Nel corso del XX secolo, le comunità alpine hanno vissuto mutamenti economici e sociali di portata epocale. Il progressivo abbandono delle attività del settore primario, la scolarizzazione di massa, la diffusione della lingua italiana e di una visione cartografica e cartesiana dello spazio, in precedenza estranea alle culture popolari, hanno accelerato la perdita degli elementi con cui tali culture esprimono, nei rispettivi dialetti e lingue locali, l’orientamento nello spazio. Tra gli aspetti che hanno risentito di questi mutamenti, uno dei più peculiari è la cosiddetta deissi ambientale, una forma di ancoraggio spaziale che è stata individuata e studiata per molte lingue e dialetti delle Alpi. Nella deissi ambientale, dimensioni quali l’asse verticale (‘su/giù’) e quello “orizzontale” – ossia ‘dentro/fuori’, in relazione alla direzione del corso d’acqua che percorre una valle – sono espresse tramite avverbi locativi, non di rado combinabili tra loro in avverbi “multidimensionali” più o meno complessi. I riferimenti spaziali così ottenuti non sono né oggettivi, né solamente legati alla posizione soggettiva del singolo parlante, bensì si collocano in una mappa mentale del territorio che è condivisa dai membri di una comunità. Comparando i dati valtellinesi e valchiavennaschi con quelli di altre aree alpine, emergono alcune possibili generalizzazioni sulla struttura di questi sistemi e sul loro legame inscindibile con i percorsi di monticazione, lo sviluppo storico degli insediamenti di media montagna e altre pratiche secolari di utilizzo del territorio montano.
Bussole di montagna. L'espressione dell'orientamento spaziale nelle lingue e nei dialetti dell'arco alpino / A. Martocchi. Le forme storiche del paesaggio del mandamento di Sondrio nel contesto alpino. Caratteri originari, mutamenti, nuove interpretazioni Sondrio 2026.
Bussole di montagna. L'espressione dell'orientamento spaziale nelle lingue e nei dialetti dell'arco alpino
A. Martocchi
2026
Abstract
Nel corso del XX secolo, le comunità alpine hanno vissuto mutamenti economici e sociali di portata epocale. Il progressivo abbandono delle attività del settore primario, la scolarizzazione di massa, la diffusione della lingua italiana e di una visione cartografica e cartesiana dello spazio, in precedenza estranea alle culture popolari, hanno accelerato la perdita degli elementi con cui tali culture esprimono, nei rispettivi dialetti e lingue locali, l’orientamento nello spazio. Tra gli aspetti che hanno risentito di questi mutamenti, uno dei più peculiari è la cosiddetta deissi ambientale, una forma di ancoraggio spaziale che è stata individuata e studiata per molte lingue e dialetti delle Alpi. Nella deissi ambientale, dimensioni quali l’asse verticale (‘su/giù’) e quello “orizzontale” – ossia ‘dentro/fuori’, in relazione alla direzione del corso d’acqua che percorre una valle – sono espresse tramite avverbi locativi, non di rado combinabili tra loro in avverbi “multidimensionali” più o meno complessi. I riferimenti spaziali così ottenuti non sono né oggettivi, né solamente legati alla posizione soggettiva del singolo parlante, bensì si collocano in una mappa mentale del territorio che è condivisa dai membri di una comunità. Comparando i dati valtellinesi e valchiavennaschi con quelli di altre aree alpine, emergono alcune possibili generalizzazioni sulla struttura di questi sistemi e sul loro legame inscindibile con i percorsi di monticazione, lo sviluppo storico degli insediamenti di media montagna e altre pratiche secolari di utilizzo del territorio montano.| File | Dimensione | Formato | |
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