Nel corso della storia naturale della malattia renale cronica (MRC) la maggior parte dei pazienti va incontro a eventi cardiovascolari fatali e non fatali. In questa revisione affrontiamo il ruolo del colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (LDL-C) nell’eccesso di rischio cardiovascolare e l’impatto delle terapie ipolipemizzanti tradizionali e innovative dirette alla riduzione dell’LDL-C lungo l’intero spettro della MRC. Le attuali linee guida per la prevenzione della malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD), elaborate dalle società cardiologiche europee e statunitensi, raccomandano la valutazione del rischio cardiovascolare globale al fine di modulare l’intensità delle strategie preventive in funzione del profilo di rischio del paziente: quanto più elevato è il rischio cardiovascolare, tanto più intensivo dovrebbe essere l’intervento. Nuovi farmaci hanno dimostrato efficacia nel raggiungimento di target di LDL-C più bassi, spesso non ottenibili con la terapia tradizionale. L’identificazione della placca coronarica vulnerabile, più che la sola presenza di restringimento del lume vasale, rappresenta un interessante target di imaging per guidare strategie preventive intensificate nelle popolazioni ad alto rischio, inclusi i pazienti con MRC. Nel contesto della MRC, il rischio cardiovascolare aumenta progressivamente al ridursi della funzione renale. Nonostante le chiare raccomandazioni provenienti sia dalle linee guida nefrologiche sia da quelle non nefrologiche, nella popolazione con MRC l’avvio, il mantenimento e l’intensificazione del trattamento, così come il raggiungimento dei target di LDL-C, sono spesso inadeguati. Poiché le nuove terapie ipolipemizzanti offrono ulteriori opzioni terapeutiche per i pazienti con MRC, oggi è indispensabile aumentare la consapevolezza sul rischio cardiovascolare e integrare la gestione lipidica all’interno della presa in carico più ampia e longitudinale dei pazienti con MRC, in tutte le fasi della malattia.

Il trattamento dell’ipercolesterolemia nella malattia renale cronica: razionale e modalità terapeutiche dalla fase non-dialitica al trapianto / R. Minutolo, M.R.. - In: GIORNALE ITALIANO DI NEFROLOGIA. - ISSN 1724-5990. - 43:4(2026 Aug), pp. 1-19. [10.69097/43-04-2026-10]

Il trattamento dell’ipercolesterolemia nella malattia renale cronica: razionale e modalità terapeutiche dalla fase non-dialitica al trapianto

M. Cozzolino;
2026

Abstract

Nel corso della storia naturale della malattia renale cronica (MRC) la maggior parte dei pazienti va incontro a eventi cardiovascolari fatali e non fatali. In questa revisione affrontiamo il ruolo del colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (LDL-C) nell’eccesso di rischio cardiovascolare e l’impatto delle terapie ipolipemizzanti tradizionali e innovative dirette alla riduzione dell’LDL-C lungo l’intero spettro della MRC. Le attuali linee guida per la prevenzione della malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD), elaborate dalle società cardiologiche europee e statunitensi, raccomandano la valutazione del rischio cardiovascolare globale al fine di modulare l’intensità delle strategie preventive in funzione del profilo di rischio del paziente: quanto più elevato è il rischio cardiovascolare, tanto più intensivo dovrebbe essere l’intervento. Nuovi farmaci hanno dimostrato efficacia nel raggiungimento di target di LDL-C più bassi, spesso non ottenibili con la terapia tradizionale. L’identificazione della placca coronarica vulnerabile, più che la sola presenza di restringimento del lume vasale, rappresenta un interessante target di imaging per guidare strategie preventive intensificate nelle popolazioni ad alto rischio, inclusi i pazienti con MRC. Nel contesto della MRC, il rischio cardiovascolare aumenta progressivamente al ridursi della funzione renale. Nonostante le chiare raccomandazioni provenienti sia dalle linee guida nefrologiche sia da quelle non nefrologiche, nella popolazione con MRC l’avvio, il mantenimento e l’intensificazione del trattamento, così come il raggiungimento dei target di LDL-C, sono spesso inadeguati. Poiché le nuove terapie ipolipemizzanti offrono ulteriori opzioni terapeutiche per i pazienti con MRC, oggi è indispensabile aumentare la consapevolezza sul rischio cardiovascolare e integrare la gestione lipidica all’interno della presa in carico più ampia e longitudinale dei pazienti con MRC, in tutte le fasi della malattia.
malattia renale cronica; dislipidemia; rischio cardiovascolare; statine; inibitori di PCSK9
Settore MEDS-08/B - Nefrologia
ago-2026
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