L’interpretazione delle concentrazioni degli xenobiotici in tossicologia forense post-mortem è resa complessa dai fenomeni di ridistribuzione post-mortem (PMR). Inoltre, processi di diffusione a partire da reservoirs gastroesofagei possono ulteriormente modificare le concentrazioni dopo il decesso. In questo case report, si descrive un’intossicazione fatale da pentobarbital caratterizzata da un’elevata discrepanza delle concentrazioni degli xenobiotici nei campioni peri- e post-mortem. Un uomo di 41 anni è stato rinvenuto in arresto cardiocircolatorio. Sulla scena sono state repertate due bottiglie di vetro vuote, etichettate rispettivamente come “pentobarbital per uso veterinario” e “prodotto cosmetico per la pelle”, nonché confezioni vuote di zolpidem. Presso l’ospedale, circa 30 minuti prima della constatazione del decesso, sono stati prelevati quattro campioni ematici. I campioni post-mortem per le indagini chimico-tossicologiche sono stati prelevati sette giorni dopo il decesso. Le concentrazioni ematiche peri-mortem di pentobarbital sono risultate comprese tra 32 e 37 µg/mL, mentre quelle di zolpidem tra 6 e 12 ng/mL. Le concentrazioni ematiche post-mortem sono risultate più elevate: 162 µg/mL di pentobarbital e 1400 ng/mL di zolpidem nel sangue femorale. I rapporti tra concentrazioni ematiche centrali e periferiche sono risultati compresi tra 1,3 e 1,8. Nel contenuto gastrico ed esofageo sono state rilevate concentrazioni elevate di entrambi i composti. Al contrario, le concentrazioni dei farmaci nell’umor vitreo e nell’encefalo sono risultate riconducibili a quelle rilevate nel sangue peri-mortem. Le discrepanze tra le concentrazioni ematiche peri e post-mortem suggeriscono il contributo della ridistribuzione post-mortem degli xenobiotici da tessuti ad alta perfusione e della diffusione passiva post-mortem a partire da reservoirs gastroesofagei. Il caso evidenzia l’importanza del confronto tra campioni ematici peri-mortem, prelevati in contesto ospedaliero, e post-mortem. In assenza dei campioni peri-mortem, le concentrazioni ematiche post-mortem avrebbero potuto condurre a una differente interpretazione degli xenobiotici rilevati.

Confronto tra le concentrazioni peri-mortem e post-mortem di pentobarbital e zolpidem in un caso di intossicazione fatale da pentobarbital / S. Casati, G. Lodetti, S. Vanerio, R.F. Bergamaschi, C. Fabbri, A. Ravelli, A. Battistini. Congresso Nazionale GTFI : Tossicologia Forense 5.0 : Da contributo alle Scienze Forensi a valore per la Società: 9 -10 ottobre Bologna 2026.

Confronto tra le concentrazioni peri-mortem e post-mortem di pentobarbital e zolpidem in un caso di intossicazione fatale da pentobarbital

S. Casati
Primo
;
G. Lodetti;S. Vanerio;R.F. Bergamaschi;A. Ravelli;A. Battistini
Ultimo
2026

Abstract

L’interpretazione delle concentrazioni degli xenobiotici in tossicologia forense post-mortem è resa complessa dai fenomeni di ridistribuzione post-mortem (PMR). Inoltre, processi di diffusione a partire da reservoirs gastroesofagei possono ulteriormente modificare le concentrazioni dopo il decesso. In questo case report, si descrive un’intossicazione fatale da pentobarbital caratterizzata da un’elevata discrepanza delle concentrazioni degli xenobiotici nei campioni peri- e post-mortem. Un uomo di 41 anni è stato rinvenuto in arresto cardiocircolatorio. Sulla scena sono state repertate due bottiglie di vetro vuote, etichettate rispettivamente come “pentobarbital per uso veterinario” e “prodotto cosmetico per la pelle”, nonché confezioni vuote di zolpidem. Presso l’ospedale, circa 30 minuti prima della constatazione del decesso, sono stati prelevati quattro campioni ematici. I campioni post-mortem per le indagini chimico-tossicologiche sono stati prelevati sette giorni dopo il decesso. Le concentrazioni ematiche peri-mortem di pentobarbital sono risultate comprese tra 32 e 37 µg/mL, mentre quelle di zolpidem tra 6 e 12 ng/mL. Le concentrazioni ematiche post-mortem sono risultate più elevate: 162 µg/mL di pentobarbital e 1400 ng/mL di zolpidem nel sangue femorale. I rapporti tra concentrazioni ematiche centrali e periferiche sono risultati compresi tra 1,3 e 1,8. Nel contenuto gastrico ed esofageo sono state rilevate concentrazioni elevate di entrambi i composti. Al contrario, le concentrazioni dei farmaci nell’umor vitreo e nell’encefalo sono risultate riconducibili a quelle rilevate nel sangue peri-mortem. Le discrepanze tra le concentrazioni ematiche peri e post-mortem suggeriscono il contributo della ridistribuzione post-mortem degli xenobiotici da tessuti ad alta perfusione e della diffusione passiva post-mortem a partire da reservoirs gastroesofagei. Il caso evidenzia l’importanza del confronto tra campioni ematici peri-mortem, prelevati in contesto ospedaliero, e post-mortem. In assenza dei campioni peri-mortem, le concentrazioni ematiche post-mortem avrebbero potuto condurre a una differente interpretazione degli xenobiotici rilevati.
2026
Settore CHEM-07/A - Chimica farmaceutica
Settore MEDS-25/A - Medicina legale
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Confronto tra le concentrazioni peri-mortem e post-mortem di pentobarbital e zolpidem in un caso di intossicazione fatale da pentobarbital / S. Casati, G. Lodetti, S. Vanerio, R.F. Bergamaschi, C. Fabbri, A. Ravelli, A. Battistini. Congresso Nazionale GTFI : Tossicologia Forense 5.0 : Da contributo alle Scienze Forensi a valore per la Società: 9 -10 ottobre Bologna 2026.
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