Il poeta e umanista veneziano Leonardo Giustinian (1388-1446) rappresenta un caso di studio emblematico in virtù della sfortuna critica a cui andarono incontro le sue opere nonostante la grande popolarità che le interessò nel corso del Quattrocento. La maggiore difficoltà riguarda le edizioni dei testi: per le canzonette l’unica esistente resta l’inaffidabile edizione di Bertold Wiese (1883), mentre i successivi tentativi a cura di Aldo Oberdorfer, Giuseppe Billanovich, Laura Pini e Antonio Enzo Quaglio non giunsero a compimento. Una nuova stagione di studi si è avuta negli ultimi anni grazie ai lavori di Gabriele Baldassari, tesi anche al sondaggio dell’intertestualità delle canzonette. Le stesse problematiche investono anche la produzione sacra dell’autore, elogiata dai corrispondenti di Giustinian per la sua qualità ma scarsamente considerata dagli studiosi: l’edizione del Laudario giustinianeo, pubblicato nel 1983 per le cure del musicologo Francesco Luisi, ha il merito di riportare a conoscenza degli studiosi il testimone più ampio della produzione sacra di Giustinian, ma rinuncia a qualunque proposta attributiva e offre un testo profondamente scorretto in diversi punti, lasciando aperte diverse questioni filologiche che necessitano di una risoluzione. Il presente intervento si propone dunque di fornire una panoramica delle problematiche relative allo studio delle laudi giustinianee e all’edizione di Luisi: saranno presi in considerazione il rapporto tra il testo e la musica, per i quali la lauda rappresenta un luogo di incontro e di reciproca influenza, la questione stemmatica e gli interventi emendatori sul testo del Laudario compiuti da Luisi. Saranno altresì presentati alcuni sviluppi della ricerca condotta per la mia tesi di laurea magistrale a partire dal manoscritto It. IX 486 (= 6767) della Biblioteca Marciana di Venezia: si tratta di esempi che rendono conto sia della complessità dello status della tradizione sia della necessità di un approfondito scavo intertestuale teso a ricostruire le fonti sacre e innologiche note a Giustinian.
Primi appunti per una nuova edizione delle laudi di Leonardo Giustinian / L. Chioda. Luoghi della memoria, del testo e della parola. Prospettive interdisciplinari tra archivistica, filologia, linguistica e paleografia Bergamo 2026.
Primi appunti per una nuova edizione delle laudi di Leonardo Giustinian
L. Chioda
2026
Abstract
Il poeta e umanista veneziano Leonardo Giustinian (1388-1446) rappresenta un caso di studio emblematico in virtù della sfortuna critica a cui andarono incontro le sue opere nonostante la grande popolarità che le interessò nel corso del Quattrocento. La maggiore difficoltà riguarda le edizioni dei testi: per le canzonette l’unica esistente resta l’inaffidabile edizione di Bertold Wiese (1883), mentre i successivi tentativi a cura di Aldo Oberdorfer, Giuseppe Billanovich, Laura Pini e Antonio Enzo Quaglio non giunsero a compimento. Una nuova stagione di studi si è avuta negli ultimi anni grazie ai lavori di Gabriele Baldassari, tesi anche al sondaggio dell’intertestualità delle canzonette. Le stesse problematiche investono anche la produzione sacra dell’autore, elogiata dai corrispondenti di Giustinian per la sua qualità ma scarsamente considerata dagli studiosi: l’edizione del Laudario giustinianeo, pubblicato nel 1983 per le cure del musicologo Francesco Luisi, ha il merito di riportare a conoscenza degli studiosi il testimone più ampio della produzione sacra di Giustinian, ma rinuncia a qualunque proposta attributiva e offre un testo profondamente scorretto in diversi punti, lasciando aperte diverse questioni filologiche che necessitano di una risoluzione. Il presente intervento si propone dunque di fornire una panoramica delle problematiche relative allo studio delle laudi giustinianee e all’edizione di Luisi: saranno presi in considerazione il rapporto tra il testo e la musica, per i quali la lauda rappresenta un luogo di incontro e di reciproca influenza, la questione stemmatica e gli interventi emendatori sul testo del Laudario compiuti da Luisi. Saranno altresì presentati alcuni sviluppi della ricerca condotta per la mia tesi di laurea magistrale a partire dal manoscritto It. IX 486 (= 6767) della Biblioteca Marciana di Venezia: si tratta di esempi che rendono conto sia della complessità dello status della tradizione sia della necessità di un approfondito scavo intertestuale teso a ricostruire le fonti sacre e innologiche note a Giustinian.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Convegno Sfli Bergamo gennaio 2026.pdf
accesso riservato
Tipologia:
Pre-print (manoscritto inviato all'editore)
Licenza:
Nessuna licenza
Dimensione
161.96 kB
Formato
Adobe PDF
|
161.96 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.




