Il ricordo traumatico del disastro di Čornobyl’ continua, a ormai quarant’anni dall’incidente, a farsi oggetto di rielaborazioni artistiche e letterarie. Lo scrittore ucraino Markijan Kamyš affronta il tema legato al disastro, concentrandosi però sulla contemporaneità e sulla Zona di esclusione di Čornobyl’ osservata dal punto di vista, in gran parte autobiografico, di un viaggiatore clandestino. Il presente intervento intende analizzare il primo romanzo dell’autore, Oformljandija abo Prohuljanka v Zonu (Una passeggiata nella Zona, 2015), proponendone una nuova lettura teorica. Si tenterà infatti di definire la Zona di esclusione narrata da Kamyš come un’eterotopia foucaultiana: tale impostazione permetterà di dimostrare come la Zona di esclusione rappresenti nel romanzo uno spazio di isolamento, nel quale è possibile ritrovare una sorta di pace esistenziale. In particolare, si mostrerà come il protagonista dell’opera si serva di questi momenti di isolamento per operare una sorta di purificazione spirituale e tornare così a reintegrarsi più serenamente nella vita della grande città.
“Polesian Zen”: la zona di esclusione di Čornobyl’ come spazio di isolamento dell’individuo in Una Passeggiata nella Zona di M. Kamyš / R. Caria (QUADERNI DELLA RICERCA). - In: Prospettive linguistiche e letterarie dell’isolamento / [a cura di] F. Cecamore, Michele Cosentino, Elisabetta Ilaria Limone, Emma Pasquali. - Prima edizione. - Napoli : UniorPress, 2026 Jul 01. - ISBN 978-88-6719-370-7. - pp. 137-149 (( Isole e Ponti: per una topologia linguistica e letteraria dell'isolamento Napoli 2021.
“Polesian Zen”: la zona di esclusione di Čornobyl’ come spazio di isolamento dell’individuo in Una Passeggiata nella Zona di M. Kamyš
R. Caria
2026
Abstract
Il ricordo traumatico del disastro di Čornobyl’ continua, a ormai quarant’anni dall’incidente, a farsi oggetto di rielaborazioni artistiche e letterarie. Lo scrittore ucraino Markijan Kamyš affronta il tema legato al disastro, concentrandosi però sulla contemporaneità e sulla Zona di esclusione di Čornobyl’ osservata dal punto di vista, in gran parte autobiografico, di un viaggiatore clandestino. Il presente intervento intende analizzare il primo romanzo dell’autore, Oformljandija abo Prohuljanka v Zonu (Una passeggiata nella Zona, 2015), proponendone una nuova lettura teorica. Si tenterà infatti di definire la Zona di esclusione narrata da Kamyš come un’eterotopia foucaultiana: tale impostazione permetterà di dimostrare come la Zona di esclusione rappresenti nel romanzo uno spazio di isolamento, nel quale è possibile ritrovare una sorta di pace esistenziale. In particolare, si mostrerà come il protagonista dell’opera si serva di questi momenti di isolamento per operare una sorta di purificazione spirituale e tornare così a reintegrarsi più serenamente nella vita della grande città.| File | Dimensione | Formato | |
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