Concludendo, vale la pena di richiamare alcuni tratti distintivi dei protagonisti di questa ricerca: i giovani istruiti di origine immigrata attivi in varie forme d’impegno sociale e politico. Un primo spunto riguarda il fatto che molti hanno incontrato forme di discriminazione, a partire dal sistema educativo e dai rapporti con i compagni, a dispetto delle rappresentazioni della scuola come un mondo protetto e inclusivo. Tuttavia non si sono lasciati deprimere e hanno trasformato l’esperienza della discriminazione in consapevolezza delle ingiustizie e incentivo per impegnarsi a cambiare le cose. Proprio nella scuola e poi all’università sono maturate le prime esperienze di rappresentanza e impegno pubblico nell’ambito degli organismi partecipativi aperti agli studenti. In secondo luogo, la contrapposizione tra le diverse forme d’impegno non si ritrova nell’esperienza dei giovani incontrati nell’indagine. Anzitutto, la visione negativa del volontariato sostenuta da una parte della letteratura, come un’attività depoliticizzata, complice di un sistema neo-liberista che deresponsabilizza le istituzioni pubbliche, non trova riscontro. La maggior parte degli intervistati sono attivi sui diversi fronti: svolgono attività di volontariato, aiutando direttamente persone in difficoltà, e nello stesso tempo si dedicano a battaglie politiche, come quella per il referendum sulla cittadinanza o le manifestazioni a favore della causa palestinese. Diversi sono arrivati a occupare cariche pubbliche in ambito locale. Un tipo d’impegno rafforza l’altro. Il coinvolgimento nel volontariato li rende più visibili e credibili quando avanzano rivendicazioni nella sfera pubblica: accresce il loro capitale politico, di leader e rappresentanti della loro generazione. Reciprocamente, l’impegno politico rafforza il significato delle azioni di aiuto diretto e ne amplia la portata. Il volontariato appare un ambito tutt’altro che neutro, timido e incapace di perseguire aspirazioni di trasformazione della società. Piuttosto, è il terreno dell’azione sociale diretta, in cui le ambizioni di innovazione sociale cominciano a concretizzarsi.
Conclusioni : Una nuova generazione civica / M. Ambrosini - In: Quando il protagonismo cresce dai margini : L'impegno sociale e politico dei giovani di origine immigrata : rapporto di ricerca / [a cura di] M. Ambrosini. - Prima edizione. - Todi : TAU, 2026. - ISBN 979-12-5975-643-5. - pp. 217-237
Conclusioni : Una nuova generazione civica
M. Ambrosini
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2026
Abstract
Concludendo, vale la pena di richiamare alcuni tratti distintivi dei protagonisti di questa ricerca: i giovani istruiti di origine immigrata attivi in varie forme d’impegno sociale e politico. Un primo spunto riguarda il fatto che molti hanno incontrato forme di discriminazione, a partire dal sistema educativo e dai rapporti con i compagni, a dispetto delle rappresentazioni della scuola come un mondo protetto e inclusivo. Tuttavia non si sono lasciati deprimere e hanno trasformato l’esperienza della discriminazione in consapevolezza delle ingiustizie e incentivo per impegnarsi a cambiare le cose. Proprio nella scuola e poi all’università sono maturate le prime esperienze di rappresentanza e impegno pubblico nell’ambito degli organismi partecipativi aperti agli studenti. In secondo luogo, la contrapposizione tra le diverse forme d’impegno non si ritrova nell’esperienza dei giovani incontrati nell’indagine. Anzitutto, la visione negativa del volontariato sostenuta da una parte della letteratura, come un’attività depoliticizzata, complice di un sistema neo-liberista che deresponsabilizza le istituzioni pubbliche, non trova riscontro. La maggior parte degli intervistati sono attivi sui diversi fronti: svolgono attività di volontariato, aiutando direttamente persone in difficoltà, e nello stesso tempo si dedicano a battaglie politiche, come quella per il referendum sulla cittadinanza o le manifestazioni a favore della causa palestinese. Diversi sono arrivati a occupare cariche pubbliche in ambito locale. Un tipo d’impegno rafforza l’altro. Il coinvolgimento nel volontariato li rende più visibili e credibili quando avanzano rivendicazioni nella sfera pubblica: accresce il loro capitale politico, di leader e rappresentanti della loro generazione. Reciprocamente, l’impegno politico rafforza il significato delle azioni di aiuto diretto e ne amplia la portata. Il volontariato appare un ambito tutt’altro che neutro, timido e incapace di perseguire aspirazioni di trasformazione della società. Piuttosto, è il terreno dell’azione sociale diretta, in cui le ambizioni di innovazione sociale cominciano a concretizzarsi.| File | Dimensione | Formato | |
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