Il metodo deposimetrico, proposto nel 1999 e successivamente rivisto e modificato nella parte preparativa ed analitica, è stato applicato al fine di valutare l’entità della dispersione di amianto dalle coperture in cemento-amianto di 5 edifici appartenenti alla medesima area industriale dimessa (ex-polveriera). Le coperture oggetto del presente studio sono visibilmente degradate e ricoperte da uno strato di muschi e licheni, poiché in opera da almeno 50 anni. La composizione del cemento-amianto presente negli edifici non è uniforme, ma varia apprezzabilmente in quanto a tenori di crisotilo ed anfiboli nelle 5 diverse situazioni, come verificato mediante analisi quali-quantitativa in diffrattometria per polveri (XRD). La applicazione del metodo ha interessato il medesimo periodo di tempo al fine di minimizzare gli effetti della variabilità degli eventi atmosferici. La presenza di terrapieni di protezione circostanti ad alcuni edifici considerati ha reso, in questa condizione, meno rilevante l’effetto della velocità e della direzione prevalente dei venti sulla variabilità delle concentrazioni misurate con i deposimetri. L’indagine è stata condotta collocando 12 deposimetri immediatamente sotto lo spiovente delle coperture ad una distanza variabile tra i 20 ed i 60 cm sulla verticale. L’analisi delle polveri sedimentate è stata effettuata in microscopia ottica con il metodo della dispersione cromatica. La distribuzione delle quantità in peso di crisotilo ed anfiboli depositate su unità di area per unità di tempo (g/m2/die) è risultata ben correlata con il tipo di materiali costituenti la sorgente. Le concentrazioni misurate sui deposimetri collocati presso lo stesso edificio hanno invece mostrato una variabilità minore. L’esperimento presentato, il cui valore risiede nelle differenze composizionali (tenori di amianto e rapporti di concentrazioni in peso crisotilo/anfiboli) e nella possibilità di minimizzare la variabile vento (presenza di terrapieni) permette di concludere che l’indagine deposimetrica riflette in modo soddisfacente sia l’entità del degrado che la composizione della matrice.

Applicazione del metodo deposimetrico per la misura della dispersione di fasci di fibre di amianto da coperture in fibrocemento / A. Cattaneo, G. Chiappino. ((Intervento presentato al 1. convegno Convegno Nazionale sull'Inquinamento Atmosferico : PM 2004 tenutosi a Milano nel 2004.

Applicazione del metodo deposimetrico per la misura della dispersione di fasci di fibre di amianto da coperture in fibrocemento

A. Cattaneo
Primo
;
G. Chiappino
Ultimo
2004

Abstract

Il metodo deposimetrico, proposto nel 1999 e successivamente rivisto e modificato nella parte preparativa ed analitica, è stato applicato al fine di valutare l’entità della dispersione di amianto dalle coperture in cemento-amianto di 5 edifici appartenenti alla medesima area industriale dimessa (ex-polveriera). Le coperture oggetto del presente studio sono visibilmente degradate e ricoperte da uno strato di muschi e licheni, poiché in opera da almeno 50 anni. La composizione del cemento-amianto presente negli edifici non è uniforme, ma varia apprezzabilmente in quanto a tenori di crisotilo ed anfiboli nelle 5 diverse situazioni, come verificato mediante analisi quali-quantitativa in diffrattometria per polveri (XRD). La applicazione del metodo ha interessato il medesimo periodo di tempo al fine di minimizzare gli effetti della variabilità degli eventi atmosferici. La presenza di terrapieni di protezione circostanti ad alcuni edifici considerati ha reso, in questa condizione, meno rilevante l’effetto della velocità e della direzione prevalente dei venti sulla variabilità delle concentrazioni misurate con i deposimetri. L’indagine è stata condotta collocando 12 deposimetri immediatamente sotto lo spiovente delle coperture ad una distanza variabile tra i 20 ed i 60 cm sulla verticale. L’analisi delle polveri sedimentate è stata effettuata in microscopia ottica con il metodo della dispersione cromatica. La distribuzione delle quantità in peso di crisotilo ed anfiboli depositate su unità di area per unità di tempo (g/m2/die) è risultata ben correlata con il tipo di materiali costituenti la sorgente. Le concentrazioni misurate sui deposimetri collocati presso lo stesso edificio hanno invece mostrato una variabilità minore. L’esperimento presentato, il cui valore risiede nelle differenze composizionali (tenori di amianto e rapporti di concentrazioni in peso crisotilo/anfiboli) e nella possibilità di minimizzare la variabile vento (presenza di terrapieni) permette di concludere che l’indagine deposimetrica riflette in modo soddisfacente sia l’entità del degrado che la composizione della matrice.
Settore MED/44 - Medicina del Lavoro
Applicazione del metodo deposimetrico per la misura della dispersione di fasci di fibre di amianto da coperture in fibrocemento / A. Cattaneo, G. Chiappino. ((Intervento presentato al 1. convegno Convegno Nazionale sull'Inquinamento Atmosferico : PM 2004 tenutosi a Milano nel 2004.
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