Parlare di tempo nel processo penale evoca immediatamente il principio della ragionevole durata, corollario del giusto processo. Questa garanzia, di rilievo costituzionale e natura oggettiva, impone al legislatore un obbligo di risultato: organizzare gli uffici giudiziari in chiave acceleratoria, affinchè la risposta giurisdizionale sia fornita entro tempi ragionevoli. Nondimeno, l'ordinamento italiano non è mai stato un modello virtuoso quanto a durata dei procedimenti giudiziari: i tempi della giustizia penale italiana rappresentano storicamente una delle principali criticità del sistema, ed è in particolare il giudizio di appello a rappresentare il vero “anello debole”. Con la Riforma Cartabia, l’efficienza del giudizio di appello ha trovato finalmente riscontro normativo, mediante l'introduzione, all’art. 344-bis c.p.p., della c.d. “improcedibilità per superamento dei termini di durata massima del giudizio di impugnazione”. L'intervento propone qualche riflessione sull’effettività del meccanismo, anche mediante un'analisi dei dati statistici di alcuni distretti, evidenziando la necessità di un impegno costante volto a rimuovere gli ostacoli tuttora presenti e considerare l'efficienza dell'appello penale un obiettivo concreto.
Il giudizio penale di appello al tempo dell’improcedibilità / S. Mastrapasqua. 6. Spazio, tempo e durata nella realtà giuridica : VI Convegno annuale : 10 - 11 dicembre Milano 2025.
Il giudizio penale di appello al tempo dell’improcedibilità
S. Mastrapasqua
2025
Abstract
Parlare di tempo nel processo penale evoca immediatamente il principio della ragionevole durata, corollario del giusto processo. Questa garanzia, di rilievo costituzionale e natura oggettiva, impone al legislatore un obbligo di risultato: organizzare gli uffici giudiziari in chiave acceleratoria, affinchè la risposta giurisdizionale sia fornita entro tempi ragionevoli. Nondimeno, l'ordinamento italiano non è mai stato un modello virtuoso quanto a durata dei procedimenti giudiziari: i tempi della giustizia penale italiana rappresentano storicamente una delle principali criticità del sistema, ed è in particolare il giudizio di appello a rappresentare il vero “anello debole”. Con la Riforma Cartabia, l’efficienza del giudizio di appello ha trovato finalmente riscontro normativo, mediante l'introduzione, all’art. 344-bis c.p.p., della c.d. “improcedibilità per superamento dei termini di durata massima del giudizio di impugnazione”. L'intervento propone qualche riflessione sull’effettività del meccanismo, anche mediante un'analisi dei dati statistici di alcuni distretti, evidenziando la necessità di un impegno costante volto a rimuovere gli ostacoli tuttora presenti e considerare l'efficienza dell'appello penale un obiettivo concreto.| File | Dimensione | Formato | |
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