The analysis of amber artifacts shows that Caput Adriae was an important communication “gate” between cultural aspects of mid-northern Europe and the eastern Mediterranean. Starting from the late phases of the Bronze Age, and then throughout the Iron Age, the Adriatic becomes the “amber sea”: its coasts, both eastern and western, are involved in the exchange of raw material and artifacts, through ascending and descending routes and through coast-to-coast navigation. Therefore, the birth of the Roman manufacturing center of Aquileia re-established a thousand-year old tradition, although it had been interrupted for a short period of time. To this aim, the study examined all possible itineraries of the last part of the “amber route” which reached the Upper Adriatic, even from the Recent Bronze Age. Literary sources were also very important, even if they are later in date as they conserve the memory of the Baltic origins of the amber and testify to its presence in Caput Adriae. The specific typology of a few beads has made it possible to rebuild the ancient routes and especially the economic and cultural relationships between distant worlds. These beads have been defined as the Tiryns and Allumiere types. The first was found in Campestrin’s workshop, while both are present in Frattesina; the beads have been found spread throughout numerous sites on the Adriatic coast and in the Mycenaean – Aegean world.

l’analisi dei rinvenimenti di manufatti in ambra permette di individuare nel Caput Adriae una importante “porta” di comunicazione tra gli aspetti culturali dell’europa centro-settentrionale e il mediter- raneo orientale. dalle fasi tarde dell’età del bronzo e per tutta l’età del ferro, l’adriatico diventa il “mare dell’ambra” e le sue coste, sia orientali che occidentali, sono interessate dallo scambio di materia prima e oggetti lavorati, sia con rotte ascendenti e discendenti, sia attraverso la navigazione tra le due sponde. la nascita del centro di produzione romano di aquileia riprende quindi una tradizione millenaria, anche se interrotta per qualche breve tempo. in quest’ottica sono stati presi in esame innanzitutto i possibili percorsi della parte terminale della via dell’ambra che raggiunge l’alto adriatico già dal bronzo recente. un capitolo importante è costituito dalle fonti letterarie, più tarde, che tuttavia recano ancora la memoria della provenienza baltica dell’ambra e testi- moniano la sua presenza nel Caput Adriae. la tipologia specifica di alcuni vaghi, che a suo tempo abbiamo definito tipo tirinto e tipo allumiere, presenti il primo nell’officina di campestrin ed entrambi a frattesina, diffusi in numerosi siti delle coste adriatiche e anche nel mondo egeo-miceneo, ha permesso di ricostruire le antiche rotte e soprattutto gli scambi economici e culturali tra mondi lontani. in questa sede è stato anche possibile aggiungere alla lista di distribuzione, già nota, alcuni nuovi esemplari riconosciuti in vecchi scavi da Kompolje, di recente pubblicazione. nell’età del ferro diventa evidente lo spostamento dei centri di scambio e di produzione dall’alto adriatico alle coste centrali e meridionali. i luoghi di rinvenimento collocati su entrambe le coste e la tipologia dei manufatti sono utilizzati come alcuni degli indicatori dei contatti interadriatici e di quelli tra l’adriatico e il mondo tardo miceneo e poi greco.

Adriatico mare dell'ambra: il Caput Adriae porta tra Europa e mondo mediterraneo / N. Negroni Catacchio, V.G. (STUDI DI PREISTORIA E PROTOSTORIA). - In: Preistoria e Protostoria del Caput Adriae / [a cura di] E. Borgna, P. Càssola Guida, S. Corazza. - Firenze : Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, 2018. - ISBN 978-88-6045-069-2. - pp. 407-418 (( Convegno Udine e Pordenone 2014.

Adriatico mare dell'ambra: il Caput Adriae porta tra Europa e mondo mediterraneo

V. Gallo
2018

Abstract

The analysis of amber artifacts shows that Caput Adriae was an important communication “gate” between cultural aspects of mid-northern Europe and the eastern Mediterranean. Starting from the late phases of the Bronze Age, and then throughout the Iron Age, the Adriatic becomes the “amber sea”: its coasts, both eastern and western, are involved in the exchange of raw material and artifacts, through ascending and descending routes and through coast-to-coast navigation. Therefore, the birth of the Roman manufacturing center of Aquileia re-established a thousand-year old tradition, although it had been interrupted for a short period of time. To this aim, the study examined all possible itineraries of the last part of the “amber route” which reached the Upper Adriatic, even from the Recent Bronze Age. Literary sources were also very important, even if they are later in date as they conserve the memory of the Baltic origins of the amber and testify to its presence in Caput Adriae. The specific typology of a few beads has made it possible to rebuild the ancient routes and especially the economic and cultural relationships between distant worlds. These beads have been defined as the Tiryns and Allumiere types. The first was found in Campestrin’s workshop, while both are present in Frattesina; the beads have been found spread throughout numerous sites on the Adriatic coast and in the Mycenaean – Aegean world.
l’analisi dei rinvenimenti di manufatti in ambra permette di individuare nel Caput Adriae una importante “porta” di comunicazione tra gli aspetti culturali dell’europa centro-settentrionale e il mediter- raneo orientale. dalle fasi tarde dell’età del bronzo e per tutta l’età del ferro, l’adriatico diventa il “mare dell’ambra” e le sue coste, sia orientali che occidentali, sono interessate dallo scambio di materia prima e oggetti lavorati, sia con rotte ascendenti e discendenti, sia attraverso la navigazione tra le due sponde. la nascita del centro di produzione romano di aquileia riprende quindi una tradizione millenaria, anche se interrotta per qualche breve tempo. in quest’ottica sono stati presi in esame innanzitutto i possibili percorsi della parte terminale della via dell’ambra che raggiunge l’alto adriatico già dal bronzo recente. un capitolo importante è costituito dalle fonti letterarie, più tarde, che tuttavia recano ancora la memoria della provenienza baltica dell’ambra e testi- moniano la sua presenza nel Caput Adriae. la tipologia specifica di alcuni vaghi, che a suo tempo abbiamo definito tipo tirinto e tipo allumiere, presenti il primo nell’officina di campestrin ed entrambi a frattesina, diffusi in numerosi siti delle coste adriatiche e anche nel mondo egeo-miceneo, ha permesso di ricostruire le antiche rotte e soprattutto gli scambi economici e culturali tra mondi lontani. in questa sede è stato anche possibile aggiungere alla lista di distribuzione, già nota, alcuni nuovi esemplari riconosciuti in vecchi scavi da Kompolje, di recente pubblicazione. nell’età del ferro diventa evidente lo spostamento dei centri di scambio e di produzione dall’alto adriatico alle coste centrali e meridionali. i luoghi di rinvenimento collocati su entrambe le coste e la tipologia dei manufatti sono utilizzati come alcuni degli indicatori dei contatti interadriatici e di quelli tra l’adriatico e il mondo tardo miceneo e poi greco.
Settore ARCH-01/A - Preistoria e protostoria
2018
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