The chancelleries of the central bodies of the Sforza ducal government were responsible for the production of lists, inventories, registers and records on a daily basis. These documents appear to reflect a widespread need for order and rationalisation in the administrative practices governing the population. Among these were the Libri Mortuorum, that is, the transcriptions into registers of the bulletins produced by the Health Office, which recorded the deaths that occurred each day within the city limits. Despite deriving from an established tradition, the Libri, due to their structure, completeness, continuity and systematic nature, differ from the primitive obituary lists of earlier times. It is evident that their undoubted innovative strength derives from models external to Lombard municipal practice, being instead inspired by the practices of the chancelleries of the Kingdom of Naples. Here, Angelo Simonetta and his nephews, Cicco and the humanist Giovanni, architects of the reform of the 'stilus' adopted in the central government administration, became the bearers of this tradition in the aftermath of Francesco Sforza's seizure of power. During the plague epidemic of 1485, known as 'Leonardo's plague' due to the simultaneous presence in the duchy of the genius from Vinci, many of the principal cities and communities within the domain were severely affected by the disease, starting with Milan. The present study aims to shed light on the capacity exhibited by the offices of the Sforza ducal government to shield a community engulfed in a catastrophe that daily claimed the lives of numerous individuals of all social classes, ages and professions. The act of preserving the memory of each individual who has fallen victim to the disease, as well as those who have survived it, has enabled the rescue of thousands of people from the brink ‘the abyss’ of oblivion in mass graves. According to the contemporary Letilogia by Bettino da Trezzo, these people were swept away by Death: 'ciascun al son de la mia danza, sii basso in in condition o d’honor digno’.

Le Cancellerie degli organi centrali del governo ducale sforzesco sfornavano quotidianamente liste, elenchi, repertori, registri che paiono rimandare a una generalizzata esigenza di ordine e di razionalizzazione nelle pratiche amministrative di gestione della popolazione. Tra questi, i Libri Mortuorum, ossia la trascrizione su registro dei bollettini prodotti dall’Ufficio di Sanità, che riportano i casi di decesso occorsi ogni giorno entro il perimetro cittadino. Pur attingendo a una tradizione consolidata, i Libri, per il loro impianto, completezza, continuità e sistematicità, si discostano dalle primitive liste degli obituari di epoca precedente e sembrano trarre la loro indubbia forza innovatrice da modelli estranei alla produzione comunale lombarda, in quanto ispirati piuttosto alla pratica delle cancellerie del regno di Napoli, in cui Angelo Simonetta e i suoi nipoti, Cicco e l’umanista Giovanni, artefici della riforma dello ‘stilus’ adottato nell’amministrazione centrale di governo, si fecero portatori all’indomani della conquista del potere di Francesco Sforza. Nel corso dell’epidemia di peste del 1485, detta “di Leonardo”, per la contemporanea presenza nel ducato del genio di Vinci, vennero duramente colpite dal morbo molte delle principali città e comunità del dominio, a partire da Milano. Con il presente intervento ci si propone di sottolineare la capacità dimostrata dagli uffici del governo ducale sforzesco di preservare dalla disumanizzazione una comunità smarrita in una tragedia che quotidianamente falcidiava decine di persone di ogni condizione sociale, età, professione. Conservare memoria di ogni singola vittima, come di ogni sopravvissuto al morbo, tramandandone l'identità, i rapporti di parentela, la provenienza, ha sottratto dall’abisso dell’oblio delle fosse comuni migliaia di persone, che dalla Morte, come recita la coeva Letilogia di Bettino da Trezzo, furono trascinati «ciascun al son de la mia danza, sii basso in condition o d’honor digno».

De profundis clamavi. Tenere la ratio dei morti durante una pandemia: Milano e la peste del 1485 / F. Vaglienti. Abissi. Rappresentare la profondità tra geografia e letteratura Milano 2026.

De profundis clamavi. Tenere la ratio dei morti durante una pandemia: Milano e la peste del 1485

F. Vaglienti
Primo
2026

Abstract

The chancelleries of the central bodies of the Sforza ducal government were responsible for the production of lists, inventories, registers and records on a daily basis. These documents appear to reflect a widespread need for order and rationalisation in the administrative practices governing the population. Among these were the Libri Mortuorum, that is, the transcriptions into registers of the bulletins produced by the Health Office, which recorded the deaths that occurred each day within the city limits. Despite deriving from an established tradition, the Libri, due to their structure, completeness, continuity and systematic nature, differ from the primitive obituary lists of earlier times. It is evident that their undoubted innovative strength derives from models external to Lombard municipal practice, being instead inspired by the practices of the chancelleries of the Kingdom of Naples. Here, Angelo Simonetta and his nephews, Cicco and the humanist Giovanni, architects of the reform of the 'stilus' adopted in the central government administration, became the bearers of this tradition in the aftermath of Francesco Sforza's seizure of power. During the plague epidemic of 1485, known as 'Leonardo's plague' due to the simultaneous presence in the duchy of the genius from Vinci, many of the principal cities and communities within the domain were severely affected by the disease, starting with Milan. The present study aims to shed light on the capacity exhibited by the offices of the Sforza ducal government to shield a community engulfed in a catastrophe that daily claimed the lives of numerous individuals of all social classes, ages and professions. The act of preserving the memory of each individual who has fallen victim to the disease, as well as those who have survived it, has enabled the rescue of thousands of people from the brink ‘the abyss’ of oblivion in mass graves. According to the contemporary Letilogia by Bettino da Trezzo, these people were swept away by Death: 'ciascun al son de la mia danza, sii basso in in condition o d’honor digno’.
25-mag-2026
Le Cancellerie degli organi centrali del governo ducale sforzesco sfornavano quotidianamente liste, elenchi, repertori, registri che paiono rimandare a una generalizzata esigenza di ordine e di razionalizzazione nelle pratiche amministrative di gestione della popolazione. Tra questi, i Libri Mortuorum, ossia la trascrizione su registro dei bollettini prodotti dall’Ufficio di Sanità, che riportano i casi di decesso occorsi ogni giorno entro il perimetro cittadino. Pur attingendo a una tradizione consolidata, i Libri, per il loro impianto, completezza, continuità e sistematicità, si discostano dalle primitive liste degli obituari di epoca precedente e sembrano trarre la loro indubbia forza innovatrice da modelli estranei alla produzione comunale lombarda, in quanto ispirati piuttosto alla pratica delle cancellerie del regno di Napoli, in cui Angelo Simonetta e i suoi nipoti, Cicco e l’umanista Giovanni, artefici della riforma dello ‘stilus’ adottato nell’amministrazione centrale di governo, si fecero portatori all’indomani della conquista del potere di Francesco Sforza. Nel corso dell’epidemia di peste del 1485, detta “di Leonardo”, per la contemporanea presenza nel ducato del genio di Vinci, vennero duramente colpite dal morbo molte delle principali città e comunità del dominio, a partire da Milano. Con il presente intervento ci si propone di sottolineare la capacità dimostrata dagli uffici del governo ducale sforzesco di preservare dalla disumanizzazione una comunità smarrita in una tragedia che quotidianamente falcidiava decine di persone di ogni condizione sociale, età, professione. Conservare memoria di ogni singola vittima, come di ogni sopravvissuto al morbo, tramandandone l'identità, i rapporti di parentela, la provenienza, ha sottratto dall’abisso dell’oblio delle fosse comuni migliaia di persone, che dalla Morte, come recita la coeva Letilogia di Bettino da Trezzo, furono trascinati «ciascun al son de la mia danza, sii basso in condition o d’honor digno».
Sforza; Milan; plague; chancelleries; Health Office
Settore HIST-01/A - Storia medievale
Geolitterae
Università degli Studi
De profundis clamavi. Tenere la ratio dei morti durante una pandemia: Milano e la peste del 1485 / F. Vaglienti. Abissi. Rappresentare la profondità tra geografia e letteratura Milano 2026.
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