insulino-dipendente, la malattia di Crohn, l'obesità e la sindrome di Cushing. Sono state descritte varie complicanze dell'acne inversa: erisipela, fasciite necrotizzante, linfedema/ elefantiasi, carcinoma spinocellulare, amiloidosi, artrite (sindrome SAPHO: sinovite, acne, pustolosi palmo-plantare, iperostosi, osteite), anemie, cachessia e depressione: quest'ultima è molto frequente e non raramente grave. La terapia dell'acne inversa è molto spesso insoddisfacente. Attualmente, è considerata di prima scelta l'asportazione chirurgica precoce e radicale di tutte le lesioni, comprese le cicatrici. Risultati temporanei e parziali si possono ottenere con antisettici e antibiotici topici, tra cui, soprattutto, la clindamicina, con i corticosteroidi e, recentemente, con la tossina botulinica. Lo stesso discorso vale in parte per i sulfamidici, come il dapsone, e gli antibiotici sistemici: efficace sembrerebbe infatti l'associazione clindamicina-rifampicina. I cortisonici sistemici possono talvolta essere utili per ridurre la componente infiammatoria e il dolore. 1 retinoidi orali, come l'isotretinoina e l'acitretina, hanno dato risultati nel complesso non soddisfacenti, così come gli anti-androgeni (ciproterone acetato) e gli estro-progestinici. 1 dati relativi allo zinco solfato e alla finasteride sono basati su casi aneddotici. Recentemente sono stati utilizzati con successo due farmaci "biologici", l'infliximab e l'etanercept; tuttavia, i casi trattati sono pochi; inoltre, i costi altissimi di questi farmaci ne limitano un utilizzo estensivo.

Acne inversa / S. Veraldi. ((Intervento presentato al 10. convegno Corso di Aggiornamento : Patologia degli Annessi, Fotodermatologia e Malattie Vascolari Cutanee tenutosi a Viareggio nel 2010.

Acne inversa

S. Veraldi
2010

Abstract

L'acne inversa (in passato chiamata anche idrosadenite flemmonosa, pyoderma fistulans sinifíca e idrosadenite suppurativa) è una malattia infiammatoria a eziopatogenesi in gran parte sconosciuta e ad andamento clinico cronico-recidivante. Dal punto di vista clinico-topografico, l'acne inversa è caratterizzata dallo sviluppo di ascessi, fistole e cicatrici localizzati alle ascelle e/o all'inguine, mono- o, più spesso, bilateralmente. Possono essere colpiti anche le pieghe sottomammarie, i genitali, i glutei, la piega interglutea, il perineo e l'ano. Eccezionalmente possono essere coinvolti anche il cuoio capelluto e il collo. 11 termine di follicular occlusion triad comprende la cellulite dissecante del capillizio, l'acne conglobata e l'idrosadenite. Il termine di acne tetrad si riferisce alla contemporanea presenza di cellulite dissecante del capillizio, acne conglobata, idrosadenite e cisti pilonidali. L'acne inversa non ha predilezione di razza, è più frequente nel sesso femminile e può comparire durante l'adolescenza; tuttavia, esordisce abitualmente nella 111 e IV decade. Pur non esistendo statistiche ufficiali, secondo molti dermatologi la malattia sarebbe più comune rispetto al passato. L'eziologia dell'acne inversa è nota solo in parte. Talvolta la malattia è familiare, raramente ereditaria (autosomica dominante). Inoltre, sarebbe più frequente negli obesi e nei fumatori. Il ruolo dei deodoranti e della depilazione è secondario. In passato si è a lungo ritenuto che l'acne inversa fosse causata da un'occlusione del dotto escretore delle ghiandole sudoripare apocrine, soprattutto per la caratteristica localizzazione della malattia in aree ricche di queste ghiandole. In seguito si è scoperto che l'acne inversa coinvolge primitivamente l'infundibulo dei follicoli piliferi, che va incontro a ipercheratinizzazione, e i tessuti adiacenti, e che l'interessamento delle ghiandole apocrine ed eccrine si osserva tardivamente e/o nelle forme gravi. La ritenzione del sudore è provocata da una fibrosi cicatriziale del connettivo che circonda i dotti escretori. Le sovrinfezioni batteriche [da Staphylococcus aureus, Streptococcus sp., Gram-negativi (Escherichia coli, Klebsiella sp., Proteus sp.)] sono costanti. La lesione iniziale dell'acne inversa è costituita da noduli ascessuali, di forma rotondeggiante od ovalare, di colore rosso vivo, di vari cm di diametro, spesso molto dolorosi. Questi noduli possono regredire spontaneamente oppure fistolizzare, drenando un secreto siero-purulento. La cronicizzazione di questo processo porta alla formazione di cicatrici, spesso retraenti e deturpanti. Come riferito precedentemente, le sovrinfezioni batteriche sono costanti. Le recidive, che compaiono senza una causa precisa, sono frequenti. L'acne inversa può talvolta essere associata ad altre malattie della pelle, come l'acathosis nigricans, la malattia di Dowling-Degos, la malattia di Fox-Fordyce, la pitiriasi rubra pilare, lo steatocistoma, e a malattie sistemiche, come l'acromegalia, la colite ulcerosa, il diabete insulino-dipendente, la malattia di Crohn, l'obesità e la sindrome di Cushing. Sono state descritte varie complicanze dell'acne inversa: erisipela, fasciite necrotizzante, linfedema/ elefantiasi, carcinoma spinocellulare, amiloidosi, artrite (sindrome SAPHO: sinovite, acne, pustolosi palmo-plantare, iperostosi, osteite), anemie, cachessia e depressione: quest'ultima è molto frequente e non raramente grave. La terapia dell'acne inversa è molto spesso insoddisfacente. Attualmente, è considerata di prima scelta l'asportazione chirurgica precoce e radicale di tutte le lesioni, comprese le cicatrici. Risultati temporanei e parziali si possono ottenere con antisettici e antibiotici topici, tra cui, soprattutto, la clindamicina, con i corticosteroidi e, recentemente, con la tossina botulinica. Lo stesso discorso vale in parte per i sulfamidici, come il dapsone, e gli antibiotici sistemici: efficace sembrerebbe infatti l'associazione clindamicina-rifampicina. I cortisonici sistemici possono talvolta essere utili per ridurre la componente infiammatoria e il dolore. 1 retinoidi orali, come l'isotretinoina e l'acitretina, hanno dato risultati nel complesso non soddisfacenti, così come gli anti-androgeni (ciproterone acetato) e gli estro-progestinici. 1 dati relativi allo zinco solfato e alla finasteride sono basati su casi aneddotici. Recentemente sono stati utilizzati con successo due farmaci "biologici", l'infliximab e l'etanercept; tuttavia, i casi trattati sono pochi; inoltre, i costi altissimi di questi farmaci ne limitano un utilizzo estensivo.
Acne ; acne inversa
Settore MED/35 - Malattie Cutanee e Veneree
Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST)
Acne inversa / S. Veraldi. ((Intervento presentato al 10. convegno Corso di Aggiornamento : Patologia degli Annessi, Fotodermatologia e Malattie Vascolari Cutanee tenutosi a Viareggio nel 2010.
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