At the heart of universal chronicles, a literary genre that was widespread in the Middle Ages, lies the idea that human history can be represented by a single narrative, generally from a providentialist perspective. In order to satisfy this vision, it was necessary to include even seemingly anomalous elements, such as non-Christian peoples. This essay presents some examples of how, between the 13th and 14th centuries, universal chronicles reacted to the emergence of a new people, the Mongols, and a new geographical horizon, concerning Central and Eastern Asia, and were able to incorporate them into the traditional historical and geographical framework.

Alla base delle Cronache universali, un genere letterario di larghissima diffusione nel medioevo, c’è l’idea che la storia umana possa essere ricondotta a una narrazione unitaria, in genere in un’ottica provvidenzialistica. Per soddisfare questa visione, era necessario che nel quadro trovassero collocazione anche gli elementi apparentemente anomali, come i popoli non cristiani. Il contributo presenta qualche esempio di come, fra il XIII e il XIV sec., le cronache universali reagirono alla comparsa di un nuovo popolo, i Mongoli, e di un nuovo orizzonte geografico, quello dell’Asia centrale e orientale, e seppero incorporarlo nel quadro storico e geografico tradizionale. 

Includere gli altri. Le 'Cronache universali' del Medioevo / P. Chiesa. - In: DOCTOR VIRTUALIS. - ISSN 2035-7362. - 21:1(2026 Sep 27), pp. 13-34. [10.54103/2035-7362/31819]

Includere gli altri. Le 'Cronache universali' del Medioevo

P. Chiesa
2026

Abstract

At the heart of universal chronicles, a literary genre that was widespread in the Middle Ages, lies the idea that human history can be represented by a single narrative, generally from a providentialist perspective. In order to satisfy this vision, it was necessary to include even seemingly anomalous elements, such as non-Christian peoples. This essay presents some examples of how, between the 13th and 14th centuries, universal chronicles reacted to the emergence of a new people, the Mongols, and a new geographical horizon, concerning Central and Eastern Asia, and were able to incorporate them into the traditional historical and geographical framework.
Alla base delle Cronache universali, un genere letterario di larghissima diffusione nel medioevo, c’è l’idea che la storia umana possa essere ricondotta a una narrazione unitaria, in genere in un’ottica provvidenzialistica. Per soddisfare questa visione, era necessario che nel quadro trovassero collocazione anche gli elementi apparentemente anomali, come i popoli non cristiani. Il contributo presenta qualche esempio di come, fra il XIII e il XIV sec., le cronache universali reagirono alla comparsa di un nuovo popolo, i Mongoli, e di un nuovo orizzonte geografico, quello dell’Asia centrale e orientale, e seppero incorporarlo nel quadro storico e geografico tradizionale. 
Cronache universali; inclusione; Vincenzo di Beauvais; Pipino da Bologna; Galvano Fiamma; Mongoli; Universal Chronicles; Inclusion; Vincent of Beauvais; Pipinus of Bologna; Galvaneus de la Flamma; Mongols
Settore FLMR-01/A - Letteratura latina medievale e umanistica
Settore HIST-01/A - Storia medievale
27-set-2026
https://riviste.unimi.it/index.php/DoctorVirtualis/it/article/view/31819
Article (author)
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
2026 Doctor virtualis.pdf

accesso aperto

Tipologia: Publisher's version/PDF
Licenza: Creative commons
Dimensione 329.98 kB
Formato Adobe PDF
329.98 kB Adobe PDF Visualizza/Apri
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2434/1273616
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex 0
social impact