This contribution examines the role of the Italian Competition and Market Authority (Agcm) in addressing labour exploitation within production supply chains through the enforcement of unfair commercial practices relating to ethical claims, in light of the Armani and Dior cases. Consumer protection is framed as an indirect form of intervention, whereby working conditions are relevant not as an object of regulation, but as a verifiable content of commercial information and as a benchmark for assessing whether a practice is misleading. The analysis highlights the potential of consumer-law enforcement to foster disclosure, deterrence, and the strengthening of organisational safeguards across the entire supply chain, while also pointing to the structural limits of this approach, linked to evasive or vague communication strategies. The Author ultimately argues for strengthening the collective dimension of protection by enhancing the role of Trade unions in enforcing ethical codes and implementing remedies against misleading advertising.

Il contributo indaga il ruolo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato nel contrasto allo sfruttamento del lavoro nelle filiere produttive attraverso l’enforcement delle pratiche commerciali scorrette in materia di ethical claims, alla luce dei casi Armani e Dior. La tutela consumeristica è ricostruita come intervento indiretto, nel quale le condizioni di lavoro rilevano non come oggetto di regolazione, ma come contenuto verificabile dell’informazione commerciale e parametro di non ingannevolezza. Lo studio valorizza le potenzialità di emersione, deterrenza e stimolo a presìdi organizzativi lungo l’intera supply chain, evidenziando al contempo i limiti strutturali dell’approccio consumeristico, legati a strategie comunicative elusive o vaghe. Il contributo propone un rafforzamento della dimensione collettiva, valorizzando il ruolo sindacale nell’azionabilità dei codici etici e nell’attivazione dei rimedi contro la pubblicità ingannevole.

Sfruttamento del lavoro nelle filiere. Il ruolo dell'AGCM = Labour exploitation in supply chains. The role of the Italian Competition and Market Authority / B. Dassori. - In: RIVISTA GIURIDICA DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE. - ISSN 0392-7229. - 77:1(2026 Mar 15), pp. 61-85.

Sfruttamento del lavoro nelle filiere. Il ruolo dell'AGCM = Labour exploitation in supply chains. The role of the Italian Competition and Market Authority

B. Dassori
2026

Abstract

This contribution examines the role of the Italian Competition and Market Authority (Agcm) in addressing labour exploitation within production supply chains through the enforcement of unfair commercial practices relating to ethical claims, in light of the Armani and Dior cases. Consumer protection is framed as an indirect form of intervention, whereby working conditions are relevant not as an object of regulation, but as a verifiable content of commercial information and as a benchmark for assessing whether a practice is misleading. The analysis highlights the potential of consumer-law enforcement to foster disclosure, deterrence, and the strengthening of organisational safeguards across the entire supply chain, while also pointing to the structural limits of this approach, linked to evasive or vague communication strategies. The Author ultimately argues for strengthening the collective dimension of protection by enhancing the role of Trade unions in enforcing ethical codes and implementing remedies against misleading advertising.
Il contributo indaga il ruolo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato nel contrasto allo sfruttamento del lavoro nelle filiere produttive attraverso l’enforcement delle pratiche commerciali scorrette in materia di ethical claims, alla luce dei casi Armani e Dior. La tutela consumeristica è ricostruita come intervento indiretto, nel quale le condizioni di lavoro rilevano non come oggetto di regolazione, ma come contenuto verificabile dell’informazione commerciale e parametro di non ingannevolezza. Lo studio valorizza le potenzialità di emersione, deterrenza e stimolo a presìdi organizzativi lungo l’intera supply chain, evidenziando al contempo i limiti strutturali dell’approccio consumeristico, legati a strategie comunicative elusive o vaghe. Il contributo propone un rafforzamento della dimensione collettiva, valorizzando il ruolo sindacale nell’azionabilità dei codici etici e nell’attivazione dei rimedi contro la pubblicità ingannevole.
Settore GIUR-04/A - Diritto del lavoro
15-mar-2026
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