La toponomastica storica può essere una fonte preziosa per la ricostruzione del mutamento fonetico nelle varietà dialettali periferiche, le quali hanno lasciato poche o nessuna traccia in testi di età medievale e moderna. Obiettivo principale di questa ricerca è proporre degli spunti metodologici per valutare l’attendibilità e la rilevanza dei dati toponomastici d’archivio nello studio del mutamento fonetico, con attenzione ai seguenti fattori: la selezione dei fenomeni che possono effettivamente essere documentati tramite i toponimi; le caratteristiche grafiche delle fonti; la ricezione e l’interpretazione del dato nelle iniziative di documentazione odierne; l’integrazione tra l’uso di repertori toponomastici editi e la verifica delle fonti primarie. Seguono degli appunti di lavoro tratti da un caso di studio nell’ambito del dominio dialettale lombardo. Dopo un’incursione nella toponomastica del Garda bresciano che evidenzia le potenzialità della metodologia adottata, vengono discusse, con l’auspicio di individuare qualche elemento di cronologia relativa, alcune possibili tracce nella toponomastica storica di Valtellina e Valchiavenna (SO) di due innovazioni fonetiche romanze: la cancellazione di /n/ postonica riuscita finale di parola e una peculiare armonia vocalica regressiva frequente nella Lombardia settentrionale.
Alla sponda del colari. L'uso di toponimi da fonti archivistiche per lo studio del mutamento fonetico nei dialetti privi di tradizione scritta / A. Martocchi (STRUMENTI DI LINGUISTICA ITALIANA). - In: Studi di toponomastica italo-romanza. Metodi e prospettive / [a cura di] Angelo Campanella, Mario Chichi, Ivana Vermiglio. - Prima edizione. - [s.l] : Franco Cesati Editore, 2026. - pp. 243-262
Alla sponda del colari. L'uso di toponimi da fonti archivistiche per lo studio del mutamento fonetico nei dialetti privi di tradizione scritta
A. Martocchi
2026
Abstract
La toponomastica storica può essere una fonte preziosa per la ricostruzione del mutamento fonetico nelle varietà dialettali periferiche, le quali hanno lasciato poche o nessuna traccia in testi di età medievale e moderna. Obiettivo principale di questa ricerca è proporre degli spunti metodologici per valutare l’attendibilità e la rilevanza dei dati toponomastici d’archivio nello studio del mutamento fonetico, con attenzione ai seguenti fattori: la selezione dei fenomeni che possono effettivamente essere documentati tramite i toponimi; le caratteristiche grafiche delle fonti; la ricezione e l’interpretazione del dato nelle iniziative di documentazione odierne; l’integrazione tra l’uso di repertori toponomastici editi e la verifica delle fonti primarie. Seguono degli appunti di lavoro tratti da un caso di studio nell’ambito del dominio dialettale lombardo. Dopo un’incursione nella toponomastica del Garda bresciano che evidenzia le potenzialità della metodologia adottata, vengono discusse, con l’auspicio di individuare qualche elemento di cronologia relativa, alcune possibili tracce nella toponomastica storica di Valtellina e Valchiavenna (SO) di due innovazioni fonetiche romanze: la cancellazione di /n/ postonica riuscita finale di parola e una peculiare armonia vocalica regressiva frequente nella Lombardia settentrionale.| File | Dimensione | Formato | |
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