Il volto del giovane Michelangelo Ricci (1619–1682) sembrava perduto. Del matematico che negli anni Quaranta discuteva di geometria con Torricelli e copiava i manoscritti di Fermat conoscevamo solo le immagini tarde, realizzate quando era ormai cardinale. Il ritrovamento di un probabile ritratto giovanile – uno studioso seduto al proprio tavolo, circondato dai libri – offre oggi l’occasione per tornare su una delle figure più singolari della scienza romana del Seicento: romano di nascita, ma figlio di un mercante emigrato da Dongo (Como). Attraverso il dipinto, il testamento e il carteggio scientifico, questo libro ricostruisce la sua formazione, le reti intellettuali in cui si mosse e il modo in cui volle rappresentarsi come studioso: una reputazione edificata quasi interamente fuori dalla stampa, lettera per lettera, e un’immagine di sé costruita attraverso gli autori e i libri esibiti nel ritratto. È una storia di una memoria dispersa: quella di un uomo che i contemporanei considerarono tra i maggiori matematici del suo tempo e che i secoli successivi finirono per dimenticare.
Un volto ritrovato. Michelangelo Ricci e la costruzione di un’identità scientifica nella Roma del Seicento / G. Giannini. - [s.l] : Ad Fontes, 2026. - ISBN 9788897664321.
Un volto ritrovato. Michelangelo Ricci e la costruzione di un’identità scientifica nella Roma del Seicento
G. Giannini
2026
Abstract
Il volto del giovane Michelangelo Ricci (1619–1682) sembrava perduto. Del matematico che negli anni Quaranta discuteva di geometria con Torricelli e copiava i manoscritti di Fermat conoscevamo solo le immagini tarde, realizzate quando era ormai cardinale. Il ritrovamento di un probabile ritratto giovanile – uno studioso seduto al proprio tavolo, circondato dai libri – offre oggi l’occasione per tornare su una delle figure più singolari della scienza romana del Seicento: romano di nascita, ma figlio di un mercante emigrato da Dongo (Como). Attraverso il dipinto, il testamento e il carteggio scientifico, questo libro ricostruisce la sua formazione, le reti intellettuali in cui si mosse e il modo in cui volle rappresentarsi come studioso: una reputazione edificata quasi interamente fuori dalla stampa, lettera per lettera, e un’immagine di sé costruita attraverso gli autori e i libri esibiti nel ritratto. È una storia di una memoria dispersa: quella di un uomo che i contemporanei considerarono tra i maggiori matematici del suo tempo e che i secoli successivi finirono per dimenticare.| File | Dimensione | Formato | |
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