Benché utilizzati come definitori, i termini lavoro e organizzazioni presentano una molteplicità di significati. Da un punto di vista normativo, il lavoro riguarda il corrispettivo salariale alla quantità e alla qualità dell’attività lavorativa, mentre organizzazione rimanda alla struttura manageriale e ai processi entro cui tale attività si svolge. A tale prospettiva normativa, si rifanno sillabi accademici, le ricerche e le pratiche della psicologia del lavoro e delle organizzazioni (PLO) interessate alla dimensione umana nel lavoro produttivo (manifatturiero, industriale etc) e dei servizi (educativi, assistenziali, sanitari etc) di specifiche organizzazioni. Tuttavia, linguaggio comune e accademico ricorrono al termine lavoro e organizzazioni anche in assenza di tali condizioni: è lavoro quello di cura svolto da un singolo nei confronti di un altro senza un definito riconoscimento normativo; è organizzazione quella di chi svolge un’azione collettiva per sensibilizzare attorno ad un’ingiustizia sociale; sono lavoro e organizzazioni, le strutture entro cui si muovono le vite di persone tra dinamiche di potere, prospettive ideologiche, forme di disuguaglianza sociale ed economica e violenza epistemica. In questa prospettiva, Lavoro e organizzazioni sono dunque da considerarsi termini ombrello, che rinviano a processi sociali, politici e culturali ben più ampi della sola dimensione produttiva e del servizio. Ciò implica un ampliamento dello sguardo della PLO verso contesti e fenomeni tradizionalmente marginali rispetto al mainstream disciplinare: dal lavoro volontario nelle organizzazioni non-profit alle pratiche di mutualismo e solidarietà; dalle forme di oppressione istituzionalizzata ai processi attraverso cui vite e corpi vengono amministrati, controllati o esclusi; fino al ruolo della stessa PLO nel contribuire a orientare decisioni, politiche e rappresentazioni relative alla dignità, all’inclusione e ai diritti umani. Il simposio si propone di esplorare queste prospettive adiacenti e possibili del rapporto tra lavoro, organizzazioni e società, interrogando il contributo sociopolitico della PLO e la sua responsabilità nel leggere criticamente le trasformazioni contemporanee. I contributi presentati, pur differenti per oggetto e approccio, sono accomunati dal tentativo di ripensare il campo disciplinare come spazio di riflessione critica e di impegno scientifico verso solidarietà, giustizia sociale e diritti umani. In questa direzione, il simposio offrirà riflessioni su pratiche organizzative di solidarietà, sulle disuguaglianze al lavoro e rischi per la salute, sui diritti umani nei contesti organizzativi e, infine, sulla natura inevitabilmente politica della PLO, nella misura in cui il malessere organizzativo, le disuguaglianze e i processi di esclusione rappresentano (sempre) anche questioni sociali e politiche. Apre il simposio la presentazione di Laura Galuppo inteso ad esplorare l’azione dell’organizzare solidarietà e il ruolo della PLO nel mobilitare e valorizzare tali azioni. A questo si lega il lavoro di Armando Toscano su PLO e giustizia sociale guardando alla dimensione di welfare locale e di come il lavoro della PLO possa farsi carico di (in)giustizie sociali. Segue la presentazione di Granano et al. su salute e lavoro in ottica di diseguaglianze sociali, dove si approfondisce il ruolo delle condizioni socioeconomiche, micro e macro, che determinano il lavoro oggi. Conclude Barbara Barbieri sulla PLO come disciplina “politica” per la naturale inclinazione al tema politico del malessere.
Prospettive adiacenti possibili di lavoro e organizzazioni: solidarietà, disuguaglianze al lavoro, giustizia sociale e il valore politico del benessere / F. Tommasi, B. Barbieri. 22. Congresso nazionale della Sezione di psicologia per le organizzazioni “L’adiacente possibile: esplorare i confini dell’innovazione nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni”: 3-5 Settembre Bologna 2026.
Prospettive adiacenti possibili di lavoro e organizzazioni: solidarietà, disuguaglianze al lavoro, giustizia sociale e il valore politico del benessere
F. Tommasi;
2026
Abstract
Benché utilizzati come definitori, i termini lavoro e organizzazioni presentano una molteplicità di significati. Da un punto di vista normativo, il lavoro riguarda il corrispettivo salariale alla quantità e alla qualità dell’attività lavorativa, mentre organizzazione rimanda alla struttura manageriale e ai processi entro cui tale attività si svolge. A tale prospettiva normativa, si rifanno sillabi accademici, le ricerche e le pratiche della psicologia del lavoro e delle organizzazioni (PLO) interessate alla dimensione umana nel lavoro produttivo (manifatturiero, industriale etc) e dei servizi (educativi, assistenziali, sanitari etc) di specifiche organizzazioni. Tuttavia, linguaggio comune e accademico ricorrono al termine lavoro e organizzazioni anche in assenza di tali condizioni: è lavoro quello di cura svolto da un singolo nei confronti di un altro senza un definito riconoscimento normativo; è organizzazione quella di chi svolge un’azione collettiva per sensibilizzare attorno ad un’ingiustizia sociale; sono lavoro e organizzazioni, le strutture entro cui si muovono le vite di persone tra dinamiche di potere, prospettive ideologiche, forme di disuguaglianza sociale ed economica e violenza epistemica. In questa prospettiva, Lavoro e organizzazioni sono dunque da considerarsi termini ombrello, che rinviano a processi sociali, politici e culturali ben più ampi della sola dimensione produttiva e del servizio. Ciò implica un ampliamento dello sguardo della PLO verso contesti e fenomeni tradizionalmente marginali rispetto al mainstream disciplinare: dal lavoro volontario nelle organizzazioni non-profit alle pratiche di mutualismo e solidarietà; dalle forme di oppressione istituzionalizzata ai processi attraverso cui vite e corpi vengono amministrati, controllati o esclusi; fino al ruolo della stessa PLO nel contribuire a orientare decisioni, politiche e rappresentazioni relative alla dignità, all’inclusione e ai diritti umani. Il simposio si propone di esplorare queste prospettive adiacenti e possibili del rapporto tra lavoro, organizzazioni e società, interrogando il contributo sociopolitico della PLO e la sua responsabilità nel leggere criticamente le trasformazioni contemporanee. I contributi presentati, pur differenti per oggetto e approccio, sono accomunati dal tentativo di ripensare il campo disciplinare come spazio di riflessione critica e di impegno scientifico verso solidarietà, giustizia sociale e diritti umani. In questa direzione, il simposio offrirà riflessioni su pratiche organizzative di solidarietà, sulle disuguaglianze al lavoro e rischi per la salute, sui diritti umani nei contesti organizzativi e, infine, sulla natura inevitabilmente politica della PLO, nella misura in cui il malessere organizzativo, le disuguaglianze e i processi di esclusione rappresentano (sempre) anche questioni sociali e politiche. Apre il simposio la presentazione di Laura Galuppo inteso ad esplorare l’azione dell’organizzare solidarietà e il ruolo della PLO nel mobilitare e valorizzare tali azioni. A questo si lega il lavoro di Armando Toscano su PLO e giustizia sociale guardando alla dimensione di welfare locale e di come il lavoro della PLO possa farsi carico di (in)giustizie sociali. Segue la presentazione di Granano et al. su salute e lavoro in ottica di diseguaglianze sociali, dove si approfondisce il ruolo delle condizioni socioeconomiche, micro e macro, che determinano il lavoro oggi. Conclude Barbara Barbieri sulla PLO come disciplina “politica” per la naturale inclinazione al tema politico del malessere.| File | Dimensione | Formato | |
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