In certe varietà dialettali lombarde delle Alpi, in un’area frammentata ma vasta che va dalla Val Camonica al Canton Ticino (SALVIONI 2016[1906]: 144 n29; MERLO 1952: § 17; 2022[1932]: 37; ROHLFS 1970[1966]: §§ 177 e ss.), si registra una palatalizzazione dei nessi primari e secondari di consonante labiale [p, b, f, v] e approssimante palatale [j], con vari esiti (1-5): 1) [pʃaŋ], [ptʃaŋ], [tʃaŋ] ‘piano’ < lat. PLĀNU(M); 2) [bʒot], [bdʒot], [dʒot] ‘nudo’ < got. BLAUTS; 3) [ˈfʃama], [ˈʃama] ‘fiamma’ < lat. FLAMMA; 4) [ˈrabʒa], [ˈrabdʒa], [ˈradːʒa] ‘rabbia’ < lat. tardo RABIA < lat. class. RĂBĬĒS; 5) [ˈɡabʒa], [ˈɡabdʒa], [ˈɡadːʒa] ‘gabbia’ < lat. CĂVĔA. L’analisi di occorrenze del fenomeno in due dataset di parlato, controllato e semispontaneo, da tre località della bassa e media Valtellina suggerisce che gli esiti (1-5), tutti documentati in sincronia, siano fasi diverse di sviluppi diacronici ordinati (6-8), accomunati dall’avere origine nella fortizione dell’approssimante (TUTTLE 1997: 28; BATEMAN 2007: 113-131), il che li separa dalle palatalizzazioni italo-romanze meridionali (ROHLFS 1970[1966]: § 186): 6) [pj] > [pʃ] > [ptʃ] > [tʃ]; 7) [bj, vj] > [bʒ] > [bdʒ] > [dʒ]; 8) [fj] > [fʃ] > [ʃ]. I dati ottenuti stimolano, inoltre, una discussione critica sulle presunte affinità con gli esiti liguri e del Basso Piemonte (ROHLFS 1970[1966]: § 274), nonché alcune ipotesi preliminari sui correlati fonologici e sulla cronologia relativa della palatalizzazione nella Lombardia settentrionale.
Palatalizzazione dei nessi di consonante labiale e [j] nei dialetti lombardi: osservazioni a partire dai dati valtellinesi / A. Martocchi. 49. Convegno Annuale della Società Italiana di Glottologia Milano 2025.
Palatalizzazione dei nessi di consonante labiale e [j] nei dialetti lombardi: osservazioni a partire dai dati valtellinesi.
A. Martocchi
2025
Abstract
In certe varietà dialettali lombarde delle Alpi, in un’area frammentata ma vasta che va dalla Val Camonica al Canton Ticino (SALVIONI 2016[1906]: 144 n29; MERLO 1952: § 17; 2022[1932]: 37; ROHLFS 1970[1966]: §§ 177 e ss.), si registra una palatalizzazione dei nessi primari e secondari di consonante labiale [p, b, f, v] e approssimante palatale [j], con vari esiti (1-5): 1) [pʃaŋ], [ptʃaŋ], [tʃaŋ] ‘piano’ < lat. PLĀNU(M); 2) [bʒot], [bdʒot], [dʒot] ‘nudo’ < got. BLAUTS; 3) [ˈfʃama], [ˈʃama] ‘fiamma’ < lat. FLAMMA; 4) [ˈrabʒa], [ˈrabdʒa], [ˈradːʒa] ‘rabbia’ < lat. tardo RABIA < lat. class. RĂBĬĒS; 5) [ˈɡabʒa], [ˈɡabdʒa], [ˈɡadːʒa] ‘gabbia’ < lat. CĂVĔA. L’analisi di occorrenze del fenomeno in due dataset di parlato, controllato e semispontaneo, da tre località della bassa e media Valtellina suggerisce che gli esiti (1-5), tutti documentati in sincronia, siano fasi diverse di sviluppi diacronici ordinati (6-8), accomunati dall’avere origine nella fortizione dell’approssimante (TUTTLE 1997: 28; BATEMAN 2007: 113-131), il che li separa dalle palatalizzazioni italo-romanze meridionali (ROHLFS 1970[1966]: § 186): 6) [pj] > [pʃ] > [ptʃ] > [tʃ]; 7) [bj, vj] > [bʒ] > [bdʒ] > [dʒ]; 8) [fj] > [fʃ] > [ʃ]. I dati ottenuti stimolano, inoltre, una discussione critica sulle presunte affinità con gli esiti liguri e del Basso Piemonte (ROHLFS 1970[1966]: § 274), nonché alcune ipotesi preliminari sui correlati fonologici e sulla cronologia relativa della palatalizzazione nella Lombardia settentrionale.| File | Dimensione | Formato | |
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