Between October and December 1822, four thousand foreign guests arrived in the Imperial-Royal city of Verona, which a few months earlier had been chosen to host the international meeting of the European Powers. Since 1814–15, when the Congress of Vienna had been convened, Napoleon’s conquerors had laid the foundations for a new legitimacy, aiming to redefine the political geography of the continent following the revolutionary experience. To guarantee international balance, European monarchs, ministers, and diplomats had adopted the habit of organizing consultations at varying times and locations in order to collectively resolve major issues of global politics. The representatives of the major Powers had thus met in Aachen (1818), Carlsbad (1819), Troppau (1820), and Ljubljana (1821), where they had repeatedly reaffirmed the validity of the bonds intended to ensure the stability of the alliance system, the political order, and the dynastic stability of the new Europe. The last of these congresses, held in the city on the banks of the Adige in the autumn of 1822, took place within a general political climate of great tension, as the insurrectionary movements of 1820–21 had posed the first major challenge to the Congress of Vienna. In Spain, the South American colonies, Portugal, the Italian states, the Balkans, and Greece, various revolutionary waves had alarmed the allied Powers, who were determined to leave nothing unresolved when it came to defending the established order. This contribution analyzes, on the one hand, the diplomatic issues and, on the other, the specific experience of the city of Verona on that occasion.

Tra l’ottobre e il dicembre del 1822 quattromila ospiti stranieri giunsero nell’imperial- regia città di Verona, che pochi mesi prima era stata scelta come sede dell’incontro internazionale delle Potenze europee. Dal 1814-15, quando era stato indetto il Congresso di Vienna, i vincitori di Napoleone avevano gettato le basi di una nuova legittimità, con l’obiettivo di ridefinire la geografia politica del continente dopo l’esperienza rivoluzionaria. Per garantire l’equilibrio internazionale, monarchi, ministri e diplomatici europei avevano assunto l’abitudine di organizzare delle consultazioni, con cadenze temporali e sedi variabili, per dirimere in maniera collegiale i grandi temi della politica globale. I rappresentanti delle maggiori Potenze si erano quindi incontrati ad Aquisgrana (1818), a Carlsbad (1819), a Troppau (1820) e a Lubiana (1821), dove avevano di volta in volta ribadito la validità dei vincoli che avrebbero dovuto garantire la tenuta del sistema delle alleanze, l’ordine politico e la stabilità dinastica della nuova Europa. L’ultimo di questi congressi, che si tenne nella città in riva all’Adige nell’autunno del 1822, avvenne in un quadro politico generale di grande tensione, con i moti insurrezionali del 1820-21 che avevano rappresentato la prima grande sfida al Congresso di Vienna1. In Spagna, nelle colonie sudamericane, in Portogallo, negli Stati italiani, nei Balcani e in Grecia, diverse ondate rivoluzionarie avevano messo in allarme le Potenze alleate, decise a non lasciare nulla di irrisolto quando si trattava di difendere l’ordine costituto. Il contributo analizza d'un lato le questioni diplomatiche, dall'altro la specifica esperienza vissuta dalla città di Verona in quell'occasione.

Verona 1822: il «Grande Congresso di Europa» tra dimensione locale e questioni internazionali / G. Girardi - In: La Restaurazione in affanno. L’Europa dei Congressi e le sue tensioni (1820-1822) / [a cura di] A. D'Alessandri, F. Guida, G. Monsagrati. - Prima edizione. - Roma : Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 2026 May. - ISBN 978-88-85183-76-6. - pp. 73-85

Verona 1822: il «Grande Congresso di Europa» tra dimensione locale e questioni internazionali

G. Girardi
2026

Abstract

Between October and December 1822, four thousand foreign guests arrived in the Imperial-Royal city of Verona, which a few months earlier had been chosen to host the international meeting of the European Powers. Since 1814–15, when the Congress of Vienna had been convened, Napoleon’s conquerors had laid the foundations for a new legitimacy, aiming to redefine the political geography of the continent following the revolutionary experience. To guarantee international balance, European monarchs, ministers, and diplomats had adopted the habit of organizing consultations at varying times and locations in order to collectively resolve major issues of global politics. The representatives of the major Powers had thus met in Aachen (1818), Carlsbad (1819), Troppau (1820), and Ljubljana (1821), where they had repeatedly reaffirmed the validity of the bonds intended to ensure the stability of the alliance system, the political order, and the dynastic stability of the new Europe. The last of these congresses, held in the city on the banks of the Adige in the autumn of 1822, took place within a general political climate of great tension, as the insurrectionary movements of 1820–21 had posed the first major challenge to the Congress of Vienna. In Spain, the South American colonies, Portugal, the Italian states, the Balkans, and Greece, various revolutionary waves had alarmed the allied Powers, who were determined to leave nothing unresolved when it came to defending the established order. This contribution analyzes, on the one hand, the diplomatic issues and, on the other, the specific experience of the city of Verona on that occasion.
Tra l’ottobre e il dicembre del 1822 quattromila ospiti stranieri giunsero nell’imperial- regia città di Verona, che pochi mesi prima era stata scelta come sede dell’incontro internazionale delle Potenze europee. Dal 1814-15, quando era stato indetto il Congresso di Vienna, i vincitori di Napoleone avevano gettato le basi di una nuova legittimità, con l’obiettivo di ridefinire la geografia politica del continente dopo l’esperienza rivoluzionaria. Per garantire l’equilibrio internazionale, monarchi, ministri e diplomatici europei avevano assunto l’abitudine di organizzare delle consultazioni, con cadenze temporali e sedi variabili, per dirimere in maniera collegiale i grandi temi della politica globale. I rappresentanti delle maggiori Potenze si erano quindi incontrati ad Aquisgrana (1818), a Carlsbad (1819), a Troppau (1820) e a Lubiana (1821), dove avevano di volta in volta ribadito la validità dei vincoli che avrebbero dovuto garantire la tenuta del sistema delle alleanze, l’ordine politico e la stabilità dinastica della nuova Europa. L’ultimo di questi congressi, che si tenne nella città in riva all’Adige nell’autunno del 1822, avvenne in un quadro politico generale di grande tensione, con i moti insurrezionali del 1820-21 che avevano rappresentato la prima grande sfida al Congresso di Vienna1. In Spagna, nelle colonie sudamericane, in Portogallo, negli Stati italiani, nei Balcani e in Grecia, diverse ondate rivoluzionarie avevano messo in allarme le Potenze alleate, decise a non lasciare nulla di irrisolto quando si trattava di difendere l’ordine costituto. Il contributo analizza d'un lato le questioni diplomatiche, dall'altro la specifica esperienza vissuta dalla città di Verona in quell'occasione.
Rivoluzione; legittimismo; sistema dei congressi; Verona
Settore HIST-02/A - Storia moderna
Settore HIST-03/A - Storia contemporanea
mag-2026
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