Il saggio propone una riflessione sul rapporto tra storia, memoria e testimonianza a partire dall’analisi di un corpus di lettere scritte da un giovane milite italiano del Battaglione M “Leonessa”, impegnato nella campagna di Russia (1941–1943). L’obiettivo non è la ricostruzione puntuale degli eventi militari, bensì la messa a fuoco delle modalità attraverso cui l’esperienza della guerra viene elaborata e resa dicibile entro specifici orizzonti linguistici e culturali. In questa prospettiva, le scritture epistolari sono assunte come pratiche discorsive, in cui si intrecciano dimensione privata e repertori pubblici, adesione e scarto rispetto ai codici ideologici del tempo. Il saggio si colloca così all’incrocio tra storia culturale e analisi del discorso, interrogando le lettere non soltanto come fonti, ma come dispositivi di costruzione di senso, capaci di restituire la complessità dei processi di soggettivazione in contesto bellico. Parallelamente, il contributo si confronta con il problema della trasmissione della memoria, evidenziando la tensione tra livelli differenti —familiare, pubblico, storiografico— e sottolineando la necessità di mantenere aperto lo spazio critico tra testimonianza individuale e interpretazione storica.
Lettere dal fronte: un incontro tra storia, memoria, testimonianza / G. Bassi - In: Il signor tempo ci fa un potente baffo! : Lettere di un soldato M. dalla Russia / [a cura di] G. Bassi. - [s.l] : Athenaeum Edizioni Universitarie, 2026. - ISBN 978-88-32158-43-4. - pp. 19-79
Lettere dal fronte: un incontro tra storia, memoria, testimonianza
G. Bassi
2026
Abstract
Il saggio propone una riflessione sul rapporto tra storia, memoria e testimonianza a partire dall’analisi di un corpus di lettere scritte da un giovane milite italiano del Battaglione M “Leonessa”, impegnato nella campagna di Russia (1941–1943). L’obiettivo non è la ricostruzione puntuale degli eventi militari, bensì la messa a fuoco delle modalità attraverso cui l’esperienza della guerra viene elaborata e resa dicibile entro specifici orizzonti linguistici e culturali. In questa prospettiva, le scritture epistolari sono assunte come pratiche discorsive, in cui si intrecciano dimensione privata e repertori pubblici, adesione e scarto rispetto ai codici ideologici del tempo. Il saggio si colloca così all’incrocio tra storia culturale e analisi del discorso, interrogando le lettere non soltanto come fonti, ma come dispositivi di costruzione di senso, capaci di restituire la complessità dei processi di soggettivazione in contesto bellico. Parallelamente, il contributo si confronta con il problema della trasmissione della memoria, evidenziando la tensione tra livelli differenti —familiare, pubblico, storiografico— e sottolineando la necessità di mantenere aperto lo spazio critico tra testimonianza individuale e interpretazione storica.| File | Dimensione | Formato | |
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