La contaminazione da nitrati nelle acque sotterranee rappresenta una problematica ambientale di rilevanza globale, con importanti implicazioni per la qualità delle risorse idriche. Nonostante ciò, nei contesti risicoli europei, come l’area della Lomellina – all’interno del principale distretto risicolo italiano – le conoscenze relative alle fonti e ai processi di trasformazione dei nitrati risultano ancora limitate. Il presente studio si propone di indagare l’origine e la dinamica dei composti azotati nella falda freatica della Lomellina attraverso l’applicazione sistematica delle analisi isotopiche duali del nitrato (δ¹⁵N e δ¹⁸O). L’area di studio è caratterizzata da una falda freatica superficiale con profondità variabile approssimativamente da meno di 1 m fino a 15 m. Tra giugno 2024 e dicembre 2025 sono state condotte tredici campagne di monitoraggio presso 25 punti di campionamento. I dati isotopici sono stati interpretati mediante un diagramma di Kendall adattato alle condizioni locali e integrati con le concentrazioni di nitrato, dati sull’uso del suolo e informazioni sulle pratiche di fertilizzazione. I risultati mostrano che le concentrazioni più elevate di nitrato (fino a circa 164 mg/L) sono principalmente riconducibili all’impiego di fertilizzanti inorganici a base di ammonio (δ¹⁵N tra -5 e +15‰; δ¹⁸O tra 0 e +5‰). Tuttavia, emergono contributi significativi anche dal ciclo naturale dell’azoto nel terreno e dalla deposizione atmosferica. In diversi campioni, concentrazioni comprese tra 5 e 15 mg/L riflettono un mescolamento di tali fonti, mentre, in altri, valori anomali di δ¹⁵N e δ¹⁸O non consentono un’attribuzione univoca della sorgente dei composti azotati. Nel complesso, lo studio contribuisce ad ampliare le conoscenze sui processi che regolano la presenza di nitrati nelle acque sotterranee in contesto di risaia, fornendo indicazioni utili per il miglioramento delle strategie di monitoraggio e per una gestione più sostenibile della fertilizzazione, sia nell’area analizzata sia in contesti agricoli analoghi. Questo studio è stato realizzato nell’ambito del progetto PROMEDRICE (https://promedrice.org/; PRIMA-Section2–2022) finanziato, per i partner italiani, dal MUR (Ministero Italiano dell’Università e della Ricerca).
Valutazione delle sorgenti di nitrati nell'acquifero freatico della Lomellina mediante analisi isotopiche duali / L. Sangalli, D. Pedretti, P. Bajak, M. Masetti, N. Otero, A. Facchi. 20. Convegno Nazionale della Società Geologica Italiana - Sezioni GIT&SI : 16-18 giugno Savona 2026.
Valutazione delle sorgenti di nitrati nell'acquifero freatico della Lomellina mediante analisi isotopiche duali
D. PedrettiCo-primo
Writing – Review & Editing
;P. BajakCo-primo
Writing – Review & Editing
;M. MasettiCo-primo
Writing – Review & Editing
;A. FacchiCo-primo
Writing – Review & Editing
2026
Abstract
La contaminazione da nitrati nelle acque sotterranee rappresenta una problematica ambientale di rilevanza globale, con importanti implicazioni per la qualità delle risorse idriche. Nonostante ciò, nei contesti risicoli europei, come l’area della Lomellina – all’interno del principale distretto risicolo italiano – le conoscenze relative alle fonti e ai processi di trasformazione dei nitrati risultano ancora limitate. Il presente studio si propone di indagare l’origine e la dinamica dei composti azotati nella falda freatica della Lomellina attraverso l’applicazione sistematica delle analisi isotopiche duali del nitrato (δ¹⁵N e δ¹⁸O). L’area di studio è caratterizzata da una falda freatica superficiale con profondità variabile approssimativamente da meno di 1 m fino a 15 m. Tra giugno 2024 e dicembre 2025 sono state condotte tredici campagne di monitoraggio presso 25 punti di campionamento. I dati isotopici sono stati interpretati mediante un diagramma di Kendall adattato alle condizioni locali e integrati con le concentrazioni di nitrato, dati sull’uso del suolo e informazioni sulle pratiche di fertilizzazione. I risultati mostrano che le concentrazioni più elevate di nitrato (fino a circa 164 mg/L) sono principalmente riconducibili all’impiego di fertilizzanti inorganici a base di ammonio (δ¹⁵N tra -5 e +15‰; δ¹⁸O tra 0 e +5‰). Tuttavia, emergono contributi significativi anche dal ciclo naturale dell’azoto nel terreno e dalla deposizione atmosferica. In diversi campioni, concentrazioni comprese tra 5 e 15 mg/L riflettono un mescolamento di tali fonti, mentre, in altri, valori anomali di δ¹⁵N e δ¹⁸O non consentono un’attribuzione univoca della sorgente dei composti azotati. Nel complesso, lo studio contribuisce ad ampliare le conoscenze sui processi che regolano la presenza di nitrati nelle acque sotterranee in contesto di risaia, fornendo indicazioni utili per il miglioramento delle strategie di monitoraggio e per una gestione più sostenibile della fertilizzazione, sia nell’area analizzata sia in contesti agricoli analoghi. Questo studio è stato realizzato nell’ambito del progetto PROMEDRICE (https://promedrice.org/; PRIMA-Section2–2022) finanziato, per i partner italiani, dal MUR (Ministero Italiano dell’Università e della Ricerca).| File | Dimensione | Formato | |
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