Il contributo propone un dialogo tra Umberto Eco e Paul Ricœur a partire dall’idea di narrazione come forma di interazione erme- neutica. In Opera aperta, Eco elabora un paradigma dell’apertura che concepisce l’opera come campo di possibilità, in cui il senso non è dato ma attivato dal lettore. Tale apertura diventa, in Lector in fabula, un principio operativo: il testo è una “macchina pigra” che richiede la cooperazione del lettore modello, chiamato a costruire, insieme al testo, mondi di senso possibili. L’interpre- tazione, per Eco, è dunque un atto cooperativo ma regolato, un processo di produzione condivisa entro l’orizzonte di un’enciclo- pedia culturale. Muovendo da questo modello, l’intervento met- te in dialogo la semiotica ecoiana con l’ermeneutica di Ricœur, in particolare con Temps et récit e Soi-même comme un autre. Ricœur sposta l’attenzione dalla logica testuale alla temporalità della comprensione: la narrazione non è soltanto cooperazione interpretativa, ma configurazione del tempo e del sé. Laddove Eco descrive la struttura cooperativa del senso, Ricœur ne fa emergere la dimensione rifigurativa ed esistenziale. I due modelli non si oppongono, ma si completano: Eco fornisce la gramma- tica semiotica della comprensione, Ricœur ne svela la portata temporale ed etica. La loro differenza non è alternativa, ma ge- nerativa: insieme illuminano il modo in cui la narrazione può dar forma alla nostra esperienza interpretativa del mondo. In questa prospettiva, l’“opera aperta” diventa “opera viva”: la lettura non si limita a produrre significato, ma trasforma il lettore stesso, la cui identità narrativa si ridefinisce nel tempo attraverso le sue rilettu- re e i suoi incontri. Interpretare equivale, allora, ad abitare il mon- do come un testo aperto di segni e di storie, in cui l’apertura del testo incontra l’apertura del soggetto. Ereditare Eco oggi significa riconoscere, in questa interazione tra semiotica ed ermeneutica, la forma viva e condivisa della conoscenza narrativa.
Dall’opera aperta all’opera viva: Eco e Ricoeur sulla narrazione come interazione ermeneutica / M. Lamparelli. 1. Inheriting Eco : Umberto Eco, The University of Bologna and all the knowledge in the world Bologna 2026.
Dall’opera aperta all’opera viva: Eco e Ricoeur sulla narrazione come interazione ermeneutica
M. Lamparelli
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2026
Abstract
Il contributo propone un dialogo tra Umberto Eco e Paul Ricœur a partire dall’idea di narrazione come forma di interazione erme- neutica. In Opera aperta, Eco elabora un paradigma dell’apertura che concepisce l’opera come campo di possibilità, in cui il senso non è dato ma attivato dal lettore. Tale apertura diventa, in Lector in fabula, un principio operativo: il testo è una “macchina pigra” che richiede la cooperazione del lettore modello, chiamato a costruire, insieme al testo, mondi di senso possibili. L’interpre- tazione, per Eco, è dunque un atto cooperativo ma regolato, un processo di produzione condivisa entro l’orizzonte di un’enciclo- pedia culturale. Muovendo da questo modello, l’intervento met- te in dialogo la semiotica ecoiana con l’ermeneutica di Ricœur, in particolare con Temps et récit e Soi-même comme un autre. Ricœur sposta l’attenzione dalla logica testuale alla temporalità della comprensione: la narrazione non è soltanto cooperazione interpretativa, ma configurazione del tempo e del sé. Laddove Eco descrive la struttura cooperativa del senso, Ricœur ne fa emergere la dimensione rifigurativa ed esistenziale. I due modelli non si oppongono, ma si completano: Eco fornisce la gramma- tica semiotica della comprensione, Ricœur ne svela la portata temporale ed etica. La loro differenza non è alternativa, ma ge- nerativa: insieme illuminano il modo in cui la narrazione può dar forma alla nostra esperienza interpretativa del mondo. In questa prospettiva, l’“opera aperta” diventa “opera viva”: la lettura non si limita a produrre significato, ma trasforma il lettore stesso, la cui identità narrativa si ridefinisce nel tempo attraverso le sue rilettu- re e i suoi incontri. Interpretare equivale, allora, ad abitare il mon- do come un testo aperto di segni e di storie, in cui l’apertura del testo incontra l’apertura del soggetto. Ereditare Eco oggi significa riconoscere, in questa interazione tra semiotica ed ermeneutica, la forma viva e condivisa della conoscenza narrativa.| File | Dimensione | Formato | |
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