Thanks to its digressive structure, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene by Pellegrino Artusi is a work that intersects with a wide array of genres, a relationship examined here in a systematic approach taking into consideration both the single recipes and the book which contains them. In the former case, one can distinguish between an informative excursus, tending toward the commentary (which evokes short forms such as aphorisms and maxims), and digressions with a narrative orientation, which refer both to genres of personalization (non-fictional, such as the autobiography) and to those of objectification (fictional, such as the novella). There are also digressions with an ornamental function, aimed at embellishment, consisting of authorial quotations, mostly from classic sources. As for the collection in general, its affinity lies not in semi- or extra-literary genres, but rather in editorial typologies such as the almanac and the encyclopedia. Through this network of intertextual references, La scienza in cucina reveals itself as a complex yet functionally integrated work, best situated not within the domain of official literariness, but within that of popular informative publishing.

Grazie al suo andamento digressivo, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi è un’opera che intercetta molti generi diversi, una relazione qui studiata in modo sistematico, sia considerando le singole ricette, sia il manuale che le contiene. Nel primo caso si può distinguere fra excursus a dominante informativa, tendenti al commento (che richiamano forme brevi come aforismi e massime) e divagazioni a dominante narrativa che rimandano sia ai generi della personalizzazione (non finzionali tipo l’autobiografia) sia a quelli dell’oggettivazione (finzionali come la novellistica breve e la fiaba). Ci sono poi le digressioni a dominante esornativa, di abbellimento, costituite dalle citazioni d’autore, perlopiù classici. Quanto alla raccolta nel suo complesso, l’affinità non è più con generi semi e extra-letterari, ma con tipologie editoriali, come l’almanacco e l’enciclopedia. Grazie a questa rete di riferimenti incrociati, La scienza in cucina si dimostra un’opera complessa ma funzionalmente integrata, che è appropriato collocare non nell’ambito della letterarietà ufficiale, ma in quello della pubblicistica divulgativa popolare.

'La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene' di Pellegrino Artusi: un minestrone di generi cucinato benissimo / L. Clerici. - In: DNA DI NULLA ACADEMIA. - ISSN 2724-5179. - 5:2(2024 Mar), pp. 67-87. [10.60923/issn.2724-5179/24454]

'La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene' di Pellegrino Artusi: un minestrone di generi cucinato benissimo

L. Clerici
2024

Abstract

Thanks to its digressive structure, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene by Pellegrino Artusi is a work that intersects with a wide array of genres, a relationship examined here in a systematic approach taking into consideration both the single recipes and the book which contains them. In the former case, one can distinguish between an informative excursus, tending toward the commentary (which evokes short forms such as aphorisms and maxims), and digressions with a narrative orientation, which refer both to genres of personalization (non-fictional, such as the autobiography) and to those of objectification (fictional, such as the novella). There are also digressions with an ornamental function, aimed at embellishment, consisting of authorial quotations, mostly from classic sources. As for the collection in general, its affinity lies not in semi- or extra-literary genres, but rather in editorial typologies such as the almanac and the encyclopedia. Through this network of intertextual references, La scienza in cucina reveals itself as a complex yet functionally integrated work, best situated not within the domain of official literariness, but within that of popular informative publishing.
Grazie al suo andamento digressivo, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi è un’opera che intercetta molti generi diversi, una relazione qui studiata in modo sistematico, sia considerando le singole ricette, sia il manuale che le contiene. Nel primo caso si può distinguere fra excursus a dominante informativa, tendenti al commento (che richiamano forme brevi come aforismi e massime) e divagazioni a dominante narrativa che rimandano sia ai generi della personalizzazione (non finzionali tipo l’autobiografia) sia a quelli dell’oggettivazione (finzionali come la novellistica breve e la fiaba). Ci sono poi le digressioni a dominante esornativa, di abbellimento, costituite dalle citazioni d’autore, perlopiù classici. Quanto alla raccolta nel suo complesso, l’affinità non è più con generi semi e extra-letterari, ma con tipologie editoriali, come l’almanacco e l’enciclopedia. Grazie a questa rete di riferimenti incrociati, La scienza in cucina si dimostra un’opera complessa ma funzionalmente integrata, che è appropriato collocare non nell’ambito della letterarietà ufficiale, ma in quello della pubblicistica divulgativa popolare.
Pellegrino Artusi; La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene; disclosure; gastronomy; best-seller of the nineteenth century; popular literature; literary genres; recipes; public; publishing
Settore LICO-01/A - Letteratura italiana contemporanea
mar-2024
https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/24454
Article (author)
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