Il capitolo analizza le esperienze migratorie femminili lungo la rotta del Mediterraneo centrale attraverso una prospettiva sociologica attenta alle intersezioni tra genere, violenza, frontiera e agency. Basandosi sui risultati del progetto Defend Women’s Rights, evidenzia come le traiettorie delle donne migranti siano attraversate da un continuum di violenza che si dispiega dai contesti di origine ai Paesi di transito – in particolare Libia e Tunisia – fino agli spazi dell’accoglienza europei. Adottando un approccio centrato sul corpo come luogo di iscrizione delle memorie, la frontiera è interpretata come dispositivo dinamico che produce vulnerabilità ma anche pratiche di resistenza. Il contributo mette inoltre in discussione le narrazioni stereotipate della vittima e dell’eroina, restituendo la complessità delle esperienze migratorie. Infine, sottolinea il ruolo della memoria e della narrazione come forme di agency e il divario persistente tra quadro normativo e prassi nella tutela dei diritti delle donne migranti.
Oltre la frontiera: violenza, memoria e agency nei percorsi migratori delle donne attraverso il Mediterraneo / M. Massari (PUBBLICAZIONI DEL DIPARTIMENTO DI DIRITTO PUBBLICO ITALIANO E SOVRANAZIONALE / UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO, FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA). - In: Il diritto d’asilo delle donne. 2: Riflessioni interdisciplinari nell'ambito del progetto = Defend women’s rights: a legal and forensic analysis of asylum for victims of discrimination and violence / [a cura di] C. Siccardi. - Prima edizione. - Torino : Giappichelli, 2026. - ISBN 9791221119619. - pp. 15-28
Oltre la frontiera: violenza, memoria e agency nei percorsi migratori delle donne attraverso il Mediterraneo
M. Massari
2026
Abstract
Il capitolo analizza le esperienze migratorie femminili lungo la rotta del Mediterraneo centrale attraverso una prospettiva sociologica attenta alle intersezioni tra genere, violenza, frontiera e agency. Basandosi sui risultati del progetto Defend Women’s Rights, evidenzia come le traiettorie delle donne migranti siano attraversate da un continuum di violenza che si dispiega dai contesti di origine ai Paesi di transito – in particolare Libia e Tunisia – fino agli spazi dell’accoglienza europei. Adottando un approccio centrato sul corpo come luogo di iscrizione delle memorie, la frontiera è interpretata come dispositivo dinamico che produce vulnerabilità ma anche pratiche di resistenza. Il contributo mette inoltre in discussione le narrazioni stereotipate della vittima e dell’eroina, restituendo la complessità delle esperienze migratorie. Infine, sottolinea il ruolo della memoria e della narrazione come forme di agency e il divario persistente tra quadro normativo e prassi nella tutela dei diritti delle donne migranti.| File | Dimensione | Formato | |
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