Tra i percorsi per conoscere il più eminente dei poligrafi cinquecenteschi, Lodovico Dolce, il meno frequentato è quello letterario. L’eccellenza tipografica raggiunta lo ha reso una delle figure cardine per gli studi editoriali. La costante attività svolta presso l’officina dei Giolito, tuttavia, non gli ha impedito di tentare esperimenti poetici propri. Costituito soprattutto dai primi interventi critici su Ariosto e da due poemi debitori dell’Orlando furioso, il corpus dolciano stimola alcune domande, che spingono a prospettarne uno studio complessivo. Primariamente saranno esaminati i lavori da editor del veneziano, con una particolare attenzione ai corredi paratestuali che aggiunse al capolavoro ferrarese. Si svolgerà un’indagine sugli interventi in difesa dell’Orlando furioso e l’influsso ariostesco sarà verificato tra i volgarizzamenti dolciani delle opere di Omero, Ovidio e Virgilio. Si porrà quindi l’attenzione sui Dieci canti di Sacripante, di cui si cercheranno di chiarire le vicende editoriali. Verrà analizzata la fortuna del poema e se ne evidenzieranno i legami con la produzione giovanile del poligrafo. Sarà quindi possibile compiere un’analisi narrativa, esaminando le connessioni con la tradizione coeva. Lo sguardo sarà dunque rivolto a Le Prime imprese del conte Orlando, di cui si cercherà di spiegare la pubblicazione postuma. Nell’analisi narrativa si approfondiranno i legami con i Reali di Francia e con l’Aspramonte quattrocentesco in ottave. Si evidenzierà il ruolo primario dell’Orlando furioso per la costruzione di alcune delle scene più importanti. Sarà esaminato l’apparato illustrativo giolitino, che orna la princeps dell’opera, per mostrare come dalle stesse immagini, a volte, scaturisca l’invenzione poetica dolciana. L’attività letteraria del Dolce maturo si inserisce in un delicato momento di transizione tra poema cavalleresco e poema epico, che si completerà con l’uscita della Gerusalemme liberata. L’indagine potrà ampliare la conoscenza di una figura di spicco del Cinquecento, grazie a un’inedita attenzione rivolta alla sua attività di scrittore.
Da apologeta dell'Ariosto a poeta eroico. Lodovico Dolce e Le prime imprese del conte Orlando / F. Cursi. 3. Rinascimento letterario - La ricerca dei giovani studiosi Napoli 2026.
Da apologeta dell'Ariosto a poeta eroico. Lodovico Dolce e Le prime imprese del conte Orlando
F. Cursi
2026
Abstract
Tra i percorsi per conoscere il più eminente dei poligrafi cinquecenteschi, Lodovico Dolce, il meno frequentato è quello letterario. L’eccellenza tipografica raggiunta lo ha reso una delle figure cardine per gli studi editoriali. La costante attività svolta presso l’officina dei Giolito, tuttavia, non gli ha impedito di tentare esperimenti poetici propri. Costituito soprattutto dai primi interventi critici su Ariosto e da due poemi debitori dell’Orlando furioso, il corpus dolciano stimola alcune domande, che spingono a prospettarne uno studio complessivo. Primariamente saranno esaminati i lavori da editor del veneziano, con una particolare attenzione ai corredi paratestuali che aggiunse al capolavoro ferrarese. Si svolgerà un’indagine sugli interventi in difesa dell’Orlando furioso e l’influsso ariostesco sarà verificato tra i volgarizzamenti dolciani delle opere di Omero, Ovidio e Virgilio. Si porrà quindi l’attenzione sui Dieci canti di Sacripante, di cui si cercheranno di chiarire le vicende editoriali. Verrà analizzata la fortuna del poema e se ne evidenzieranno i legami con la produzione giovanile del poligrafo. Sarà quindi possibile compiere un’analisi narrativa, esaminando le connessioni con la tradizione coeva. Lo sguardo sarà dunque rivolto a Le Prime imprese del conte Orlando, di cui si cercherà di spiegare la pubblicazione postuma. Nell’analisi narrativa si approfondiranno i legami con i Reali di Francia e con l’Aspramonte quattrocentesco in ottave. Si evidenzierà il ruolo primario dell’Orlando furioso per la costruzione di alcune delle scene più importanti. Sarà esaminato l’apparato illustrativo giolitino, che orna la princeps dell’opera, per mostrare come dalle stesse immagini, a volte, scaturisca l’invenzione poetica dolciana. L’attività letteraria del Dolce maturo si inserisce in un delicato momento di transizione tra poema cavalleresco e poema epico, che si completerà con l’uscita della Gerusalemme liberata. L’indagine potrà ampliare la conoscenza di una figura di spicco del Cinquecento, grazie a un’inedita attenzione rivolta alla sua attività di scrittore.Pubblicazioni consigliate
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