Dal 7 ottobre, in seguito all'attacco allo Stato di Israele da parte del gruppo militante Hamas, si assiste a quello che la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha definito “presunto genocidio” contro il popolo palestinese. In particolare, la CIG è attualmente impegnata nell'indagine sulle accuse di genocidio, avendo stabilito che la popolazione palestinese è attualmente a rischio e che "la sua distruzione intenzionale da parte di Israele avrà conseguenze per tutta l'umanità" (CIG, 2024). Nonostante la sentenza della CIG riconosca ai palestinesi di Gaza il diritto di essere protetti da azioni vietate dalla CIG stessa (ad esempio, violazione dell'autodeterminazione, atti di genocidio, discriminazione razziale e apartheid), questo non sembra aver fermato o rallentato le azioni violente di Israele. A questo si aggiunge quanto ampiamente documentato da Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi, il cui report esamina il "ruolo delle entità aziendali nel sostenere l'occupazione israeliana illegale e la sua continua campagna genocida a Gaza" (2025, 2). Stante al rapporto, l'economia di occupazione si è trasformata repentinamente in economia del genocidio, dove alcuni dei crimini più gravi previsti dal diritto internazionale vengono commessi con il sostegno di numerose organizzazioni sia israeliane sia appartenenti a paesi occidentali. A questo proposito, appare chiaro come il tema dell’economia del genocidio interpelli la psicologia del lavoro e delle organizzazioni (PLO) per almeno tre ragioni. Primo, genocidio e apartheid rappresentano forme organizzate di distruzione della vita di un popolo. Secondo, genocidio e apartheid si realizzano attraverso altrettante organizzazioni, a partire dall’industria bellica e tecnologica, dalle organizzazioni militari e da quelle dell’informazione. Terzo, genocidio e apartheid sono realizzate attraverso il lavoro di chi è coinvolto (es. l’esercito di difesa israeliano), direttamente o indirettamente, nell’esercizio della violenza. Il simposio tenterà di delineare prospettive teoriche e di ricerca attorno alla PLO nel contesto del genocidio del popolo palestinese. Si farà ciò combinando quattro diversi contributi teorici ed empirici. Apre la presentazione il contributo di Zahira Jaser sull’industria del silenzio, presentando il ruolo delle organizzazioni nel genocidio. Prosegue Roberto De Vogli, il quale affonda sulle dinamiche psicosociali che determinano il silenzio e l’immobilità organizzata di fronte a genocidi e crisi umanitarie. Terzo contributo quello di Chiara Corvino et al., sul ruolo della psicologia per la Palestina, secondo la prospettiva della CIG. Chiuderà il simposio il contributo di Andreina Bruno et al., in cui si riportano i lavori del gruppo “AIP Organizzazioni per la Palestina” che a partire da febbraio 2026 svolge attività di sensibilizzazione e riflessione teorica attorno alla questione palestinese.

La Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni di fronte a Genocidio e Crisi Umanitarie / F. Tommasi, A. Benozzo. 22. Congresso nazionale della Sezione di psicologia per le organizzazioni “L’adiacente possibile: esplorare i confini dell’innovazione nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni” Bologna 2026.

La Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni di fronte a Genocidio e Crisi Umanitarie

F. Tommasi;
2026

Abstract

Dal 7 ottobre, in seguito all'attacco allo Stato di Israele da parte del gruppo militante Hamas, si assiste a quello che la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha definito “presunto genocidio” contro il popolo palestinese. In particolare, la CIG è attualmente impegnata nell'indagine sulle accuse di genocidio, avendo stabilito che la popolazione palestinese è attualmente a rischio e che "la sua distruzione intenzionale da parte di Israele avrà conseguenze per tutta l'umanità" (CIG, 2024). Nonostante la sentenza della CIG riconosca ai palestinesi di Gaza il diritto di essere protetti da azioni vietate dalla CIG stessa (ad esempio, violazione dell'autodeterminazione, atti di genocidio, discriminazione razziale e apartheid), questo non sembra aver fermato o rallentato le azioni violente di Israele. A questo si aggiunge quanto ampiamente documentato da Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi, il cui report esamina il "ruolo delle entità aziendali nel sostenere l'occupazione israeliana illegale e la sua continua campagna genocida a Gaza" (2025, 2). Stante al rapporto, l'economia di occupazione si è trasformata repentinamente in economia del genocidio, dove alcuni dei crimini più gravi previsti dal diritto internazionale vengono commessi con il sostegno di numerose organizzazioni sia israeliane sia appartenenti a paesi occidentali. A questo proposito, appare chiaro come il tema dell’economia del genocidio interpelli la psicologia del lavoro e delle organizzazioni (PLO) per almeno tre ragioni. Primo, genocidio e apartheid rappresentano forme organizzate di distruzione della vita di un popolo. Secondo, genocidio e apartheid si realizzano attraverso altrettante organizzazioni, a partire dall’industria bellica e tecnologica, dalle organizzazioni militari e da quelle dell’informazione. Terzo, genocidio e apartheid sono realizzate attraverso il lavoro di chi è coinvolto (es. l’esercito di difesa israeliano), direttamente o indirettamente, nell’esercizio della violenza. Il simposio tenterà di delineare prospettive teoriche e di ricerca attorno alla PLO nel contesto del genocidio del popolo palestinese. Si farà ciò combinando quattro diversi contributi teorici ed empirici. Apre la presentazione il contributo di Zahira Jaser sull’industria del silenzio, presentando il ruolo delle organizzazioni nel genocidio. Prosegue Roberto De Vogli, il quale affonda sulle dinamiche psicosociali che determinano il silenzio e l’immobilità organizzata di fronte a genocidi e crisi umanitarie. Terzo contributo quello di Chiara Corvino et al., sul ruolo della psicologia per la Palestina, secondo la prospettiva della CIG. Chiuderà il simposio il contributo di Andreina Bruno et al., in cui si riportano i lavori del gruppo “AIP Organizzazioni per la Palestina” che a partire da febbraio 2026 svolge attività di sensibilizzazione e riflessione teorica attorno alla questione palestinese.
set-2026
Psicologia del lavoro e delle organizzazioni; Genocidio; Agenda di ricerca
Settore PSIC-03/B - Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
Associazione Italiana di Psicologia (AIPASS). Sezione di Psicologia per le Organizzazioni
https://aipass.org/wp-content/uploads/2026/09/abstract-aip-2026.pdf
La Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni di fronte a Genocidio e Crisi Umanitarie / F. Tommasi, A. Benozzo. 22. Congresso nazionale della Sezione di psicologia per le organizzazioni “L’adiacente possibile: esplorare i confini dell’innovazione nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni” Bologna 2026.
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