L’articolo analizza le trasformazioni e l’eterogeneità dei movimenti migratori nel Mediterraneo al fine di decostruire la narrazione emergenziale e valorizzare il ruolo attivo e propulsivo – spesso sottovalutato – assunto dalle comunità religiose, sia di minoranza sia di maggioranza, nel proporre e praticare visioni alternative alle politiche di chiusura ed esclusione. Nella prima parte, si ricostruiscono le evoluzioni storiche e le principali direttrici di mobilità, riflettendo sulla natura stratificata e multidirezionale dei flussi contemporanei. Nella seconda parte, l’analisi si sposta sulle politiche di gestione dei confini, esaminando la loro ri-materializzazione fisica, il potenziamento delle agenzie di controllo e le pratiche di esternalizzazione delle frontiere tramite accordi con Paesi terzi. Si porta inoltre alla luce la contraddizione tra le spinte di chiusura e la parallela, sebbene meno enfatizzata, riapertura dei canali d’ingresso per motivi di lavoro. Infine, l’articolo analizza il versante dell’accoglienza e della solidarietà, mettendo in luce il contributo delle comunità religiose. Nello specifico, si evidenzia sia l’impegno delle minoranze, quali presidi di prossimità, aiuto e accompagnamento dal basso, sia quello delle religioni di maggioranza, espresso attraverso azioni di advocacy ed esperienze virtuose come i corridoi umanitari. In questo senso, la riflessione sul Mediterraneo trascende la sola dimensione geopolitica per inquadrarlo come uno spazio religioso in divenire, un laboratorio di innovazione post-secolare alimentato da inedite alleanze solidali, capaci di sfidare le logiche di esclusione e di proporre visioni alternative di coesistenza e giustizia sociale.
Attraversamenti, respingimenti, accoglienze. La sfida delle migrazioni e il ruolo attivo delle religioni nel Mediterraneo / S.D. Molli. - In: STUDI ECUMENICI. - ISSN 0393-3687. - 44:1-2 gennaio/giugno(2026), pp. 95-115.
Attraversamenti, respingimenti, accoglienze. La sfida delle migrazioni e il ruolo attivo delle religioni nel Mediterraneo
S.D. Molli
2026
Abstract
L’articolo analizza le trasformazioni e l’eterogeneità dei movimenti migratori nel Mediterraneo al fine di decostruire la narrazione emergenziale e valorizzare il ruolo attivo e propulsivo – spesso sottovalutato – assunto dalle comunità religiose, sia di minoranza sia di maggioranza, nel proporre e praticare visioni alternative alle politiche di chiusura ed esclusione. Nella prima parte, si ricostruiscono le evoluzioni storiche e le principali direttrici di mobilità, riflettendo sulla natura stratificata e multidirezionale dei flussi contemporanei. Nella seconda parte, l’analisi si sposta sulle politiche di gestione dei confini, esaminando la loro ri-materializzazione fisica, il potenziamento delle agenzie di controllo e le pratiche di esternalizzazione delle frontiere tramite accordi con Paesi terzi. Si porta inoltre alla luce la contraddizione tra le spinte di chiusura e la parallela, sebbene meno enfatizzata, riapertura dei canali d’ingresso per motivi di lavoro. Infine, l’articolo analizza il versante dell’accoglienza e della solidarietà, mettendo in luce il contributo delle comunità religiose. Nello specifico, si evidenzia sia l’impegno delle minoranze, quali presidi di prossimità, aiuto e accompagnamento dal basso, sia quello delle religioni di maggioranza, espresso attraverso azioni di advocacy ed esperienze virtuose come i corridoi umanitari. In questo senso, la riflessione sul Mediterraneo trascende la sola dimensione geopolitica per inquadrarlo come uno spazio religioso in divenire, un laboratorio di innovazione post-secolare alimentato da inedite alleanze solidali, capaci di sfidare le logiche di esclusione e di proporre visioni alternative di coesistenza e giustizia sociale.| File | Dimensione | Formato | |
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