Com’è noto, Fellini faceva un uso abbondante e alquanto peculiare dei ‘motivi guida’ («guide-tracks» o «temp-tracks») già sul set durante le riprese del film. Naturalmente i brani musicali utilizzati erano ancora provvisori e non tutti composti da o concordati con Nino Rota. In post-produzione il regista e il compositore si confrontavano per negoziare – talora in modo abbastanza conflittuale – quali ‘motivi guida’ conservare e quali sostituire con brani nuovi ideati da Rota sul modello dei precedenti. In questo processo di imitazione e di sostituzione, l’altrettanto noto attaccamento di Fellini all’universo sonoro della copia di lavorazione del film assume una rilevanza psicanalitica: il processo ‘transizionale’ (nel senso di Donald W. Winnicott) di oggettivizzazione e simbolizzazione che si compie nella post-produzione trasforma le temp-tracks e i materiali sonori usati sul set in presenze fantasmatiche che talora (ri)emergono nella versione finale del film. L’obiettivo del mio lavoro è quello di abbozzare una teoria psicanalitica per cercare di interpretare il ruolo giocato dai ‘motivi guida’ nel processo di formazione del film sia all’interno della collaborazione creativa tra Fellini e Rota, sia all’interno del dispositivo cinematografico in quanto tale.

Nino Rota e il ‘motivo guida’ come ‘oggetto perduto’ / E. Sala. - In: PHILOMUSICA ON-LINE. - ISSN 1826-9001. - 21:1(2022), pp. 111-131. [10.13132/1826-9001/21.2150]

Nino Rota e il ‘motivo guida’ come ‘oggetto perduto’

E. Sala
2022

Abstract

Com’è noto, Fellini faceva un uso abbondante e alquanto peculiare dei ‘motivi guida’ («guide-tracks» o «temp-tracks») già sul set durante le riprese del film. Naturalmente i brani musicali utilizzati erano ancora provvisori e non tutti composti da o concordati con Nino Rota. In post-produzione il regista e il compositore si confrontavano per negoziare – talora in modo abbastanza conflittuale – quali ‘motivi guida’ conservare e quali sostituire con brani nuovi ideati da Rota sul modello dei precedenti. In questo processo di imitazione e di sostituzione, l’altrettanto noto attaccamento di Fellini all’universo sonoro della copia di lavorazione del film assume una rilevanza psicanalitica: il processo ‘transizionale’ (nel senso di Donald W. Winnicott) di oggettivizzazione e simbolizzazione che si compie nella post-produzione trasforma le temp-tracks e i materiali sonori usati sul set in presenze fantasmatiche che talora (ri)emergono nella versione finale del film. L’obiettivo del mio lavoro è quello di abbozzare una teoria psicanalitica per cercare di interpretare il ruolo giocato dai ‘motivi guida’ nel processo di formazione del film sia all’interno della collaborazione creativa tra Fellini e Rota, sia all’interno del dispositivo cinematografico in quanto tale.
Settore L-ART/07 - Musicologia e Storia della Musica
Settore PEMM-01/C - Musicologia e storia della musica
Settore PEMM-01/B - Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali
2022
Article (author)
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
2150-9878-1-PB.pdf

accesso aperto

Tipologia: Publisher's version/PDF
Licenza: Creative commons
Dimensione 604.33 kB
Formato Adobe PDF
604.33 kB Adobe PDF Visualizza/Apri
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2434/1246164
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact