This article examines recent legislative bills aimed at reforming the offence of sexual violence from a constitutional perspective, focusing on the role of consent in the structure of the offence. Starting from the evolution of the current legal framework and its judicial interpretation, it highlights the gradual shift away from a coercion-based model toward an understanding of sexual freedom as an expression of personal self-determination under Article 2 of the Italian Constitution. The analysis compares two competing models – one based on the absence of consent and the other on the presence of dissent – emphasizing their implications for the definition of the offence, the allocation of the burden of proof, and their compatibility with the principles of legality and the presumption of innocence. Within this framework, the article underscores the definitive abandonment of any “duty to resist” as a necessary step toward a constitutionally grounded protection of sexual freedom, showing how the “grammar” of consent ultimately concerns not only legislative technique but the broader way in which the legal system recognizes and safeguards the human body as a primary and inviolable sphere of liberty.

Il contributo analizza i recenti disegni di legge di riforma del reato di violenza sessuale alla luce dei principi costituzionali, con particolare riferimento alla centralità del consenso nella definizione della fattispecie. Muovendo dall’evoluzione della disciplina vigente e dall’elaborazione giurisprudenziale, si evidenzia il progressivo superamento del modello coercitivo in favore di una concezione della libertà sessuale quale espressione dell’autodeterminazione della persona ai sensi dell’art. 2 Cost. L’indagine si concentra sul confronto tra il modello fondato sull’assenza di consenso e quello incentrato sul dissenso, mettendone in luce le ricadute sul piano della struttura del reato, dell’accertamento probatorio e del rapporto con i principi di legalità e presunzione di innocenza. In questa prospettiva, il lavoro valorizza il definitivo superamento dell’“onere di resistenza” quale passaggio necessario per una tutela costituzionalmente orientata della libertà sessuale, evidenziando come la “grammatica” del consenso investa non solo la tecnica legislativa, ma il modo stesso in cui l’ordinamento riconosce e protegge la dimensione corporea della persona come spazio primario e inviolabile di libertà.

La grammatica del consenso nella violenza sessuale: le prospettive di riforma, tra stereotipi di genere e vittimizzazione secondaria / S. Di Giovanni. - In: OSSERVATORIO COSTITUZIONALE. - ISSN 2283-7515. - 2026:4(2026 Aug), pp. 284-303.

La grammatica del consenso nella violenza sessuale: le prospettive di riforma, tra stereotipi di genere e vittimizzazione secondaria

S. Di Giovanni
2026

Abstract

This article examines recent legislative bills aimed at reforming the offence of sexual violence from a constitutional perspective, focusing on the role of consent in the structure of the offence. Starting from the evolution of the current legal framework and its judicial interpretation, it highlights the gradual shift away from a coercion-based model toward an understanding of sexual freedom as an expression of personal self-determination under Article 2 of the Italian Constitution. The analysis compares two competing models – one based on the absence of consent and the other on the presence of dissent – emphasizing their implications for the definition of the offence, the allocation of the burden of proof, and their compatibility with the principles of legality and the presumption of innocence. Within this framework, the article underscores the definitive abandonment of any “duty to resist” as a necessary step toward a constitutionally grounded protection of sexual freedom, showing how the “grammar” of consent ultimately concerns not only legislative technique but the broader way in which the legal system recognizes and safeguards the human body as a primary and inviolable sphere of liberty.
Il contributo analizza i recenti disegni di legge di riforma del reato di violenza sessuale alla luce dei principi costituzionali, con particolare riferimento alla centralità del consenso nella definizione della fattispecie. Muovendo dall’evoluzione della disciplina vigente e dall’elaborazione giurisprudenziale, si evidenzia il progressivo superamento del modello coercitivo in favore di una concezione della libertà sessuale quale espressione dell’autodeterminazione della persona ai sensi dell’art. 2 Cost. L’indagine si concentra sul confronto tra il modello fondato sull’assenza di consenso e quello incentrato sul dissenso, mettendone in luce le ricadute sul piano della struttura del reato, dell’accertamento probatorio e del rapporto con i principi di legalità e presunzione di innocenza. In questa prospettiva, il lavoro valorizza il definitivo superamento dell’“onere di resistenza” quale passaggio necessario per una tutela costituzionalmente orientata della libertà sessuale, evidenziando come la “grammatica” del consenso investa non solo la tecnica legislativa, ma il modo stesso in cui l’ordinamento riconosce e protegge la dimensione corporea della persona come spazio primario e inviolabile di libertà.
Consenso; violenza sessuale; riforma penale; autodeterminazione sessuale; consent; sexual violence; criminal law reform; sexual self-determination
Settore GIUR-05/A - Diritto costituzionale e pubblico
ago-2026
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