Il Bisfenolo A (BPA) è un polimero usato nella produzione di plastica e resine epossidiche largamente utilizzato come rivestimento interno di lattine e contenitori per uso alimentare. Tuttavia è stato dimostrato come sostanze chimiche come il BPA siano in grado di migrare dal packaging agli alimenti e bevande in essi contenuti. Il BPA è considerato un distruttore endocrino, induce danno tossico a livello del sistema nervoso, riproduttivo e immunitario, e in seguito al crescente incremento di studi a riguardo, nell’aprile 2023 l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha modificato la soglia relativa all’assunzione giornaliera tollerabile riducendola a 0.2 ng/kg di peso corporeo. Parallelamente alle sue limitazioni d’utilizzo, sono stati sintetizzati molti composti analoghi per struttura al fine di trovare una valida e sicura alternativa al BPA. Lo scopo di questa ricerca è stato quello di valutare il potenziale immunotossico di alcuni analoghi del BPA (BPZ e TCBPA) valutando gli effetti sull’attivazione in vitro di linfociti T, al fine di comprendere se somiglianze strutturali tra le molecole possano comportare un simile effetto avverso sul sistema immunitario. In particolare, viene valutata la differenziazione dei linfociti T in linfociti Th (Th1, Th2, Th17) e Treg, e la produzione delle citochine ad essi associate (IFN-γ, IL-4, IL-17, IL-10). Per determinare l’effetto immunomodulatorio e incrementare la rilevanza per l’uomo, sono state utilizzate cellule umane mononucleate del sangue periferico (PBMCs) provenienti da pazienti sani di entrambi i sessi. A partire dalla concentrazione che non causasse una citotossicità superiore al 20% (CV80), i PBMCs sono esposti a concentrazioni decrescenti delle sostanze per 24 h, e in seguito stimolate con anti CD3 e anti CD28 per 4 giorni per l’attivazione a linfociti T. La differenziazione dei linfociti T in Th1, Th2, Th17 e Treg è stata valutata attraverso analisi citofluorimetrica, mentre il rilascio di citochine è stato quantificato mediante saggio ELISA. I risultati ottenuti mostrano che anche i composti analoghi al BPA, sono in grado di modulare la risposta immunitaria. Sia per la percentuale di linfociti Th e Treg riscontrata sia per il rilascio di citochine, si osserva un’alterazione in entrambi i sessi rispetto al controllo. I risultati ottenuti in questo studio hanno evidenziato che gli analoghi del BPA, hanno un effetto immunomodulatorio comparabile al BPA stesso, suggerendo come la somiglianza strutturale tra le sostanze possa indurre una simile risposta immunitaria.

In vitro study of Bisphenol A and its analogues in the regulation of the immune response / F.C. Passoni, M. Iulini, V. Bettinsoli, M. Jeremic, V. Galbiati, M. Marinovich, E. Corsini. 22. Congresso della Società Italiana di Tossicologia Bologna 2025.

In vitro study of Bisphenol A and its analogues in the regulation of the immune response

F.C. Passoni;M. Iulini;V. Bettinsoli;V. Galbiati;M. Marinovich;E. Corsini
2025

Abstract

Il Bisfenolo A (BPA) è un polimero usato nella produzione di plastica e resine epossidiche largamente utilizzato come rivestimento interno di lattine e contenitori per uso alimentare. Tuttavia è stato dimostrato come sostanze chimiche come il BPA siano in grado di migrare dal packaging agli alimenti e bevande in essi contenuti. Il BPA è considerato un distruttore endocrino, induce danno tossico a livello del sistema nervoso, riproduttivo e immunitario, e in seguito al crescente incremento di studi a riguardo, nell’aprile 2023 l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha modificato la soglia relativa all’assunzione giornaliera tollerabile riducendola a 0.2 ng/kg di peso corporeo. Parallelamente alle sue limitazioni d’utilizzo, sono stati sintetizzati molti composti analoghi per struttura al fine di trovare una valida e sicura alternativa al BPA. Lo scopo di questa ricerca è stato quello di valutare il potenziale immunotossico di alcuni analoghi del BPA (BPZ e TCBPA) valutando gli effetti sull’attivazione in vitro di linfociti T, al fine di comprendere se somiglianze strutturali tra le molecole possano comportare un simile effetto avverso sul sistema immunitario. In particolare, viene valutata la differenziazione dei linfociti T in linfociti Th (Th1, Th2, Th17) e Treg, e la produzione delle citochine ad essi associate (IFN-γ, IL-4, IL-17, IL-10). Per determinare l’effetto immunomodulatorio e incrementare la rilevanza per l’uomo, sono state utilizzate cellule umane mononucleate del sangue periferico (PBMCs) provenienti da pazienti sani di entrambi i sessi. A partire dalla concentrazione che non causasse una citotossicità superiore al 20% (CV80), i PBMCs sono esposti a concentrazioni decrescenti delle sostanze per 24 h, e in seguito stimolate con anti CD3 e anti CD28 per 4 giorni per l’attivazione a linfociti T. La differenziazione dei linfociti T in Th1, Th2, Th17 e Treg è stata valutata attraverso analisi citofluorimetrica, mentre il rilascio di citochine è stato quantificato mediante saggio ELISA. I risultati ottenuti mostrano che anche i composti analoghi al BPA, sono in grado di modulare la risposta immunitaria. Sia per la percentuale di linfociti Th e Treg riscontrata sia per il rilascio di citochine, si osserva un’alterazione in entrambi i sessi rispetto al controllo. I risultati ottenuti in questo studio hanno evidenziato che gli analoghi del BPA, hanno un effetto immunomodulatorio comparabile al BPA stesso, suggerendo come la somiglianza strutturale tra le sostanze possa indurre una simile risposta immunitaria.
11-feb-2025
Settore BIOS-11/A - Farmacologia
In vitro study of Bisphenol A and its analogues in the regulation of the immune response / F.C. Passoni, M. Iulini, V. Bettinsoli, M. Jeremic, V. Galbiati, M. Marinovich, E. Corsini. 22. Congresso della Società Italiana di Tossicologia Bologna 2025.
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