Following the pioneering work of Charles J. Ermantinger and Anneliese Maier, the Florentine master Giovanni del Tasso—author of the question Utrum omne accidens sit proprium, preserved in MS Vat. lat. 6768—has traditionally been classified among the “Italian Averroists” active at the Stu- dium of Arts and Medicine of Bologna in the first half of the 14th century. This article presents new evidence that sheds light on his life and intellectual profile, suggesting that his professional activity may have taken place within a broader context than the Bolognese Studium. The discussion also addres- ses the content and formal features of the two works currently attributed to him: the question preserved in the Vatican MS and the Tractatus ad con- servandum visum et sanitatem oculorum, transmitted in MSS Florence, BNCF, Pal. 811; Metz, Médiathèque Verlaine, 277; and Paris, BN, Lat. 6910. An Appendix offers a critical edition of both texts.

A partire dalle ricerche pionieristiche di Charles J. Ermantinger e Anneliese Maier, il maestro Giovanni del Tasso di Firenze – autore di una questione Utrum omne accidens sit proprium veicolata dal ms. Vat. lat. 6768 – è stato incluso tra gli “averroisti italiani” attivi presso lo Studium universitario di Bologna nella prima metà del XIV secolo. In questo contributo si presentano alcune notizie che consentono di delineare più compiutamente il profilo di questo maestro fiorentino, sia dal punto di vista biografico sia da quello intellettuale. Si prendono inoltre in esame alcuni elementi che spingono a collocare la sua opera e la sua attività in un orizzonte più ampio rispetto a quello dello Studium bolognese. Vengono infine discussi i contenuti e gli aspetti formali delle due opere che possono attualmente essergli ascritte: la questione trasmessa dal manoscritto vaticano e il Tractatus ad conservan- dum visum et sanitatem oculorum, tràdito dai mss. Firenze, BNCF, Pal. 811; Metz, Médiathèque Verlaine, 277; e Paris, BN, Lat. 6910. In Appendice viene fornita la loro edizione critica.

Nuove acquisizioni sugli ‘averroisti italiani’ del Vat. lat. 6768. I. Giovanni del Tasso da Firenze / S. Pelizzari. - In: FREIBURGER ZEITSCHRIFT FÜR PHILOSOPHIE UND THEOLOGIE. - ISSN 0016-0725. - 72:2(2025), pp. 309-360.

Nuove acquisizioni sugli ‘averroisti italiani’ del Vat. lat. 6768. I. Giovanni del Tasso da Firenze

S. Pelizzari
2025

Abstract

Following the pioneering work of Charles J. Ermantinger and Anneliese Maier, the Florentine master Giovanni del Tasso—author of the question Utrum omne accidens sit proprium, preserved in MS Vat. lat. 6768—has traditionally been classified among the “Italian Averroists” active at the Stu- dium of Arts and Medicine of Bologna in the first half of the 14th century. This article presents new evidence that sheds light on his life and intellectual profile, suggesting that his professional activity may have taken place within a broader context than the Bolognese Studium. The discussion also addres- ses the content and formal features of the two works currently attributed to him: the question preserved in the Vatican MS and the Tractatus ad con- servandum visum et sanitatem oculorum, transmitted in MSS Florence, BNCF, Pal. 811; Metz, Médiathèque Verlaine, 277; and Paris, BN, Lat. 6910. An Appendix offers a critical edition of both texts.
A partire dalle ricerche pionieristiche di Charles J. Ermantinger e Anneliese Maier, il maestro Giovanni del Tasso di Firenze – autore di una questione Utrum omne accidens sit proprium veicolata dal ms. Vat. lat. 6768 – è stato incluso tra gli “averroisti italiani” attivi presso lo Studium universitario di Bologna nella prima metà del XIV secolo. In questo contributo si presentano alcune notizie che consentono di delineare più compiutamente il profilo di questo maestro fiorentino, sia dal punto di vista biografico sia da quello intellettuale. Si prendono inoltre in esame alcuni elementi che spingono a collocare la sua opera e la sua attività in un orizzonte più ampio rispetto a quello dello Studium bolognese. Vengono infine discussi i contenuti e gli aspetti formali delle due opere che possono attualmente essergli ascritte: la questione trasmessa dal manoscritto vaticano e il Tractatus ad conservan- dum visum et sanitatem oculorum, tràdito dai mss. Firenze, BNCF, Pal. 811; Metz, Médiathèque Verlaine, 277; e Paris, BN, Lat. 6910. In Appendice viene fornita la loro edizione critica.
Settore PHIL-05/C - Storia della filosofia medievale
2025
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