This article examines the methods of coordination between legal systems in European Union private international law, revisiting Paolo Michele Patocchi’s 1985 study on localising and substantively oriented choice-of-law rules. After outlining its main findings and scholarly context, the analysis assesses the continuing relevance of this distinction in light of the development of EU legislation, considering applicable law, jurisdiction and the recognition of judgments together. An examination of the principal EU regulations reveals the coexistence of the localisation method, approaches directed towards substantive outcomes and the generalised application of the lex fori, alongside reference to the competent legal order. This methodological pluralism responds to the particular needs of different fields and to the objectives of European integration. The article further argues that localising rules themselves embody value choices and that their operation within the European judicial area rests on shared fundamental principles and mutual trust. The conclusions confirm the enduring explanatory value of Patocchi’s work and show that the functions of party autonomy and escape clauses must be assessed within the methodological framework in which they operate.

Il contributo esamina i metodi di coordinamento tra ordinamenti nel diritto internazionale privato dell’Unione europea, muovendo dalla rilettura dello studio di Paolo Michele Patocchi del 1985 sulle regole di collegamento localizzatrici e di carattere sostanziale. Dopo averne ricostruito le principali acquisizioni e il contesto dottrinale, l’analisi verifica l’attualità della distinzione alla luce dell’evoluzione della disciplina europea, considerando congiuntamente legge applicabile, giurisdizione e riconoscimento delle decisioni. L’esame dei principali regolamenti evidenzia la compresenza del metodo della localizzazione, di approcci orientati al conseguimento di risultati materiali e del metodo dell’applicazione generalizzata della lex fori, nonché il rilievo del riferimento all’ordinamento competente. Ne emerge un pluralismo metodologico funzionale alle esigenze dei singoli settori e agli obiettivi dell’integrazione europea. Il contributo sottolinea inoltre che anche le regole localizzatrici esprimono scelte di valore e che il loro funzionamento nello spazio giudiziario europeo poggia sulla condivisione di principi fondamentali e sulla fiducia reciproca. Le conclusioni confermano la persistente utilità della riflessione di Patocchi e mostrano come il ruolo dell’autonomia privata e delle clausole di eccezione debba essere valutato in relazione al metodo nel quale tali strumenti operano.

Quali metodi per il diritto internazionale privato europeo? Brevi note sull’attualità di uno studio sulle regole di coordinamento tra sistemi / L. Fumagalli - In: A Quest for Justice : Legal writings in Honour of Paolo Michele Patocchi / [a cura di] P. Marzolini, D. Durante. - [s.l] : Staempfli Verlag, 2026. - ISBN 978-3-7272-1074-7. - pp. 281-302

Quali metodi per il diritto internazionale privato europeo? Brevi note sull’attualità di uno studio sulle regole di coordinamento tra sistemi

L. Fumagalli
2026

Abstract

This article examines the methods of coordination between legal systems in European Union private international law, revisiting Paolo Michele Patocchi’s 1985 study on localising and substantively oriented choice-of-law rules. After outlining its main findings and scholarly context, the analysis assesses the continuing relevance of this distinction in light of the development of EU legislation, considering applicable law, jurisdiction and the recognition of judgments together. An examination of the principal EU regulations reveals the coexistence of the localisation method, approaches directed towards substantive outcomes and the generalised application of the lex fori, alongside reference to the competent legal order. This methodological pluralism responds to the particular needs of different fields and to the objectives of European integration. The article further argues that localising rules themselves embody value choices and that their operation within the European judicial area rests on shared fundamental principles and mutual trust. The conclusions confirm the enduring explanatory value of Patocchi’s work and show that the functions of party autonomy and escape clauses must be assessed within the methodological framework in which they operate.
Il contributo esamina i metodi di coordinamento tra ordinamenti nel diritto internazionale privato dell’Unione europea, muovendo dalla rilettura dello studio di Paolo Michele Patocchi del 1985 sulle regole di collegamento localizzatrici e di carattere sostanziale. Dopo averne ricostruito le principali acquisizioni e il contesto dottrinale, l’analisi verifica l’attualità della distinzione alla luce dell’evoluzione della disciplina europea, considerando congiuntamente legge applicabile, giurisdizione e riconoscimento delle decisioni. L’esame dei principali regolamenti evidenzia la compresenza del metodo della localizzazione, di approcci orientati al conseguimento di risultati materiali e del metodo dell’applicazione generalizzata della lex fori, nonché il rilievo del riferimento all’ordinamento competente. Ne emerge un pluralismo metodologico funzionale alle esigenze dei singoli settori e agli obiettivi dell’integrazione europea. Il contributo sottolinea inoltre che anche le regole localizzatrici esprimono scelte di valore e che il loro funzionamento nello spazio giudiziario europeo poggia sulla condivisione di principi fondamentali e sulla fiducia reciproca. Le conclusioni confermano la persistente utilità della riflessione di Patocchi e mostrano come il ruolo dell’autonomia privata e delle clausole di eccezione debba essere valutato in relazione al metodo nel quale tali strumenti operano.
Diritto internazionale privato dell’Unione europea; Pluralismo metodologico; Regole di collegamento localizzatrici; Regole di collegamento di carattere sostanziale; Coordinamento tra ordinamenti
Settore GIUR-09/A - Diritto internazionale
2026
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