The presence of rock art in Calabria has certainly been exclusively dominated, for at least fifty years since 1961, by the Palaeolithic engravings of the Romito shelter in Papasidero (Cosenza province). However, in the last decade or so, new research conducted independently in the Reventino and Pollino areas has provided a richer and more articulated picture of the presence of rock evidence in this region, confirming the persistence of rock manifestations even during recent prehistory. The constantly and rapidly updating picture shows a certain complexity between cave, sheltered and openair sites. In this paper we report a series of nine new discoveries made by the authors of this contribution between the provinces of Cosenza and Catanzaro around the area of Monte Reventino: Piano del Gioco in Bianchi (CS); rupestrian palmento and rock with cupmarks in the localities Le Grutte near Zangarona in Lamezia Terme (CZ); Scifo stone in Serrastretta (CZ) and always in this territory the rocks of Sant’Elia Mountain, Case Carbonara, Lettaru and Quadarelle; and finally Sant’Aloi Rock in Feroleto Antico (CZ). While there is a thematic and technical variety in the north of Calabria, the sites gravitating around Monte Reventino have mainly revealed the presence of boulders and/or rocky outcrops with cup-marks. To these are added carved and sculpted blocks, all scattered in the mountainous environment and covered by dense vegetation that makes them difficult to locate. Certainly, the context of the discovery makes it difficult to contextualise the chronological and cultural background of the various rock findings. However, based on an initial assessment of the location of the different sites and the geographical geological context, many sites, if not all, appear to be located along transit routes or at strategic points, even with respect to the supply of raw materials. Considering then the ‒ unfortunately still few ‒ materials found on the surface near the rocks, the territories close to the rock sites seem to have had a long continuity of use. The expansion of the record to date certainly begins to provide more indications with respect to the use of mountainous areas, places of passage and possible ritual areas. With this contribution, in addition to the presentation of the new sites, we would like to emphasise even more the need for a synthesis of what has been found so far, considering the chronological and landscape aspects.

La presenza di arte rupestre in Calabria è stata sicuramente dominata in maniera esclusiva per almeno cinquant’anni dal 1961, dalle incisioni paleolitiche del Riparo del Romito a Papasidero (CS). Tuttavia, da circa un decennio, nuove ricerche condotte in maniera autonoma nelle aree del Reventino e del Pollino hanno restituito un quadro più ricco ed articolato circa la presenza di evidenze rupestri in questa regione, confermando la persistenza di manifestazioni rupestri anche durante la preistoria recente. Il quadro in costante e rapido aggiornamento restituisce una certa complessità tra siti in grotta, sotto riparo e all’aria aperta. In questo lavoro riportiamo una serie di nove nuove scoperte effettuate dagli autori di questo contributo tra le province di Cosenza e Catanzaro attorno all’area del Monte Reventino: Piano del Gioco a Bianchi (CS); palmento rupestre e rocce coppellate in località Le Grutte di Zangarona a Lamezia Terme (CZ); Pietra di Scifo a Serrastretta (CZ) e sempre nel territorio di questo comune Roccia di Monte Sant’Elia, Roccia di Case Carbonara, Roccia di Lettaru e Pietre delle Quadarelle; la Roccia di Sant’Aloi a Feroleto Antico (CZ). Se nel nord della Calabria si assiste a una varietà tematica e tecnica, i siti gravitanti attorno al Monte Reventino hanno disvelato principalmente la presenza di massi e/o affioramenti rocciosi coppellati. A questi si aggiungono blocchi incisi e scolpiti, tutti dispersi in ambiente montano e coperti da una fitta vegetazione che li rende di difficile individuazione. Sicuramente il contesto di rinvenimento rende difficile la contestualizzazione cronologica e culturale delle diverse evidenze rupestri. Tuttavia, stando a una prima valutazione della collocazione dei differenti siti e del contesto geologico geografico, molti siti, se non tutti, appaiono come disposti lungo vie di passaggio o in punti strategici anche rispetto all’approvvigionamento di materie prime. Considerando poi i ‒ purtroppo ancora pochi ‒ materiali rinvenuti in superficie in prossimità delle rocce, i territori prossimi alle località rupestri pare abbiano avuto una lunga continuità di utilizzo. L’ampliamento del record ad oggi a disposizione certamente inizia a fornire delle indicazioni in più rispetto all’utilizzo delle aree montane, dei luoghi di passaggio e di possibili aree rituali. Con questo contributo, oltre alla presentazione dei nuovi siti, si vuole insistere ancor più verso la necessità di una sintesi di quanto rinvenuto finora, considerando gli aspetti cronologici e paesaggistici.

Calabria rupestre : Per un nuovo aggiornamento sullo stato della ricerca delle evidenze rupestri in Calabria / D. Sigari, A.V. - In: Nuove scoperte e progressi nelle metodologie di rilievo e analisi dell’arte rupestre post-paleolitica in Italia = New discoveries and progress in the tracing and analysis methodologies of the post-Paleolithic rock art in Italy / [a cura di] A.M. Tosatti, F.M.P. Carrera, R. Grifoni Cremonesi, D. Sigari. - Prima edizione. - Oxford : ArchaeoPress, 2026. - ISBN 978-1-80583-346-8. - pp. 133-147 (( 12. Incontri Annuali di Preistoria e Protostoria Camaiore 2023 [10.32028/9781805833468].

Calabria rupestre : Per un nuovo aggiornamento sullo stato della ricerca delle evidenze rupestri in Calabria

D. Sigari
Primo
Writing – Original Draft Preparation
;
L. Forti
Visualization
;
2026

Abstract

The presence of rock art in Calabria has certainly been exclusively dominated, for at least fifty years since 1961, by the Palaeolithic engravings of the Romito shelter in Papasidero (Cosenza province). However, in the last decade or so, new research conducted independently in the Reventino and Pollino areas has provided a richer and more articulated picture of the presence of rock evidence in this region, confirming the persistence of rock manifestations even during recent prehistory. The constantly and rapidly updating picture shows a certain complexity between cave, sheltered and openair sites. In this paper we report a series of nine new discoveries made by the authors of this contribution between the provinces of Cosenza and Catanzaro around the area of Monte Reventino: Piano del Gioco in Bianchi (CS); rupestrian palmento and rock with cupmarks in the localities Le Grutte near Zangarona in Lamezia Terme (CZ); Scifo stone in Serrastretta (CZ) and always in this territory the rocks of Sant’Elia Mountain, Case Carbonara, Lettaru and Quadarelle; and finally Sant’Aloi Rock in Feroleto Antico (CZ). While there is a thematic and technical variety in the north of Calabria, the sites gravitating around Monte Reventino have mainly revealed the presence of boulders and/or rocky outcrops with cup-marks. To these are added carved and sculpted blocks, all scattered in the mountainous environment and covered by dense vegetation that makes them difficult to locate. Certainly, the context of the discovery makes it difficult to contextualise the chronological and cultural background of the various rock findings. However, based on an initial assessment of the location of the different sites and the geographical geological context, many sites, if not all, appear to be located along transit routes or at strategic points, even with respect to the supply of raw materials. Considering then the ‒ unfortunately still few ‒ materials found on the surface near the rocks, the territories close to the rock sites seem to have had a long continuity of use. The expansion of the record to date certainly begins to provide more indications with respect to the use of mountainous areas, places of passage and possible ritual areas. With this contribution, in addition to the presentation of the new sites, we would like to emphasise even more the need for a synthesis of what has been found so far, considering the chronological and landscape aspects.
La presenza di arte rupestre in Calabria è stata sicuramente dominata in maniera esclusiva per almeno cinquant’anni dal 1961, dalle incisioni paleolitiche del Riparo del Romito a Papasidero (CS). Tuttavia, da circa un decennio, nuove ricerche condotte in maniera autonoma nelle aree del Reventino e del Pollino hanno restituito un quadro più ricco ed articolato circa la presenza di evidenze rupestri in questa regione, confermando la persistenza di manifestazioni rupestri anche durante la preistoria recente. Il quadro in costante e rapido aggiornamento restituisce una certa complessità tra siti in grotta, sotto riparo e all’aria aperta. In questo lavoro riportiamo una serie di nove nuove scoperte effettuate dagli autori di questo contributo tra le province di Cosenza e Catanzaro attorno all’area del Monte Reventino: Piano del Gioco a Bianchi (CS); palmento rupestre e rocce coppellate in località Le Grutte di Zangarona a Lamezia Terme (CZ); Pietra di Scifo a Serrastretta (CZ) e sempre nel territorio di questo comune Roccia di Monte Sant’Elia, Roccia di Case Carbonara, Roccia di Lettaru e Pietre delle Quadarelle; la Roccia di Sant’Aloi a Feroleto Antico (CZ). Se nel nord della Calabria si assiste a una varietà tematica e tecnica, i siti gravitanti attorno al Monte Reventino hanno disvelato principalmente la presenza di massi e/o affioramenti rocciosi coppellati. A questi si aggiungono blocchi incisi e scolpiti, tutti dispersi in ambiente montano e coperti da una fitta vegetazione che li rende di difficile individuazione. Sicuramente il contesto di rinvenimento rende difficile la contestualizzazione cronologica e culturale delle diverse evidenze rupestri. Tuttavia, stando a una prima valutazione della collocazione dei differenti siti e del contesto geologico geografico, molti siti, se non tutti, appaiono come disposti lungo vie di passaggio o in punti strategici anche rispetto all’approvvigionamento di materie prime. Considerando poi i ‒ purtroppo ancora pochi ‒ materiali rinvenuti in superficie in prossimità delle rocce, i territori prossimi alle località rupestri pare abbiano avuto una lunga continuità di utilizzo. L’ampliamento del record ad oggi a disposizione certamente inizia a fornire delle indicazioni in più rispetto all’utilizzo delle aree montane, dei luoghi di passaggio e di possibili aree rituali. Con questo contributo, oltre alla presentazione dei nuovi siti, si vuole insistere ancor più verso la necessità di una sintesi di quanto rinvenuto finora, considerando gli aspetti cronologici e paesaggistici.
rock art; southern Italy; mountain; cupmarks; arte rupestre; sud Italia; montagna; coppelle
Settore ARCH-01/A - Preistoria e protostoria
2026
https://bcp.archaeopress.com/Archaeopress/Products/9781805833468
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